Sansone e i pastori infedeli

sansoneGli anni sabbatici e giubilari, come i sabbatici giubilari assieme, abbiamo visto che scandiscono la storia profonda di Israele (vedi tavola in calce) e non sono l’eco di una festività il cui calendario risale a una “usanza” post esilica, come spesso si scrive, ignorando però l’intero calendario e la cronologia della storia ebraica, altrimenti apparirebbe subito chiaro che non è possibile comprendere quella storia che si vorrebbe insegnare, ma che sfugge non nei particolari, ma nella sua stessa ragione d’essere se Israele fu una teocrazia.

La tabella in calce riassume sia gli uni, i calendari, sia l’altra, cioè la storia fondendoli e da questa sovrapposizione emerge la necessità sabbatica e giubilare sia in ordine all’amministrazione; sia in ordine alla vita militare; sia in ordine alla cantieristica sacra e quant’altro vi passi in mente come dimostra la tabella (persino i digiuni profetici).

Di tutto questo ne abbiamo parlato già, ma adesso si è aggiunta una nota molto importante o importante almeno quanto può essere, nella storia di Israele, il passaggio dall’epoca dei giudici a quella monarchica. Se gli anni sabbatici e giubilari sinora conosciuti ci testimoniano una osservanza ligia in ambiti meno importanti, come potrebbero i due calendari non segnare un evento storico di tale portata?

Noi abbiamo fissato quell’anno nel 1032 a.C. e subito -giusto il tempo di farci venire in mente l’idea- siamo andati a controllare, certi però che i due calendari non avrebbero potuto mancare di segnare l’evento.

E infatti il 1032 a.C. fu sabbatico, confermando un quadro già rilevante che descriveva  quell’anno. Esso infatti segna il passaggio di consegne tra i giudici e la monarchia; segna la trasformazione di Saul da giudice a re; permette la sincronizzazione di At 13,21 e i suoi 40 anni di regno con Giudici 15,20 che ci parla di 20; permette di comprendere che in quel 1032 a.C. si è consumato un falso, perchè i 410 anni che segnano l’intero periodo dei giudici non possono che partire da Saul e non da Sansone il quale è assolutamente fuori conteso cronologico; e da ultimo permette di dare una lettura ghematrica di ותורתך (Deut 33,10) che infatti segna 1032  e ci parla della Legge, cioè della “tua Torah” letteralmente, quando estensivamente abbiamo visto che tale lettura pone fine all’epoca della Legge, cioè di coloro preposti ad amministrarla: i giudici (per tutto questo vedi post precedente).

Ce n’è ben donde, quindi, in quel 1032 a.C., un anno alla pari con altri che hanno segnata un epoca, ma che non erano della stessa grandezza cronologica, costituendo la ripartizione tra giudici e monarchia la circolazione cronologica profondissima nella storia d’Israele, tanto che se recisa muore quella storia che la cronologia vorrebbe descrivere ordinatamente.

Chi ha scambiato Sansone per Saul era cosciente di questo, per cui oltre a una denuncia per falso sarebbe passibile di omicidio premeditato perpetrato ai danni della cristianità tutta se essa ha , come dicono, un corpo mistico costretto dai pastori a strisciare ai piedi del secolo e non dalla Bibbia.

 

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Saul, l’ultimo giudice o il primo re?

saul

Ieri ci siamo lasciati con la quasi certezza che la cronologia interna dei Giudici è corretta. Quei 410 anni totali che segnano il periodo cadono, partendo da Davide, l’anno che uccise Golia, cioè il 1012 a.C., nel 1422 a.C., terzo anno dall’esodo che apre una cronologia la quale in tutto assomiglia a un anno giudiziario, perché s’istituiscono le corti di giustizia, oltreché ricevere, quelle stesse corti, il Decalogo, tanto che se quest’ultimo appare il codice penale, i codici legislativi sono quelli civili.

Tuttavia le problematiche legate al Libro dei giudici non si esauriscono tracciando solo un solco cronologico, ma seguendone tutto lo sviluppo per come tracciato dai Giudici stessi che offrono per ognuno di loro il tempo d’incarico, il quale è ciò che ha permesso il calcolo dei 410 anni totali.

Noi abbiamo ricavata una tabella del loro impegno ed è la seguente

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Come si nota, noi abbiamo ipotizzato nell’originale, cioè il testo scritto prima della contraffazione, non Sansone, fuori contesto cronologico come a suo tempo, lo abbiamo visto, lo sarà Elia e dunque non è il primo caso di scambio di persona rilevante penalmente, ma Saul perché è lui che fa quadrare i conti. A dire il vero, però, dobbiamo essere più precisi perché se  considerassimo i 40 anni di At 13,21 otterremmo un totale di 430 e salterebbe il 1422 a.C.

Tuttavia Saul regna 40 anni totali, sebbene il giudice che lui dovrebbe rappresentare ne dovrebbe coprire 20 affinché il conto torni. E’ per questo che noi diamo ragione sia a At 13,21, che a Giudici 15,20 immaginando un Saul sia giudice, sia re e questo lo avevamo ventilato ieri quando scrivemmo che la sua figura è tutta da rivalutare, perchè non sapevamo se fosse l’ultimo giudice o il primo re, mentre adesso appare entrambi.

In fondo è la sua vita, il suo conflitto mortale con Davide che consiglia l’ambivalenza di ruolo, poiché in quei due personaggi biblici non si consuma solo una lotta personale ma tra due epoche: l’una (quella dei Giudici) al tramonto; l’altra quella monarchica al suo sorgere e quindi il conflitto tra tenebre (la notte del passato) e luce (l’avvenire) era inevitabile. Ciò ne fa un periodo affascinante che rivaluta un personaggio, Saul 8vedi anche categoria perchè ci siamo già occupati di lui), che appare drammatico condensando in sè tutta la lotta, come drammatica fu la sua fine violenta.

Dicevamo che egli fu entrambe le cose, cioè sia giudice, sia re e questo per 20 anni per ciascun ruolo, cosicché abbiamo che partendo dagli albori del suo potere, il 1052 a.C, arriviamo al 1032 a.C. anno in cui esaurisce le sue funzioni di giudice per assumere, fino al 1012 a.C. quelle di re.

Ecco allora che la tabella relativa ai giudici d’Israele diviene corretta, perché annovera solo il Saul giudice per 20 anni dal 1052 a.C. per poi consegnarlo alla monarchia. E’ un ipotesi che credo fondata, che  avvalora sia i 40 di At 13,21, sia i 20 di Giudici 15,20 ma noi vogliamo essere sicuri e per esserlo ci rivolgiamo alla ghematria, spesso lume oltre la ragione, l’unico capace di dirci se siamo nel giusto o meno.

Analizzeremo quel 1032 a.C. che segna lo spartiacque alla sua luce per scoprire che, grazie al nostro solito programma (questo), il 1032 è il valore ghematrico di ותורתך (Deut 33,10) che significa, tradotto, “e la tua Torah” cioè la tua Legge. Credo sia facile comprendere il senso che ci offre la ghematria se ci occupiamo di Giudici e stiamo indagando la loro fine.

Quel “e la tua Torah” ci parla di quella stessa Legge che loro come giudici amministravano e il fatto che il valore ghematrico coincida con l’anno che noi abbiamo detto essere quello di chiusura “dell’anno giudiziario”, cioè dell’epoca dei giudici, ci fa certi che veramente la Legge (dei Giudici, cioè la giustizia da essi amministrata) finì in quell’anno cedendo il passo alla monarchia.

Cosa per altro avvenuta per volontà popolare la quale, sulla scorta dei regni confinanti, desiderava anch’essa un re (1Sam 8,4) e questo gettò le premesse affinché l’epoca da loro segnata fosse superata da quella monarchica.

Nel 1032 a.C. si consuma l’ultimo atto di una giustizia che era nata nel deserto e forse non più adatta ai tempi che chiedevano una monarchia. la Legge non cambiò, ma le corti di giustizia furono radicalmente trasformate, tanto che nessuno le trovò più e i Giudici, come ai giorni nostri, andarono in pensione.

 

Σαωλ, l’esorcismo dello spirito che possiede 1-2Re

esorcismoGià nel post di ieri ci siamo occupati di Saul, cioè dell’unica seduta spiritica che si tiene nella Bibbia, quando la locuzione greca principe dei demoni (ἄρχος δαιμόνιον) ha un valore ghematrico che riconduce esattamente alla data di nascita del re (1082 a.C.) e questo ci ha permesso di collocare il principe dei demoni nel suo contesto ideale: una seduta spiritica.

Ma c’è molto di più attorno a Saul, perchè il suo nome proprio non è, stando a Eusebio di Cesarea, Σαουλ ma .Σαωλ(ormai è cosa nota che riteniamo falsato l’intero lessico greco vetero e neo testamentario) e qui cambia tutta quanta la ghematria che riserva grosse sorprese, perchè essa è 1031, quando 1031 a.C. è proprio la data dell’unzione a re dello stesso Saul secondo le cronologie dei Re in assolutamente più importanti nel panorama degli studi biblici e della cronologia del Vicino Oriente Antico: quella di Thiele e Galil.

In particolare quest’ultima cronologia della dinastia dei re di Giuda e Israele costituisce il punto di riferimento di tutti quanti gli studi, perchè è l’opera più aggiornata e citata, tanto che è assunta a modello.

Noi l’abbiamo sempre attaccata, ritenendola del tutto inaffidabile, tanto che ne abbiamo presentata un’altra di tutt’altro tenore, cioè cronologicamente del tutto diversa, sia nei suoi inizi (989 a.C. per il primo anno di regno di Davide); sia per la sua fine (esilio babilonese del 505 a.C.).

Il fatto che Saul sia datato da Galil nel 1031 a.C. e coincida con la ghematria di Saul stesso (Σαωλ) ci fa pensare che essa è ben lungi dal presentare standard di scientificità, perchè ognuno capisce che la coincidenza tra ghematria del nome proprio e datazione del regno non è un caso, ma un metodo.

Un metodo che richiama sin da subito il post precedente che faceva a sua volta coincidere la ghematria di ἄρχος δαιμόνιον (principe dei demoni) con l’anno nascita di Saul stesso il quale è il protagonista dell’unica seduta spiritica citata dalla Bibbia, quella stessa che, mi pare di poter dire, è la causa della datazione del suo primo anno di regno, altrimenti diventa veramente difficile credere che tutte queste coincidenze siano un caso.

Del resto non l’avevamo sempre detto che la cronologia dei Re, ordinata proprio dal primo anno di regno di Saul, essendone il capostipite, era falsa? Non avevamo sempre scritto che si è voluta spezzare, presentandone copie false, la spina dorsale di tutta quanta la cronologia biblica? Non avevamo detto che era semplicemente incredibile che, ad esempio, i sincronismi che legano i re di Giuda a quelli d’Israele, erano stati cercati ovunque tranne laddove erano, cioè non nella somma degli anni di regno offerta dal Deuteronomista, ma nella scaletta che egli stesso propone e che andava semplicemente calcolata così com’era (vedi qui, quiqui. qui)?

Abbiamo sempre detto che tutte le giustificazione portate, tutte le lamentele presentate, quasi scusando la Bibbia con i suoi lettori sulla mancanza di quei sincronismi, erano una sceneggiata, tanto che ha dell’incredibile che un blog, il mio, sia riuscito laddove studiosi di chiara fama, con mezzi semplicemente enormi, avevano fallito.

Saul e la sua ghematria ci dicono, anzi, ci confermano che tutto è dipeso dalla volontà e non dall’errore, quella stessa volontà che ha evocata, come Saul, una cronologia dei Re falsa che non a caso inizia nel 1031 a.C., primo anno di regno di Saul, lo spiritista Saul, , e  si conclude nel 586 a.C. (esilio babilonese), quando 586 è la ghematria di ὄφις (serpente), mostrando tutta la sua diabolicità e con essa la diabolicità di buona parte della storia del Vicino Oriente Antico che non a caso  ha in Ciro (il falso di Ciro) il Gran re, asceso al trono nel 559 a.C., quando 559 è la ghematria di Σατανᾶς (satana).

Il principe dei demoni, Saul e la strega di En-Dor

stregaL’argomento che vorrei affrontare è affascinante e al contempo molto istruttivo, almeno così credo, e s’ispira a Mt 9,34 a quel “principe dei demoni” che gli scribi dicono essere Gesù per esorcizzarne, paradossalmente, l’esorcismo.

La locuzione greca ἄρχος δαιμόνιον (principe dei demoni) ha un valore ghematrico di 1082, se gli elementi del calcolo sono esatti, cioè quelli originali, perchè ἄρχον non lo è per il semplice fatto che ἄρχον (principe) se scritto ἄρχος ha un valore ben contestualizzato nel significato del sostantivo, cioè 777 quando il sette segna sempre il numero della perfezione nel linguaggio numerico della Bibbia.

Quel 777 costituisce un’élite, quella dei predestinati, degli unti se non addirittura dei perfetti, se 666 è la massima espressione dell’imperfezione, tanto da farne in Apocalisse il numero della bestia selvaggia.

Apro di nuovo, allora, la mia polemica sulla contraffazione dell’intero greco neo testamentario al fine di rendere impossibile la lettura ghematrica, più volte equiparata alla voce di Dio, ma forse più semplicemente verità.

In questo senso quell’eloquente ἄρχος dimostra più di ogni altra cosa che il lessico biblico, penso anche a quello vetero testamentario, sia da rivedere in toto, affinché la ghematria possa far luce piena su aspetti rimasti per forza di cose oscuri.

Nel nostro calcolo ghematrico ἄρχος si somma a δαιμόνιον per ottenere un valore di 1082, quando 1082 a.C. segna la nascita di Saul (vedi wiki). Qui è la memoria delle Scritture a entrare in gioco e a ricordarci che Saul fu quel re che effettivamente ricorse a una seduta spiritica per evocare i demoni, gli spiriti per cui non è affatto un caso che la locuzione ἄρχος δαιμόνιον conduca a lui, unico esempio di tutta la Scrittura, mi pare (1Sam 28,7).

Il suo ricorso alla strega di En-Dor colloca il brano di Matteo nello spirito tormentato di Saul, vittima degli spiriti che lui stesso aveva evocato e per questo principe degli stessi, almeno stando al calcolo ghematrico che a lui, con estrema precisione, riconduce.

Ma possiamo anche ottenere un’altra importante informazione dalla lettura ghematrica di ἄρχος δαιμόνιον ed è quella che ci conferma la data di nascita di Saul nel 1082 a.C., come riporta wiki che si basa su notizie e fonti storiche le quali però stavolta hanno l’avallo di quella (pseudo)scienza che moltissimi dicono sia la ghematria, ma che alla luce di tutto ciò si propone in una veste assolutamente scientifica, sebbene dimenticata, altrimenti non si spiega come mai una locuzione greca, semplicemente inequivocabile, si cali in un contesto a lei perfettamente consono, come quello che vuole il principe dei demoni in una seduta spiritica.