Un regno oltre la storia

La tabella che tra poco vedrete ci parla di un regno, un regno davidico, ma noi crediamo che nasca con Saul, mentre però è con Davide che si sviluppa e giunge al massimo splendore. Questo significa che anche Saul ha avuto un ruolo in quel regno e in esso deve essere inserito qualora ne volessimo dare una ragione cronologica che necessariamente deve rifarsi all’anno di nascita di Saul (1082 a.C.) -che è l’anno di nascita del regno- e alla sua fine, cioè la caduta di Gerusalemme nel 505 a.C., secondo la nostra cronologia ma che vedremo forse è quella giusta, sebbene insolita fino all’incredibile, perché fa di Ciro uno spettro che si aggira nelle Scritture.

Il regno di cui stiamo parlando è questo

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Esso esclude Samaria e considera solo Gerusalemme dal 1082 a.C. al 505 a.C. per un totale di 577 anni che danno vita al regno di Sion, cioè di Gerusalemme, un regno in cui, nonostante la presenza di un re, l’unica vera potente regina era la Legge.

In questo senso possiamo parlare di un regno di sacerdoti, perché il tempio costituì il fulcro del potere, come la Legge ne era l’espressione, l’origine e l’ordinamento.

In questa cornice si mosse Gesù. La sua predicazione non scardina il potere, neppure lo supera, ma lo adempie (Mt 5,17), perché non è venuto ad abolire la Legge, ma a compierla. Fatto sta che il cambiamento generò la reazione, una reazione che non si fermò neppure di fronte alla certezza che tutto era compiuto in nome di Dio.

A un regno, allora, se ne sostituì un altro, cioè al regno della Legge si sostituì il regno di Dio, come proclama espressamente Gesù. Ecco allora il compiersi della Legge che non è superata ma adempiuta in un nuovo regno che forse si sovrappone lasciando l’altro nel passato, come le fondamenta lasciano spazio all’edificio visibile.

E’ interessante ricordare che quel regno adempiuto, ma non superato, conta 577 anni totali e se è chiaro quanto scritto prima risulterà chiaro anche perché la ghematria di ευαγγελιον (Vangelo) sia 577, un “Vangelo del regno” (Mt 4,23), del regno dei cieli, quello cioè che ha adempiuto la Legge e ha abolito non solo una classe sacerdotale, istituendo “un regno… del Dio e Padre suo” oltre la storia, anche se storia di Davide, (Ap 1,6), ma ha anche istituito un nuovo culto nella persona di Cristo, cioè un culto in “spirito e verità” (Gv 4,23) spingendo gli adoratori non più in un tempio di pietra, ma di carne, risolvendo persino la millenaria diatriba tra il Garizim e Gerusalemme, cioè tra Samaria e Gerusalemme che orientava i fedeli in un luogo, mentre dopo la proclamazione del nuovo regno, quello dei cieli, esso diviene ovunque in mezzo a noi.

Trovo anche necessario far notare come la coincidenza del versetto tra Matteo e Giovanni, cioè del versetto 4,23 presente in entrambi, segni l’uno il regno, l’altro la cittadinanza, se Matteo infatti parla della predicazione che lo fonda e Giovanni degli adoratori che lo abiteranno, una complementarietà che anima la Scrittura e rende visibile un regno che si rivela anche nei particolari.

I sette re di Babilonia

babiloniaSulla scorta del post precedente, dedicheremo alle 7 occorrenze neo-testamentarie di “Sion” un altro post, breve, è vero, ma di grande effetto perché si occuperà dei sette monti o re in cui è assisa Babilonia, quando il capitolo 17,8-11 di Apocalisse che li descrive segna la sua caduta. Leggiamo il passo, certamente famoso

La bestia che hai vista era, e non è; essa deve salire dall’abisso e andare in perdizione. Gli abitanti della terra, i cui nomi non sono stati scritti nel libro della vita fin dalla creazione del mondo, si meraviglieranno vedendo la bestia perché era, e non è, e verrà di nuovo. 9 Qui occorre una mente che abbia intelligenza. Le sette teste sono sette monti sui quali la donna siede. Sono anche sette re: 10 cinque sono caduti, uno è, l’altro non è ancora venuto; e quando sarà venuto, dovrà durare poco. 11 E la bestia che era, e non è, è anch’essa un ottavo re, viene dai sette, e se ne va in perdizione.

Alla luce delle 7 occorrenze neo testamentarie di Sion, descritte nel post precedente, viene spontaneo associare quei “sette re” del passo ai sette regni assoluti che si susseguono sul trono di Gerusalemme da Manasse a Sedecia (la tavola in calce li elenca in ordine).

Adesso non rimane che indagarli alla luce del testo citato rispettandone la sequenza e notare che essa descrive quanto in realtà accaduto agli ultimi monarchi gerosolomitani comprendendo anche Ezechia che, sebbene re sincrono e dunque non propriamente assoluto, poichè il suo accesso al trono fu fissato con il terzo anno di regno di Osea re di Israele, egli dopo la caduta di Samaria nel 638 a.C. regna come sovrano assoluto, entrando a far parte di quel segmento di regni che da lui in poi si succederanno fino alla caduta di Gerusalemme.

Ezechia è regno interlocutorio, quindi, compreso tra i regni sincroni e assoluti facendo parte di entrambi, creando così quell’ambiguità che si riflette anche nel testo di Ap 17,11 che infatti ci parla di un “ottavo” re che fa però parte anche “dei sette”.

Dunque il conto dei monti e dei re che si succederanno secondo lo schema di Giovanni annovera anche Ezechia che ne risulta il primo, ed è così che:

cinque son caduti, cioè Ezechia, Manasse, Amon, Giosia, Joakaz

uno è cioè Joakim

l’altro non è ancora venuto; e quando sarà venuto, dovrà durare poco cioè Joakin

mentre l’ottavo, ma che è anche uno dei sette risulta essere Sedecia che infatti è “uno dei sette” perchè fa parte dei 7 regnanti assoluti, ma è anche l’ottavo re partendo da Ezechia, re sincrono secondo l’accesso al trono, ma assoluto nell’esercizio dei suoi poteri per gran parte del regno.

La tavola in calce vi aiuterà a comprendere lo schema, per cui adesso merita sottolineare che forse per questo  motivo il Nuovo Testamento focalizza l’attenzione sui 7 regni di Sion che si sono succeduti da Manasse in poi, cioè perchè Apocalisse ne ripete profeticamente lo schema e la cronologia.

Stando così le cose tutto ciò forse spiegherebbe come mai le occorrenze di Sion nei Vangeli siano 7, spiegherebbe cioè perché esse coincidano esattamente con i regni di Sion dell’ultimo periodo dinastico. E’ il quadro profetico che essi esprimono che doveva emergere ed emerge nell’Apocalisse di Giovanni che mette a frutto un particolare momento storico di Gerusalemme per introdurre la profezia della caduta di Babilonia, seduta su sette monti o, forse, governata da sette re, in entrambi i casi perfettamente coincidenti nel numero e nella cronologia con i regni di Sion pre-esilici, cioè precedenti la caduta di Gerusalemme che appare metafora della caduta di Babilonia aprendo a un esilio eterno che appare un tuffo nel mare perchè “così, con violenza, sarà precipitata Babilonia, la gran città, e non sarà più trovata” (Ap 18,21).

 

EZECHIA (644-615)

CINQUE SON CADUTI

MANASSE (615-560)
AMON (560-558)
GIOSIA (558-527)
JOAKAZ (527-527)
JOAKIM (527-516)

UNO È

JOAKIN (516-516)

L’ALTRO NON È ANCORA VENUTO; E QUANDO SARÀ VENUTO, DOVRÀ DURARE POCO

SEDECIA (516-505)

E LA BESTIA CHE ERA, E NON È, È ANCH’ESSA UN OTTAVO RE, VIENE DAI SETTE

 

 

Le realtà di Sion

gerusalemmeSion, città di Davide, è per molti versi ancora avvolta nel mistero, sebbene tutto faccia pensare a Gerusalemme. Questo blog si è dedicato all’argomento, in particolare ai regni di Sion (vedi categoria “regni assoluti”) che s’identificano con i regni non sincroni, cioè quelli in cui l’accessione al trono non era determinata dal corrispettivo re d’Israele.

Una prima loro definizione potrebbe essere “regni assoluti” proprio perché assoluti, cioè non legati a nessun regno d’Israele. E questa infatti è stata una prima classificazione che è naturale che lentamente si affini, scorporando altri regni da quel primo tentativo di classificazione che costituisce una novità e per questo suscettibile di modifiche.

Infatti adesso che con tre post abbiamo aperta una breccia nelle occorrenze bibliche (vedi categoria del menu) siamo in grado di perfezionare la classificazione dei regni di Giuda disegnandone una migliore che speriamo sia condivisa.

La frequenza delle occorrenze bibliche, cioè quante volte un lemma ricorre nel testo, noi crediamo non sia casuale, ma possa esprimere significati molto importanti, come abbiamo visto nei primi tre post dedicati all’argomento. Questo quarto post che intendiamo dedicargli verte su Sion e si chiede quante volte esso ricorra nel testo bilico.

La Parola, sito che molti conoscono e usano compreso me, ci riferisce che esso compare in 167 versetti, tra Antico e Nuovo Testamento, ma a noi interessa la frequenza nel Nuovo testamento che è 7, cioè per 7 volte Sion è nominata da Matteo ad Apocalisse.

Sin da subito la memoria, forse la curiosità, è andata ai regni che da Manasse giungono a Sedecia e che, con la caduta di Samaria nel 638 a.C., appartengono a quelli che noi abbiamo definito assoluti, cioè indipendenti da qualsiasi forma di sincronismo con il corrispettivo regno di Israele.

Dunque da Manasse a Sedecia siamo di fronte a regni sciolti, assoluti appunto, da qualsiasi legame con regni che fossero altri rispetto al loro e questi regni sono 7, come dimostra la tabella in calce.

La coincidenza tra i 7 regni assoluti e le 7 occorrenze neo-testamentarie di “Sion” crediamo non sia casuale, perché Sion è sinonimo di “città di Davide” (2sam 5,7) una città di Davide che per forza di cose deve essere assoluta, nel senso di un potere pieno e autonomo, e infatti i regni da Manasse a Sedecia non dipendono più da Samaria, caduta nel 638 a.C., perché da Manasse a Sedecia l’accesso al trono, stando al deuteronomista, è naturale, cioè a un re ne succede un altro dopo la sua morte.

Tutto questo ci consiglia di non valutare i regni di Giuda secondo solo la bipartizione canonica, cioè regno unitario e regno diviso, perché all’interno della cronologia di 1-2Re coesistono altre ripartizioni, in particolare 4 che abbiamo riassunte nella tavola in calce.

Tali ripartizioni corrispondono al periodo aureo della monarchia, cioè da Davide a Salomone; ad essa subentra un regno intermedio, quello di Roboamo che pur non appartenendo al regno unitario non è sincronizzato con nessuna altro ma discende direttamente da Salomone; poi abbiamo i regni sincroni da Abia a Ezechia; infine da Manasse in poi i regni assoluti che si concludono con Sedecia.

Come è facile intuire, all’interno della cronologia dei Re convivono periodi dinastici profondamente diversi, ognuno con una storia a sé, scritta dal grado di dipendenza rispetto al contesto geo-politico. Infatti se con Davide e Salomone l’indipendenza era totale, assistiamo poi a un lento declino che sfocia, con il regno d Sedecia, nella perdita di qualsiasi grado di autonomia, cioè con l’esilio babilonese.

Tutto ciò traccia percorsi storici distinti di cui i singoli regni fanno parte, perchè inseriti in una delle quattro fasi che ripartiscono la dinastia davidica. La classificazione di regni unitari e regni divisi, quindi, è di massima, tanto da apparire superata, perché non tiene conto di una ben più complessa struttura di 1-2Re che certamente si riflette nella storia di quei regni.

Volendo potremmo, ricorrendo alla ghematria, ordire un’ulteriore categoria che corrisponde alla “città di Davide”, perchè πόλις Δαυιδ ha un valore ghematrico di 615, quando il 615 a.C. fu l’ultimo anno dell’ultimo regno sincrono, cioè di Ezechia. Dopo quella data si alternano regni assoluti, cioè non più sincroni, dando luogo, però, solo alla Sion neo-testamentaria, alla città di Davide, cioè alla πόλις Δαυιδ fino a Sedecia.

Quest’ultima nota getta le basi per un ulteriore distinzione all’interno della già complessa struttura di 1-2Re e fa riferimento all’interrogativo di partenza che si chiedeva se Sion equivalesse a Gerusalemme. Noi crediamo di sì, ma ci sentiamo in obbligo di chiederci, alla luce delle 4 ripartizioni proposte, a quale Gerusalemme? Quella di Davide e Salomone? Quella di Roboamo o quella dei regni sincroni? Oppure a quella dei regni assoluti?

La città, è vero, è rimasta sempre la stessa, cioè Sion, Gerusalemme, come è altrettanto vero che alla luce delle 7 occorrenze neo-testamentarie Sion fu, secondo l’ottica particolare dei Vangeli, la città abitata da Manasse a Sedecia, ma la storia tutta che ha tracciata è più complessa: dall’apogeo davidico alla rovina con Sedecia, parlandoci di più epoche di quella stessa Sion che costringono a chiederci ogni volta di quale Sion vogliamo occuparci esistendone ben quattro.

Ecco allora che l’articolata cronologia di 1-2Re diviene struttura complessa, un conglomerato di regni che sì, appartengono alla stessa realtà storica, ma all’interno però di un’excursus che sarebbe improprio considerarlo unico e fuso, perché quelle realtà di Sion hanno costituito e costituiranno blocchi storici a sé stanti e come tali dovrebbero, secondo noi, essere studiati tracciando poi, magari, una sintesi dei loro elementi comuni.

 

TAVOLA DEI REGNI DI SION

 

REGNO UNITARIO

DAVIDE 989-949 40 ANNI
SALOMONE 949-909 40 ANNI

INTERMEZZO DI ROBOAMO

ROBOAMO 909-891 18 ANNI

REGNI SINCRONI

ABIA XVIII° DI GEROBOAMO 891-889 2 ANNI
ASA XX° DI GEROBOAMO 889-847 42 ANNI
GIOSAFAT IV° DI ACAB 847-824 23 ANNI
JORAM V° DI JORAM IS. 824-817 7 ANNI
OCOZIA XII° DI JORAM IS. 817-816 1 ANNO
ATALIA REGNA 7 ANNI 816-809 7 ANNI
AMASIA II° DI GIOAS IS. 770-728 42 ANNI
OZIA XXVII° DI GEROBOAMO 728-674 54 ANNI
JOTAM II° DI FACEE 674-659 15 ANNI
ACAZ XVII° DI FACEE 659-644 15 ANNI
EZECHIA III° DI OSEA 644-615 29 ANNI

REGNI ASSOLUTI

MANASSE 615-560 55 ANNI
AMON  560-558 2 ANNI
GIOSIA  558-527 31 ANNI
JOACAZ 527-527 3 MESI
JOACHIM  527-516 11 ANNI
JOACHIN  516-516 3 MESI
SEDECIA  516-505 11 ANNI

La spina nel regno

anasseIl regno di Manasse (615 a.C.-560 a.C.) è quello che ha diviso l’opinione pubblica, cioè la Bibbia. Vero è che di re peccatori molti ne ha avuti Giuda, ma lui risulta il prototipo. Nel panorama dinastico eccelle la sua sciagura, definitiva per i Re (21,16); redenta per Cronache (33,18).

Infatti se i primi due libri ne danno un giudizio senza appello, gli altri due aprono alla speranza e il dramma si consuma nella sua preghiera, la preghiera di Manasse che si riconosce peccatore e chiede perdono.

Degno allora il suo regno di un’opera tragica o di una commedia, in ogni caso di un’opera letteraria che non sappiamo se esista, ma dovrebbe perchè i toni e il pathos ci sono tutti. Di questo regno noi, per colmare un’eventuale lacuna, ne daremo una lettura teologica e psicologica affinché sia meglio compresa l’importanza del regno e del personaggio che non si distingue solo per una dimensione psicologica, ma offre una importante chiave anche per una dimensione teologico-storica.

Partiamo dal primo aspetto, quello psicologico per dire che Manasse succede a Ezechia, l’ultimo re sincrono (vedi categoria “regni assoluti” nel menu), cioè ancora legato alle vicende dinastiche di Israele.  Come sappiamo, infatti, i re di Giuda erano sincronizzati con il regno di Israele, nel senso che l’accesso al trono dell’uno era calcolato sull’anno del regno del corrispettivo regno del Nord, Israele.

Riduttivo sarebbe immaginare che tutto si risolvesse in un problema di sincronismi dinastici, perchè quel legame è anche storico, cioè crea tutte le premesse per un conflitto, segnando la presenza di due regni costretti a convivere.

Ecco allora che l’aspetto psicologico fa il suo ingresso, perchè nello stesso territorio (nello stesso regno, fino a Salomone) coabitano due psicologie, cioè due modi di vedere e di pensare.

La scomparsa di Samaria nel 638 a.C. altera un equilibrio che seppur precario era però esistente e lascia tutto lo spazio a Gerusalemme, che non ha più un competitor ed è libera di esprimersi seguendo la sua volontà.

Il freno inibitore rappresentato da Samaria si spezza e Gerusalemme inizia la sua discesa, anche se quel volare a velocità folle gli impedisce di capire che in realtà sta precipitando. E’ nell’esplosione del male, del peccato e dell’abominio nel regno di Manasse la sintesi di quel volo che sembra libertà conquistata, ma che in realtà è solo la libera e totale espressione del suo orgoglio, ormai senza freni che giunge a cime abissali di peccato.

Nessuno ormai può richiamarla all’ordine, cioè alla Legge, perchè lei soltanto è Legge e può infrangerla, fors’anche riscriverla, se il sommo sacerdozio venne meno durante il quel regno. Samaria non esiste più e dunque il confronto non esiste più. L’opinione pubblica, cioè il pio ebreo, non può rinfacciargli che Samaria è migliore di lei o che certi peccati neppure in Samaria si commettono, dunque essa è metro della sua condotta, unico indiscusso paradigma di santità o peccato.

Questo credo spieghi l’apostasia di un regno che si sente, finalmente, l’unico padrone di tutto quanto l’ebraismo e in quello stato di esaltazione forgia Manasse, prototipo del peccatore, è vero, ma forse semplicemente in preda a un deliro di onnipotenza, che ne fa un soggetto psichiatrico e in questo senso si comprende la mano tesa del cronista che ne ha pietà, come tutti si ha pietà di un malato.

Questo l’aspetto psicologico, forse addirittura psichiatrico, ma abbiamo scritto che c’è anche quello teologico relativo alla storia, se la teologia della storia è lo studio e la riflessione sul modo di operare di Dio nella storia stessa.

Il regno di Giuda ha avuto un’età dell’oro, cioè un’infanzia eccezionale, con Davide prima e Salomone poi. A tutt’oggi si fa distinzione tra i primi due regni e quelli successivi, tanto la distinzione tra regno unitario e regno diviso da luogo a studi con prospettive diverse.

Anche nell’antichità questa distinzione era chiara, perchè se il tempio è la massima istituzione del regno, la sua gloria era la gloria del regno e per questo Giuseppe Flavio in Antichità scrive che la gloria del primo tempio rimase insuperata, persino dopo la costruzione del secondo non si raggiunse lo splendore del primo, tanto da scontentare coloro che  avevano lavorato alla sua costruzione. Questo significa che i regni di Davide e Salomone non furono superati e tutto ciò che li segue crebbe alla loro ombra.

I regni da Abia, ma forse da Roboamo in poi, vivono il sincronismo su accennato e risultano vincolati alle vicende di Israele fino a Ezechia, seguendo una pedagogia divina che cerca sempre l’equilibrio. E’ in questo contesto che si colloca Samaria, spina nel fianco che impedisce gli eccessi e al contempo è punizione degli stessi quando divengono eterodossia.

Molte volte leggiamo nella Bibbia che punizione al peccato sono le guerre, come molte volte leggiamo che il timore è strumento di correzione; come leggiamo di carestie provvidenziali, cioè procurate dalla Provvidenza.

Questo significa che Dio ha creato con Samaria un contesto di lotta che mantenga umile Gerusalemme. E ciò non è una novità. Già in Paolo è presente una spina che gli impedisce di insuperbire (2Cor 12,7), come afferma lui stesso; mentre nei Padri del deserto la quiete cercata e poi trovata, l’esichia, viene interrotta da un contesto di lotta chiesto in preghiera, affinchè il monaco non perda l’umiltà.

Quella teologia della storia a cui abbiamo accennato non è altro, allora, che il modus operandi della Provvidenza, affinchè il tutto non degeneri in una corsa parossistica al male, un volo libero che in realtà è un precipitare e dunque il male che Dio evoca è pedagogico per impedirne uno ben peggiore.

Tutto questo è evidente nel regno di Manasse a cui è tolta la spina nel fianco costituita da Samaria. L’assenza di dolore, in realtà, non dà sollievo, ma genera un dolore più grande: il peccato, anzi, l’apostasia facendoci certi che Dio, nella sua provvidenza, ci aveva visto giusto a pretendere un equilibrio con quella conflittuale coabitazione che costituiva un freno inibitore agli appetiti della carne (potere), che quando si è sentita libera dalla dolorosissima spina ha espresso il peggio di sé, come il regno di Manasse che a tutt’oggi, stando ai Re e alle Cronache, ci lascia nel dubbio sulla sua sorte, segno di un’opinione pubblica (Bibbia) ancora divisa, cosa mai successa né prima, né dopo di lui, parlandoci questo di una grandezza nel male che si fa dramma oppure commedia, ma in ogni caso insegna, perché la lezione di Manasse vale per ciascuno di noi.

Atalia e Israele, le due facce di una stessa storia

ataliaAbbiamo dedicato i post precedenti ai regni assoluti di Giuda che costituiscono la πόλις Δαυιδ (città di Davide) per cui non rimane che rimandare alla lettura della categoria apposita nel menu. In questo blog quella definizione appare come un neologismo che come tale necessita di prove, anche se quelle sinora fornite credo siano sufficienti ad almeno riaprire una questione che si credeva oramai chiusa, cioè la cronologia di 1-2Re.

Fornire delle prove, oltre quelle già presentate, è difficile perchè quella categoria di regni, i regni assoluti, cioè non più sincronizzati con Israele di cui Giuda ne condivideva la storia (questo è il primo e più importante riflesso del sincronismo dei regnanti), è categoria (storica) nuova e ancora tutta da (ri)scoprire.

Tuttavia noi azzardiamo un assalto alle mura massicce della loro storiografia da un lato ancora scoperto: la  ghematria, in particolare di Ἰσραήλ (Israele o regno del Nord) e di un lemma che seppur non attestato richiama da vicino la voce latina che quel lemma potrebbe forse averlo mutuato dal greco semplicemente traslitterando. Tale lemma è Αταλιας (Atalia).

Sappiamo già da tempo che la ghematria di Ἰσραήλ è  349 ed essa coincide esattamente con gli anni di regno di Israele dalla nascita del regno unitario (989 a.C.) al nono anno di Osea (638 a.C.) secondo la nostra cronologia dei Re.

Bisogna però scrivere che il totale di quegli anni segnerebbe 351 anni (989-638=351), ma se consideriamo quasi tre anni di assedio di Samaria e facciamo partire il conto dall’assedio stesso, avvenuto nel settimo anno di regno di Osea (647 a.C.-638 a.C.), cadiamo in un preciso 349 (989-640=349), cioè negli anni esatti della durata del regno d’Israele che con l’assedio perse la sua indipendenza (il Deuteronomista stesso non è preciso segnandone l’inizio nel settimo anno di Osea facendo però concludere il regno al nono anno con la caduta di Samaria, senza però specificare il conto che lo porta a datare la durata dell’assedio in 3 anni (2Re 18,9-12), quando dal settimo anno al nono ne passano due. Per questo crediamo più precisa la formula dei “quasi 3 anni”).

Dunque abbiamo la coincidenza degli anni di regno di Israele con la sua ghematria, cioè la ghematria di un regno conflittuale con Giuda sin dai tempi di Saul, secondo alcuni autori , conflitto che si trascina fino a Gesù il quale si trova, suo malgrado, a dirimere la spinosa questione legata al culto (Gv 4,20) da officiarsi in Samaria o a Gerusalemme, testimoniando una questione ancora aperta tra il 32 d.C. e il 35 d.C.

Per i giudei il culto samaritano è sempre stato apostata, cioè qualcosa di illegittimo che privava Gerusalemme del primato che lo si riteneva, assieme al ruolo storico, usurpato. In questo senso diviene allora molto interessante, lo abbiamo accennato in apertura, la ghematria della regina usurpatrice per eccellenza, cioè Atalia (Αταλιας ) che rappresenta un vulnus nel corso di tutta la storia dei re giudaici.

La sua ghematria, se il lemma lo riportiamo come Αταλιας,  è 349 parlandoci di un’identità di calcolo che unisce Israele, i suoi anni di regno totali e Atalia quasi a conferma di un ruolo usurpato all’interno della cronologia di 1-2Re da parte d’Israele, come a suo tempo, in Giuda, lo usurpò Atalia, immagine di un potere non conferito, ma preteso legittimando ogni mezzo per la sua conquista.

Il potere che Dio ha conferito a Giuda, quindi, è usurpato da Atalia/Israele che diviene simbolo di un regno, di una storia e di un culto illegittimi e ciò conferma ancor di più il ruolo e l’identità di Giuda detentrice, in Gerusalemme, dell’autorità conferita da Dio.

Quando i regni di Giuda e Israele non saranno più legati a doppio filo nel loro accesso al trono, la storia riprende il suo corso naturale e con essa la sua autorità e legittimità divina riportando quella pace che può dare un regno solo al comando, cioè l’assoluto regno di Giuda che nasce con Davide, s’interrompe con Roboamo e riprende pieni poteri con la morte dell’ultimo re sincrono o non assoluto: Ezechia.

 

TAVOLA DEI REGNI ASSOLUTI

Legenda: in neretto i regni non sincroni o assoluti

DAVIDE 989-949 40 ANNI
SALOMONE 949-909 40 ANNI
ROBOAMO 909-891 18 ANNI
ABIA XVIII° DI GEROBOAMO 891-889 2 ANNI
ASA XX° DI GEROBOAMO 889-847 42 ANNI
GIOSAFAT IV° DI ACAB 847-824 23 ANNI
JORAM V° DI JORAM IS. 824-817 7 ANNI
OCOZIA XII° DI JORAM IS. 817-816 1 ANNO
ATALIA REGNA 7 ANNI 816-809 7 ANNI
AMASIA II° DI GIOAS IS. 770-728 42 ANNI
OZIA XXVII° DI GEROBOAMO 728-674 54 ANNI
JOTAM II° DI FACEE 674-659 15 ANNI
ACAZ XVII° DI FACEE 659-644 15 ANNI
EZECHIA III° DI OSEA 644-615 29 ANNI
MANASSE 615-560 55 ANNI
AMON  560-558 2 ANNI
GIOSIA  558-527 31 ANNI
JOACAZ 527-527 3 MESI
JOACHIM  527-516 11 ANNI
JOACHIN  516-516 3 MESI
SEDECIA  516-505 11 ANNI
TOTALE 484 ANNI E 6 MESI

 

La decima di Abramo, storia e profezia

Certe letture sono provvidenziali, vuoi perchè impari (molto o poco dipende dal lettore); vuoi perchè s’innestano per incanto nei tuoi pensieri, per altro già espressi, magari nel post precedente di qualche ora la lettura.

E’ così  che di nuovo ci troviamo costretti, nostro buon grado, a citare Ska e la sua Introduzione all’Antico Testamento, vol. II, ed kindle, nel passo in cui lo studioso affronta un enigma che crediamo riguardi tutta l’ecumene: Salem che città era tra quelle che il Vicino Oriente Antico annovera?

Ska non ha dubbi: era Gerusalemme e noi gli diamo pienamente ragione, in virtù, di nuovo, della lettura ghematrica che offre per Σαλεμ (con la epsilon, mi raccomando) 276. Alla luce di quanto scritto nel post precedente, sappiamo che i Re offrono due cronologie all’interno dell’unica conosciuta e studiata.

La prima è la sequenza che per Giuda si snoda da Davide a Sedecia; la seconda parte da Abia e si conclude con l’ultimo anno di regno di Ezechia. Distinzione importante, lo abbiamo scritto, perchè ci parla dei regni di Sion (vedi tavola in calce: i regni in grassetto), cioè quelli che dopo Davide, Salomone e Roboamo, riprendono il loro corso solo con Manasse.

Tali regni li abbiamo definiti “assoluti”, cioè absoluti perchè il loro potere non è che sia conferito da Dio secondo l’accezione moderna, ma nel senso che l’inizio è legibus solutus, cioè privo degli “impicci” dovuti a un necessario sincronismo con Israele.

Tale sincronia va ben oltre il fine cronologico, perchè ci parla di una relazione tra regno del Nord e regno del Sud che sfocia in guerre, alleanze e pluralità di culto tali da condividere la stessa storia, storia che tolse a Gerusalemme il primato o comunque l’unicità. In questo senso crediamo che ben si comprenda la definizione dei regni di Giuda unitari e successivi a Manasse come “assoluti” perchè privi dell’ombra samaritana.

Ecco, quei regni che invece non godono di quella assolutezza di potere (vedi tabella in calce), cioè del primato, hanno una durata di 276 anni perchè iniziano nello 891 a.C. con Abia e si concludono con l’ultimo anno di Ezechia, per un totale, lo abbiamo scritto, di 276 anni, come 276 è la ghematria di Σαλεμ, città che nel testo biblico ricorre quattro volte, ma noi considereremo, sulla falsa riga di Ska, quella che ricorre  Eb 7,2 dove sappiamo che Abramo paga la decima a Mechisedek, re di Salem, appunto.

Pagare una decima è sinonimo di vassallaggio, cioè di una condizione di inferiorità che giustifica un riscatto. Ecco allora che di quei regni non assoluti che caratterizzano la cronologia dei Re per Giuda la sintesi della loro natura è ben espressa nella decima che Abramo paga a Gerusalemme, che è Salem,  perchè prefigura la Gerusalemme vincolata al regno del Nord, pur non parlando di vassallaggio, casomai di una situazione di competitività che sfocia in guerra aperta, talvolta.

Insomma la decima che Abramo paga a Gerusalemme è ciò che Gerusalemme pagherà a suo tempo in termini di primato sociale, economico e cultuale perchè, giusto per citare di nuovo Ska, “tutto quello che accadde al padre (Abramo), accadde ai figli (Gerusalemme)”, in una visione storica che diviene profezia, identificando Salem con Gerusalemme grazie a una lettura ghematrica e una cronologia sinora sconosciuta, perchè nascosta nelle pieghe feconde del calcolo secco.

TAVOLA REGNANTI DI GIUDA

Legenda:

In neretto i regni non sincroni o assoluti

 

DAVIDE 989 989-949 40 ANNI
SALOMONE 949 949-909 40 ANNI
ROBOAMO 909 909-891 18 ANNI
ABIA XVIII° DI GEROBOAMO 891-889 2 ANNI
ASA XX° DI GEROBOAMO 889-847 42 ANNI
GIOSAFAT IV° DI ACAB 847-824 23 ANNI
JORAM V° DI JORAM IS. 824-817 7 ANNI
OCOZIA XII° DI JORAM IS. 817-816 1 ANNO
ATALIA REGNA 7 ANNI 816-809 7 ANNI
AMASIA II° DI GIOAS IS. 770-728 42 ANNI
OZIA XXVII° DI GEROBOAMO 728-674 54 ANNI
JOTAM II° DI FACEE 674-659 15 ANNI
ACAZ XVII° DI FACEE 659-644 15 ANNI
EZECHIA III° DI OSEA 644-615 29 ANNI
MANASSE 615-560 55 ANNI
AMON  560-558 2 ANNI
GIOSIA  558-527 31 ANNI
JOACAZ 527-527 3 MESI
JOACHIM  527-516 11 ANNI
JOACHIN  516-516 3 MESI
SEDECIA  516-505 11 ANNI
TOTALE 484 ANNI E 6 MESI

 

I regni di Sion

monte_Sion__Gerusalemme-seraUn monte più di ogni altro rappresenta il popolo ebraico: il Monte Sion. E sempre lo stesso monte ci parla della “città di Davide” stando a 1Re 8,1 dove leggiamo:

A questo punto Salomone convocò in assemblea a Gerusalemme gli anziani di Israele, tutti i capitribù, i principi dei casati degli Israeliti, per trasportare l’arca dell’alleanza del Signore dalla città di Davide, cioè da Sion

Spesso la ghematria fa più luce di uno scavo archeologico, perchè condensa la storia nella lettera e nel numero, come in questo caso se leggiamo ghematricamente πόλεως Δαυιδ (αὕτη ἐστὶν Σιων) (città di Davide, cioè Sion, ibid.).

La locuzione πόλεως Δαυιδ, al nominativo, ha un valore, se sommata, di 615 che noi, come al solito, ridurremo a un calendario e lo collocheremo nei Re datando 615 a.C., ultimo anno di regno di Ezechia (vedi tavola in calce). Adesso è molto importante una distinzione che nessuno ha mai fatta, mi pare: i Re non hanno un’unica cronologia.

Infatti se Davide, Salomone e Robamo per Giuda appartengono a una storia d’Israele che data i regnanti con l’accesso al trono alla morte del successore, con la divisione del regno, partendo da Abia (Giuda) e Asa (Israele) il quadro dinastico cambia e diviene sincrono tra regno del Nord e regno del Sud.

La sequenza dei regni databili con il corrispettivo d’Israele o di Giuda non s’interrompe  con la caduta di Samaria (638 a.C.), ma con la morte di Ezechia nel 615 a.C., dando luogo, a seguire, a tutta una serie di regni che si conclude con Sedecia nel 505 a.C. senza che il Deuteronomista ricorra al sincronismo dei regnanti, perchè solo Giuda lo è, regnante.

Ecco disegnata, allora, una cronologia nella cronologia di Giuda che si sviluppa da Abia giungendo sino all’ultimo anno di regno di Ezechia, per far poi far ingresso i soli regnanti di Giuda o, se si preferisce, riprendere il filo interrotto con Roboamo.

Distinzione solo a prima vista priva di conseguenze e imputabile a un ordine che magari si vuole tale, ma alla luce delle generazioni matteane e lucane diviene semplicemente illuminante e per questo fondamentale.

Infatti, avendo ben chiare le generazioni matteane di 35 anni, come da sempre consiglia il blog, ci si renderà conto che dal 15 a.C.,  esatto anno di nascita di Gesù, al 615 a.C., morte di Ezechia, ultimo re sincrono, passano 630 anni, per l’esattezza 18 generazioni (630 : 35 = 18) parlandoci di una genealogia matteana che, offrendo proprio alla diciottesima generazione, partendo da Gesù, Ezechia, è ben lungi da un’unica funzione genealogica, perchè ben più estesa nei suoi scopi, sino a giungere a una chiarissima funzione storica, misura di tutta d’Israele, se giunge a Mosè, come abbiamo visto, essendo Abramo un falso.

Potrebbe essere casuale sia la coincidenza del calcolo generazionale con Ezechia, come potrebbe essere casuale il calcolo stesso, ma che dire alla luce delle generazioni lucane che ci parlano di Ioda (in realtà, come vedremo Iuda, cioè Giuda).

Abbiamo in Luca la perfetta coincidenza con Matteo perchè quel Iuda cade esattamente nella diciottesima generazione lucana partendo da Gesù, e questo significa che, alla luce di Matteo, le generazioni lucane e matteane sono esse stesse sincrone come i regni precedenti quello di Manasse, successore di Ezechia, ultimo re sincrono, che da luogo per questo alla “città di Davide”, a Ιυοδα cioè al regno Giuda, quindi a Sion città di Davide comprendente Davide, Salomone e Roboamo (vedi tavola in calce).

Dunque è stato partendo da una lettura ghematrica che si sono mostrati i Re in un palcoscenico storico inaspettato, che ha fatto luce su una genealogia che non è più semplicemente tale ma diviene cronologia, laddove tutti avevano soprasseduto, pensando di considerare i Re sequenza fine a se stessa, quando contengono un’altra e fondamentale cronologia, non più sincrona,  ma assoluta, tanto che davvero possiamo scrivere che da Manasse a Sedecia si riprende il filo di una monarchia di Giuda che si fa tale, cioè assoluta, dopo gli albori, davidici e salomonici, non escluso Robomao

Credo sia importante far notare, concludendo, che la dinastia davidica non si compone semplicemente di 22 re, ma si compone di 10 re “assoluti”, cioè non sincroni; e di 12 sincroni, distinzione che potrebbe far luce su aspetti ancora non esplorati come l’Israele che emerge dai regni di Sion, popolo di Davide, cioè di Giuda

TAVOLA REGNANTI DI GIUDA

Legenda:

In neretto i regni non sincroni o assoluti

 

DAVIDE 989 989-949 40 ANNI
SALOMONE 949 949-909 40 ANNI
ROBOAMO 909 909-891 18 ANNI
ABIA XVIII° DI GEROBOAMO 891-889 2 ANNI
ASA XX° DI GEROBOAMO 889-847 42 ANNI
GIOSAFAT IV° DI ACAB 847-824 23 ANNI
JORAM V° DI JORAM IS. 824-817 7 ANNI
OCOZIA XII° DI JORAM IS. 817-816 1 ANNO
ATALIA REGNA 7 ANNI 816-809 7 ANNI
AMASIA II° DI GIOAS IS. 770-728 42 ANNI
OZIA XXVII° DI GEROBOAMO 728-674 54 ANNI
JOTAM II° DI FACEE 674-659 15 ANNI
ACAZ XVII° DI FACEE 659-644 15 ANNI
EZECHIA III° DI OSEA 644-615 29 ANNI
MANASSE 615-560 55 ANNI
AMON  560-558 2 ANNI
GIOSIA  558-527 31 ANNI
JOACAZ 527-527 3 MESI
JOACHIM  527-516 11 ANNI
JOACHIN  516-516 3 MESI
SEDECIA  516-505 11 ANNI
TOTALE 484 ANNI E 6 MESI