Sodoma ed Egitto, un itinerario storico turistico nei Libri dei Re

valle dei reSono più d’uno i post dedicati alla cronologia dei Re (si veda la categoria “sincronismi”) e in alcuni dei quali ho sottolineato il mistero che li circonda: tutta la Bibbia è stata sottoposta al vaglio della critica, la quale mai ha persa l’occasione per segnalarci una parola, un versetto corrotto, quando l’interpretazione diveniva difficile o impossibile.

La stessa sorte, stranamente, non è toccata alla cronologia di 1-2 Re, perchè di fronte a dei conti che non tornavano, nessuno li ha immaginati corrotti, nessuno ha pensato di rivolgersi alla scaletta stilata sull’anno d accessione, rifarsi i conti della durata dei vari regni di Giuda e Israele e controllare se, mancando i sincronismi con le cifre suggerite dal deuteronomista, le cose cambiassero con l’anno di accessione, se cioè quella scaletta offrisse i sincronismi cercati ma non trovati  Continua a leggere “Sodoma ed Egitto, un itinerario storico turistico nei Libri dei Re”

Le chiavi di Apocalisse

Come appare chiaro sin dal titolo, ci occuperemo del sostantivo “chiave” che solo tre volte appare in Apocalisse ed ogni volta indica un possesso o una funzione diversa. Se la ghematria non  fosse quella luce primigenia (Sapienza) che illumina tutta la storia, capite che le combinazioni possibili condurrebbero al caos. Ma non è così, perchè “chiave di Davide”; “chiave del pozzo dell’abisso” e “chiave dell’abisso” individuano tappe fondamentali della cronologia biblica, oltre che far luce su un aspetto finora sconosciuto: il sigillo di Dio  Continua a leggere “Le chiavi di Apocalisse”

Abaddon e Apollion (Ap. 9,11), quando il nome fa la differenza

apollioAlcuni autori fanno riferimento a un caso particolare per provare la fondatezza della scienza ghematrica. In ebraico la somma dei valori delle lettere che compongono i sostantivi “madre” e “padre” è uguale al valore ghematrico del sostantivo “figlio”. Quest’evidenza ci dice che la ghematria spesso ci sorprende, tanto riesce a far luce. Essa infatti, su un piano storico, è la luce primigenia che illumina tutta la storia. Nell’esempio citato si ricorre a una somma, in quello che io vi riporto si ricorre invece a una sottrazione. Vediamo perchè.

Nel capitolo 9 di Apocalisse leggiamo che un astro cade sulla terra aprendo il pozzo dell’abisso dal quale escono le cavallette, il cui re è chiamato Abaddon in ebraico e Apollion in greco. Prima di entrare nel dettaglio del calcolo ghematrico è bene notare che Giovanni esprime i due differenti nomi con cui è chiamato l’angelo dell’abisso re delle cavallette. Bisogna chiedersi, allora, perchè Giovanni presenti i due diversi, differenti nomi. Non sarà mica perchè vuole invitarci a “fare la differenza” per uscire dal linguaggio criptico di Apocalisse? Continua a leggere “Abaddon e Apollion (Ap. 9,11), quando il nome fa la differenza”

Il seduttore, la voce di Apocalisse e la coscienza delle nazioni

Continuiamo la nostra lettura ghematrica el capitolo 12 di Apocalisse, non prima di aver ricordato che questo blog ha inventato niente: la ghematria non solo esiste da millenni prima di me; non solo gli Ebrei tuttora ne fanno una scienza complessa, ma anche che la stessa esegesi, nei suoi elementi di spicco (Ravasi) la indica come elemento fondante del genere apocalittico, senza essere mai andata, però, oltre l’evidenza, oltre il 666, numero della bestia.

E’ questo blog che si è chiesto se, dal momento che Giovanni ce la indica esplicitamente, la ghematria possa essere una chiave di lettura ben più profonda e articolata del seicentosessantasei. Io credo che l’abbiamo dimostrato, come abbiamo dimostrato il sorprendente sincronismo tra la cronologia di Dio e la chiave ghematrica, tanto che possiamo parlare di complementarietà  Continua a leggere “Il seduttore, la voce di Apocalisse e la coscienza delle nazioni”

“Il figlio maschio” (Ap. 12,5)

figlio maschioFino ad ora abbiamo dedicato tre post al capitolo 12 di Apocalisse. Ne aggiungerò un quarto, raccomandando al lettore di leggere la sintesi degli altri tre qui. Se i post citati erano importanti, questo lo è in maniera particolare occupandosi del Figlio maschio che la Donna vestita di sole partorisce e che il drago vuole divorare (Ap. 12,4).

Il calcolo ghematrico di υἱός (figlio) che Ap. 12,5 propone è molto semplice, perchè la somma delle lettere dà un risultato di 486, che equivale al 486 a.C. Di ben altra difficoltà è la sua interpretazione, poichè quel 486 a.C. è l’anno che la cronologia di Dio indica come il 37° di Nabucodonosor, collocando il suo primo anno di regno nel 523 a. C., cioè  l’anno quarto di Joakim (Ger. 25,1)

Il 486 a.C. è conosciuto solo dalla cronologia di Dio, cioè dalla cronologia biblica, perchè gli storici collocano quello stesso anno nel 567 a.C., ritenendo tale data assoluta perchè calcolata astronomicamente. Tuttavia quei calcoli astronomici sono stati impugnati da Newton e Fomenko, che hanno messo in evidenza grosse anomalie, come la costante D che deve essere assunta con parametri completamente fuori dalla norma, tanto che Newton ha parlalto apertamente di cronologia tolemaica falsata, se non inventata di sana pianta.

Quanto appena detto incrina la solidità di una data ritenuta certa e apre alla possibilità di un’altra datazione, quella cioè che la cronologia biblica offre. La presenza dell’alternativa biblica facilita enormemente il compito di coloro che hanno denunciato la falsità di quella storica, mentre la ghematria tiene a battesimo la nascita del figlio maschio che è solo una metafora, perchè in ballo c’è la Storia, una Storia di cui quel figlio diverrà re (Ap. 12,5).

Ma più di questo è importante sottolineare che tutto l’impianto letterario del capitolo 12 si muove in un contesto cronologico, i cui protagonisti rappresentano i cardini, come abbiamo visto nei post precedenti. Tutto si muove su due piani prestabiliti: da una parte quello letterario, dall’altra quello cronologico ghematrico, con un duplice scopo: la denuncia della falsificazione della storia e la rivelazione dell’originale. Tutto insomma, in primis la storia, si muove attraverso un piano prestabilito, che è rivelato progressivamente.

Lascio il lettore trarre le conclusioni del caso, perchè sarebbe davvero molto -forse troppo- lungo addentrarci nei significati di quel  υἱός che equivale a 486 a.C., 37° di Nabucodonosor. Esso tira in ballo direttamente il VAT 4956, perchè è grazie ad esso che si può calcolare l’eclissi lì  descritta. Dipendentemente dalla data assegnata dipendono le sorti della cronologia storica (tolemaica) e biblica, cioè la cronologia di Dio, poichè assumere il 567 a.C. come 37° anno di Nabucodonosor implica datare l’esilio nel 586/587 a.C. (un discorso a parte meriterebbe la Watch Tower, ma non m’interessa); assumere il mio 486 a.C. invece implica la datazione di quello stesso esilio nel 505 a.C., stravolgendo e denunciando come falsata la cronologia storica.

Da ultimo lasciatemi dire che a mio parere il figlio è maschio non tanto per una predilezione verso il genere, quanto per la presenza in Apocalisse delle meretrici della terra (Ap. 17,5), cioè di chiese corrotte che mentono per denaro al pari della loro madre (Ap. 17,5). Quel figlio maschio è la Verita rivelata, è vero, ma è anche la verità storica, scientifica. E che tale affermazione sia fondata, sia fondato cioè parlare di verità scientifica affiorante grazie al calcolo ghematrico, è possibile perchè la stessa scienza ha parlato del crimine che sta alla base dell’intera cronologia tolemaica