Tekel, l'impero del Male

Quelli della mia generazione conoscono bene il cinema, ne conoscono i grandi successi, quelli che hanno talvolta formato l’immaginario collettivo, come L’impero dei sensi, film del 1976, quando quelli come me avevano circa 11 anni, essendo nati negli anni ’60.

Fu la prima pornografia cult, la prima pornografia divulgativa e di successo, tanto che noi tutti, ragazzini, ne parlavamo sollecitati da una fanatsia ancora imberbe per cui esplosiva.

Ma il 1976 segnò anche l’anno del libro per eccellenza del divulgativo cattolico, cioè fu l’anno in cui Vittorio Messori pubblicò Ipotesi su Gesù, libro che superò il milione di copie e fu tradotto in mille lingue.
Viene spontaneo, allora, mettere sui piatti della bilancia storica l’uno e l’altro, l’impero e le ipotesi per vedere se qualcuno è trovato mancante (Dn 5,27).

L’impero dei sensi, lo abbiamo scritto, fu un’onda, ma non anomala. Esso significò che non la pornografia sarebbe stata, di lì a poco, dilagante, ma le orde di un impero che era fondato sui sensi, su ciò che è materia. Non è solo pornografia, tanto che ancora si giudica il film un capolavoro, ma è anche-è più- un programma, un cineregime che instaurava un impero, quello, appunto, dei sensi.

Si fa presto a dire dell’Unione sovietica atea e materialista, ma fu l’occidente, quello cattolico, che patrocinò l’impero del male e non ci riferiamo alla pornografia, ma alla materia, quella storica e religiosa che stravolse i canoni della società universale sino allora votata alla ricerca dello spirito in ogni sua forma.

L’impero dei sensi, quindi, non fu solo un film, ma, appunto, un impero che si instaurò. Solo ciò che cade nei sensi, nella materia è reale. Esiste solo ciò che l’uomo può toccare, vedere e annusare, tutto il resto è follia, tutt’al più ipotesi, Ipotesi su Gesù.

Vorremmo dire che di fronte all’orda del male, la Chiesa cattolica scelse un opportuno, ma eroico, profilo basso, si fece giunco per non spezzarsi e si piegò, ma noi sappiamo, il blog sa sin troppo bene quanta responsabilità abbia nello scempio di una Scrittura che nacque storica, cioè certa, per poi divenire ipotesi, ma non perché sia stato dovuto alle sue lacune, quanto perché l’opera di falsificazione della Scrittura e della sua stessa storia aveva fatto tabula rasa del passato cristiano e delle sue certezze.

E’ opera della Chiesa cattolica quel massacro biblico e storico, per cui quelle Ipotesi su Gesù con cui il popolo cattolico costruì la sua infantile difesa altro non furono che una finzione, perché ormai, divenuti nemico, si volle salvare la forma e gridare allo scandalo del secolo, quello ateo e materialista che non era entrato nella chiesa, ma dalla chiesa era uscito (Paolo VI).

Fondò il suo impero la chiesa e volle celebrarlo con una pellicola degna del suo regime, quel regime mondiale ormai instaurato perché i sessanta anni di regime sovietico, inoculato con una rivoluzione sciagurata, avevano distrutto la Chiesa ortodossa, l’ultimo baluardo che si opponeva o che si sarebbe opposto all’omologazione non della fede, ma del pensiero che divenne unico, divenne impero, quello dei sensi.

Pianse come un coccodrillo la Chiesa cattolica dopo che aveva consumato il suo pasto con l’Oriente cristiano e imposto al mondo le sue ipotesi che se messe sull’altro piatto della bilancia danno l’esatta misura dell’abiezione.