Notre Flamme

Diamoci del tu, Bergoglio, diciamoci la verità apertamente sui fatti parigini, su Notre Dame: gli avete dato fuoco. Sì gli avete dato fuoco affinché il dissenso, il malumore e l’aperta contestazione non avessero occasione di contarsi a Pasqua, non fosse visibile la rotta del naufragio a causa della quale anche i fedelissimi si gettano a mare con i barconi.

Diciamoci la verità anche per lo Sri Lanka: li avete ammazzati voi, per cui passi per una chiesa, inorridiamo per una strage.

Subito ho avuta questa lettura dei fatti, perché già avevo introdotto la questione “rossa” del Bataclan, strage all’indomani della pubblicazione di Nuzzi e Fittipaldi che sapevate “roba seria” che avrebbe catturato l’attenzione dell’opinione pubblica come catturò quella di mio padre che andava, come quell’opinione cattolica, a Messa.

Ricorrete ai fuochi d’artificio che talvolta, come al Bataclan o in Sri Lanka, sono napalm, affinché si distragga e si distrugga l’attenzione, si allenti la tensione e la gente guardi altrove, cioè a un nemico che ormai è evidente essere il vostro strumento di potere.

Da sempre ricorrete al nemico esterno per sedare le fazioni e le rivolte interne: lo insegnano le crociate, come lo insegna Caterina da Siena che li mandò tutti a quel paese, cioè a liberare Gerusalemme che altrimenti si sarebbero scannati in casa.

Ma a tutto questo, fosse mai possibile, si aggiunge l’orrore di una stampa che io ho letta guidata, forse coercita, ma non imbavagliata perché faceva molto comodo che parlasse, la quale non ha, opportunamente, detto chiaro e tondo che si trattava, a Notre Dame, di terrorismo. Non sarebbe stato politically correct e neanche un po’ allineato al pensiero integrale (crusca) cattolico attuale.

No, ha lasciato che soltanto si pensasse al terrorismo, ha lasciato che il dubbio suonasse le campane dell’adunata, che colmasse un vuoto di chiesa riempita all’ultimo minuto ferro ignique.

La mia antologia storica di liceo s’intitolava Stato e società nei secoli e lì, a distanza di molti anni, ho letto la corretta etimologia di “Curia”, cioè ex cruore, quando Cruor- cruoris significa sangue ed è con il sangue infatti che avete scritta la storia, la storia del ‘600 e del suo alcolismo cronico all’indomani, però, dello stupro della Vulgata e l’edizione della Sisto-clementina che impiccò al bicchiere i migliori figli; è con il sangue che avete rieducato la Francia e battezzata, cattolica, la Russia integrandola nella vostra storia, per cui sarà con il sangue che ammansirete l’Europa integrando non i poveri del Vangelo, ma immigrati escatologici, incoscienti, persino loro,  del salasso che esige la vostra politica.