Agnus dei

Buonasera Eccellenza Gianfranco Ravasi,

mi perdonerà se sin da subito avverto il lettore che è assolutamente importante leggere, prima di tutto, il suo commento a “l’agnello di Dio“, quello stesso che anch’io, fino a qualche anno fa, “udivo” a Messa come cattolico, mentre il gregge -beh, il suo gregge- lo ode anche ora ed è convinto che sia così, che sia, cioè, tolto il peccato sebbene, come canta De Gregori, lo incontriamo in anulare, come prostituta e allora quel peccato ancora c’è. Perché?

Me lo sono chiesto anche io, ma più di tutti se lo chiedono i cattolici, magari dopo aver ascoltato a De Gregori e pensando, magari al volante, che in fondo ha ragione pure lui.

Ho letto il suo articolo su Famiglia Cristiana e ho di nuovo appreso concetti che già conoscevo: il peccato e i peccatori. Tuttavia quel grassetto che focalizza la nostra attenzione va oltre, in un profondo remoto, quasi un tempo e un modo poetico che però non stringe il tempo, né ne da modo.

“Ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato dal mondo” si recita nel momento solenne della Messa e questo fa scivolare l’attenzione: ciò che e grosso, sebbene concetto, lo si reputa spesso giusto, ma talvolta la verità si cela nella sua ombra, cioè dietro.

In questo caso non sul peccato, ma su ciò che lo genera. Lei penserà al vizio, al Decalogo o perfino al catechismo, ma in realtà tutto appare chiaro grazie a Rm 7 in cui Paolo è chiaro: è la Legge che genera il peccato.

Lei avrà certamente già capito che l’agnello di Dio viene non per togliere il peccato, ma la Legge che lo genera e lì c’è tutto Gesù e c’è tutto il Cristo. Quella Legge era ostinata perché convinta, sin da Genesi, di conoscere ciò che è bene e ciò che è male e di poter amministrare la Giustizia, volutamente fraintesa con la Legge che sì, è appannaggio dell’uomo, ma non si azzardi ad andare oltre il suo esercizio perché diverrà, inesorabilmente, ingiustizia.

Ecco allora che Dio, l’Agnello, toglie la mannaia della Legge dalle mani dell’uomo e instaura la Sua Giustizia e così facendo toglie anche il peccato dal mondo perché la Legge lo generava.

Satana e la sua Legge, quella che non a caso lo rende “l’accusatore” (Ap 12,10) che fronteggia “l’avvocato” (1Gv 2,1) non ha più potere e il serpente viene privato del suo veleno: il peccato, per un libertà nell’amore, magari “folle e in un tempo piccolo”, che non è peccato, o almeno non come lo è una lunga e sanguinosa guerra la quale, paradossalmente, è stata chiamata santa dalla Legge (del mondo) che, sotto sotto, appare come colei che sa solo odiare.

Ps: se ascolta quella bellissima canzone (in realtà è un poesia stupenda) in video, le dirò che anch’io chiedo “al libro come a una persona”. Ci ha mai provato? I libri, secondo me, sono migliori se si ascoltano magari a caso. Lasci che i suoi ragazzi provino: molti di loro non rimarranno delusi, anche se sulle prime, come in tutte le cose, si fa un po’ fatica, perché linguaggio nuovo.