Le chiavi della morte e degli inferi

chiaviUna versione CEi della Bibbia mi aveva fatto passare per inosservate le chiavi citate in Apocalisse 1,18, cioè quelle della morte e della distruzione. Infatti ci eravamo già occupati delle chiavi di Apocalisse Cominciamo col citare il versetto 1,18 di Apocalisse, dove leggiamo

Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le chiavi della morte e degli inferi (CEI 2008)

Il simbolo della chiave, almeno nella sua lezione principale, è potere, in questo caso sulla morte e sugli inferi, così almeno s’intende. Tuttavia ci chiediamo se sia possibile una lettura ghematrica, ormai solita a questo blog.

In questo senso le parole chiave che c’interessano sono tre: chiave (κλείς); morte (θάνατος) e inferi (ᾅδης) che non considereremo a se stanti, ma come facenti parte di un unico ghematrico. In altre parole sommeremo i rispettivi valori ghematrici dei termini in esame .

E’ così che otteniamo un totale di 527  che noi, come abbiamo sempre fatto, interpreteremo cronologicamente per giungere al 527 a.C. che è l’esatto anno di ascesa al trono di Joaikim, seguendo la tabella dei re di Giuda e Israele da noi stilata e contenuta anche nella cronologia di Dio che ne illustra la genesi.

Quel 527 a.C. non fu un anno qualsiasi perchè è da quell’anno che è possibile calcolare il primo anno di regno di Nabucodonosor seguendo Ger. 25,1 in cui leggiamo che il primo anno di quel re coincide con il quarto di Joaikim.

Nabucodonosor -forse è addirittura inutile ricordarlo- segna tutte le vicende legate all’esilio babilonese e dunque fu un protagonista della storia ebraica e biblica. Ma non solo: è grazie al calcolo preciso del primo anno di regno regno di Joaikim e conseguentemente al primo anno di regno di Nabucodonosor che possiamo stilare la scaletta di tutti gli interventi babilonesi contro Gerusalemme, come dimostra la tabella seguente:

ger 25,1 Dn 1

I° ANNO DI REGNO DI NABUCODONOSOR (IV° DI JOAKIM) 523 a. .C. (Ger. 25,1)
VII°                                  “                               “ 516 a. C. (Ger. 52,8)
XVIIII°                              “                               “ 505 a. C. (Ger. 52,12)
XXIII°                               “                                “ 500 a. C. (Ger. 52,30)

E’ dunque grazie a quel 527 a.C. che si possono ridisegnare cronologicamente tutte le tappe che segnarono le varie deportazioni che costituiscono il dramma dell’esilio babilonese.Se tutto ciò fa di quell’anno un anno fondamentale, ancora tuttavia potrebbe sfuggire il nesso tra cronologia e simbolo, per cui non rimane che far notare come quelle chiavi della morte e degli inferi siano il significato di ciò che compare come morte e inferi (distruzione), cioè dell’esilio. Dunque non a caso la loro ghematria coincide con il 527 a.C. che abbiamo detto segna tutti i tempi delle vicende esiliche.

Ma al di là di tutto questo, c’è anche un’altra chiave, stavolta di lettura che fa riferimento al potere all’autorità che conferiscono le chiavi. Se la  ghematria di “chiavi della morte e degli inferi” è 527 e se quel 527 riconduce al 527 a.C., alla luce di quanto scritto sopra emerge l’autorità storica, cioè la verità storica che segna per l’esilio ben altre date rispetto a quelle sinora in uso, che mai si sognerebbero di datare il primo anno di regno di Nabucodonosr nel 523 a.C. (se non altro perchè storicamente l’editto di Ciro è datato nel 538 a.C.).

L’unica cronologia che può andare d’accordo con l’autorità di Cristo e le Sue chiavi è la cronologia di Dio, che non a caso propone, meglio, ripropone l’originale cronologico biblico dal 70 d.C. fino all’esodo secondo una tempistica del tutto alternativa a quella storica.

In un’ottica di potere, autorità e verità storica, ci chiediamo allora se sia un caso che biblicamente, come dimostra la tabella sopra, la deportazione e distruzione di Gerusalemme avvennero nel 505 a.C, mentre per la “storia” ciò avvenne nel 586 a.C., quando 586 è la ghematria di ὄφις (serpente)