I sette giorni e le sette chiese che cambiarono il mondo

Se Genesi è la creazione, Apocalisse è la nuova creazione, con “nuovi cieli e nuova terra”. Distanti nel tempo e nello spazio, questi due momenti ripetono il gesto creativo di Dio quando nell’AT tutto si forma ex novo, mentre nel NT tutto si ri-crea per una realtà nuova, cristiana.

Trovare un parallelismo tra questi due momenti significa intendere la Scrittura per quanto non scritto, sebbene espresso, espresso con una similitudine che collega genesi all’opera di Giovanni.

Già il fatto che sette siano i giorni della creazione e sette le chiese della nuova creazione ci dice che è possibile, è possibile scorgere ciò che unisce quei momenti, per cui rimane solo da indagare lo specifico, in particolare associare i giorni alle chiese e capire se tutto ha un senso.

Questo processo “creativo” apre un ambito scritturale ancora inesplorato, sebbene sia stato certamente almeno intuito che non fossero momenti diversi l’uno rispetto all’altro.

Tuttavia ciò richiede tuttavia informazioni che solo il blog sinora ha saputo dare, in particolare la presenza in Apocalisse di elementi naturali (cielo, mare, terra e inferi) che non sono solo simboli, ma chiese.

Inoltre gli spiriti elencati in Ap 5,12 non sono neppure essi astrattezza teologica, cioè attributo divino fine e se stesso, perché trasmessi alle chiese e dunque operanti in un ambito che si fa pure politico se quelle chiese sono diventate nazioni e popoli.

Infine sarà molto importante ricordare che solo il blog ha saputo dare un volto storico alla Donna vestita di sole che ha collocata in Sardi.

Per ultimo, poi, dobbiamo anche ricordare il blog, assieme a una banda di scalmanati, grida allo scandalo circa la sistematica falsificazione della Scrittura e della storia che essa racchiude. Questo sarà importante alla luce di un caso già illustrato, cioè lo spirito di gloria che migra da Sardi a Filadelfia per un matrimonio coatto esclusivamente cattolico che ha partorita una rivoluzione: quella francese.

Premessso questo, credo divenga facile per il lettore seguirmi nel processo che assocerà le Chiese ai giorni della creazione, al fine di notare come la Creazione sia speculare alla Ri-creazione dopo il sacrificio di Cristo per una vita nuova e con essa una storia nuova.

Le chiese di Apocalisse sono:

Efeso, Smirne, Pergamo, Tiatira, Sardi, Filadelfia e Laodicea

I giorni sono

Primo: si crea la luce

Secondo: le acque

Terzo: la vegetazione

Quarto: gli astri

Quinto: gli animali marini e gli uccelli

Sesto: l’uomo e gli animali terrestri

Sesto: Riposo (molto più sensato è, secondo noi, scrivere “benedizione”, lo vedremo a breve

Come potete vedere abbiamo interpretato un po’ lo schema quando abbiamo parlato di Luce come cielo, ma crediamo ciò possibile perché quello stesso cielo fu separato il secondo giorno per far posto alle acque.

GIORNO CREAZIONECHIESA ELEMENTO NATURALESPIRITO
PrimoCieloEfesoCieloPotenza
SecondoAcqueSmirneMare (acque)Ricchezza
TerzoVegetazionePergamoTerraSapienza
QuartoAstri/luminarieTiatiraTerraForza
QuintoAnimali marini e uccelliSardiTerra/InferiGloria
SestoUomo e animali terrestriFiladelfiaTerraOnore
SettimoRiposo/Benedizione (sabato)LaodiceaTerraBenedizione

In questa tabella abbiamo solo riassunto quanto già scritto molto tempo fa, ma ancora valido. Adesso è solo importante saper interpretare questa tabella alla luce di quel parallelismo che abbiamo ipotizzato.

Non saremo in grado di farlo in maniera completa, ancora qualcosa ci sfugge, tuttavia molti punti di contatto sono emersi alla luce di quello che sinora sappiamo di Apocalisse, ben lungi dall’essere esplorata del tutto.

Partiamo seguendolo quello schema e dicendo che Efeso è il cielo (luce anche simbolicamente nella notte dell’AT) sia per Genesi che per Apocalisse (Ap).

Poi notiamo che il secondo giorno si creano le acque e la seconda chiesa è Smirne che infatti in Ap è il mare, il mare e la sua ricchezza simbolo di profondità.

Inoltre Pergamo è la prima chiesa di terra, quella che ospita le sementi e questo apre a due considerazioni:

1) Il nostro schema di Ap è valido quando separa le chiese di terra dalle altre due di cielo e mare. E’ Genesi (Gn) che lo conferma con il terzo giorno sulla terza chiesa: terre nel primo, terra nella seconda.

2) Quelle sementi richiamano l’agricoltura che richiede Sapienza e la Sapienza è lo spirito di Pergamo, istruita da essa. Poi si deve considerare che noi abbiamo sempre scritto che il cavallo nero di Ap 6.5 si colloca in Pergamo perché terzo come terza è la chiesa di Pergamo. Un cavallo nero che parla dell’agricoltura elencando i prodotti primari e questo è un fortissimo punto di contatto tra Gn e Ap.

Al quarto giorno si consuma quello che noi crediamo un falso quando leggiamo delle luminarie del cielo (sole, luna e stelle). Esse sono identiche a quelle elencate in Ap 12,1 e che caratterizzano la Donna vestita di sole che noi collocammo in Sardi per una logica sottesa alla descrizione che, parlandoci degli astri, ci parla del tempo e della sua misurazione (giorni, mesi e stagioni/anni)

La chiesa, secondo noi, non può che essere Sardi, sia per una lettera che fa diretto riferimento all’abito, come l’abito è il leitmotiv della sua lettera; inoltre è il senso del tempo che esprime il suo spirito, la Gloria, che obbliga una chiesa a uno sguardo sub specie aeternitatis, come la Gloria stessa se Dei esprime.

Il fatto è però che quelle luminarie si collocano al quarto giorno e dunque in Tiatira, quarta chiesa, sebbene che tutto lasci pensare che potrebbe essere diversamente, se non altro alla luce di quell’ordine che Dio impone con il “moltiplicarsi” (Gn 1,22) che non è un consiglio “pratico”, ma un ordine e di per se stesso, quindi, caratterizzato da una forza cogente che non si discute, si obbedisce e questo ne fa un giorno “tedesco”.

Ma quella forza caratterizza Tiatira che in essa ha il suo spirito e dunque qualora redistribuissimo i “giorni” seguendo questo scambio tutto filerebbe via liscio, lasciando a noi libertà d’ipotesi perché priva di forzature, ma non di forza.

Di Filadelfia non sappiamo dir nulla, ma di Laodicea sì, se l’ultimo giorno della creazione è riservato si al riposo, ma più ancora alla benedizione (Gn 2,3), tanto che noi notiamo subito l’identità tra il giorno della benedizione e la chiesa che da sempre, secondo noi, ha quello spirito: Laodicea.

Tutto questo ci dice che abbiamo 6 punti di contatto su sette casi totali, cosa che se non dà certezze propone, però, una valida ipotesi di studio, quando il contesto teologico era già saldo alla luce di ciò che fu Creazione e Ri-generazione alla luce di Cristo, dei Nuovi cieli e della Nuova terra perché il Testamento era esso stesso Ri-generato allo spirito cristiano, ma non natalizio, se fermo al 25 dicembre, giorno in cui Babilonia festeggia la nascita delle sue figlie, quattro (discorso a parte è però Filadelfia la ribelle) in particolare e tutte di terra, come i loro pensieri.

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