Un ministero alla velocità della luce

A suo tempo ci siamo occupati della cronologia interna al Vangelo di Giovanni, come ci siamo occupati dell’emorroissa. Nel primo caso abbiamo identificato, limitatamente all’episodio che stiamo affrontando (chi è interessato al post completo legga qui), quando i farisei mettono a morte Gesù, cioè con la resurrezione di Lazzaro.

Deduzione facile, direte, perché scritto in Gv 11,53, ma non è facile se siamo a conoscenza dell’intera dinamica cronologica del vangelo giovanneo. Fu a Betania che essi compresero che non c’era partita: o Lui o loro e il momento s’inserisce in una tensione crescente che in Betania raggiunse il suo climax e si mise a morte.

Del secondo caso, invece, ce ne siamo occupati qui e per adesso è sufficiente scrivere che l’episodio cade nel 34 d.C., ma adesso ci chiediamo quando Lazzaro resuscitò? In che anno? Non è una domanda oziosa, anzi, è importantissima, perché apre una cronologia particolarissima. Vediamo brevemente come sono i calcoli che, come tali, non necessitano di tante parole, essendo talvolta evidenti di per se stessi.

In Gv 11,9 Gesù afferma che ci sono ancora 12 ore di luce cioè, secondo la nostra ipotesi, 12 ore di lì e la Passione. Ammettendo che l’episodio si collochi nel 32 d.C. (vi prego di notare che le date a nostra disposizione sono solo 3 forse 4, cioè dal 31 d.C. al 35 d.C.) abbiamo che, ferma restando la crocefissione al 35 d.C., gli anni riassunti da quei 12 mesi sono 3, ed ecco impostato il calcolo che è:

[(364×3)24=26208

Questo significa che abbiamo prima calcolato il totale dei giorni e poi delle ore, per cui adesso non rimane che vedere quanti giorni di 12 ore ci siano, cioè

26208:12=2184

Adesso non rimane che vedere, invece, a quanti giorni di 24 ore corrispondano

2184:24=91

Già di per sè la cifra tonda dice molto perché il calcolo si avvale di due divisioni e ed esse generano quasi sicuramente decimali in un simile contesto di calcolo. E invece resto zero.

Adesso noi vogliamo vedere se la ghematria ci è d’aiuto, se cioè quel 91 esprima un lemma che cade nel contesto del capitolo 11, magari in Betania che sarebbe l’ottimale.

E infatti abbiamo che Mt 26,6 ha un complemento di stato in luogo (ἐν Βηθανίαι) che presenta il dativo Βηθανίαι che ha un valore di 91. Credo che i grecisti sappiano intendere meglio di tutti il complemento che permette il calcolo, sappiano cioè capire il senso profondo del complemento, che ha noi appare un focus sull’intera questione, cioè “In Betania e da nessun’altra parte” insomma un dativo “assoluto” se mai esistesse.

Prima di giungere alla conclusione, vorrei far notare ai matematici la complessità non solo di un calcolo a resto zero, ma che addirittura incrocia alla perfezione un lemma ( Βηθανία ) assolutamente inserito in un contesto ben preciso: Betania.

Poi dopo una valutazione, credo di poter sostenere che Lazzaro fu resuscitato il 32 d.C., quando Gesù -e questo è l’importante- fu messo a morte, cioè 3 mesi dopo, calcolati, però in giorni luce