Lo scorrere del tempio

Premessa

Questo post, se lo volessimo affrontare nella sua completezza, sarebbe molto impegnativo perché dovrebbe fondere i post dedicati la Libro di Enoch con quelli dedicati ad Aram. Non ci è possibile e ce ne scusiamo, per cui diremo che il concetto che il post istruisce è uno solo e verte sul 3 a.C. che s’individua con la metrica dei 777 anni, la quale, se già ha fatto tappa in Atalia, nel 3 a.C. fa tappa al tempio, con Gesù tra i dottori, parlandoci di una cronologia sui generis, è vero, ma fondamentale nella comprensione di quella finora affrontata dal blog e del Libro di Enoch.

Proseguiamo con l’introduzione al Libro di Enoch seguendo quello che la cronologia rivela a proprosito del Figlio dell’uomo che in quel libro compare per la prima volta, quando però abbiamo visto che c’era già un precedente e si collocava esattamente nella generazione di Enoch, perché se sottraiamo il 777 ghematria di σαυρος (croce) al 3923 cadiamo 35 anni dopo l’inizio della generazione di Enoch, cioè nel 3146 di cui abbiamo già parlato diffusamente, mentre adesso non rimane che ricordare che quei 35 anni che separano l’inizio della generazione dal termine ad quem del calcolo (3146) prodotto dalla sottrazione di 777 dall’Anno Mundi, sono i 35 anni che segnano l’anno della crocefissione, cioè il nostro 35 d.C.

Procediamo dunque nella nostra introduzione cronologica che si rivelerà teologia cristologica, ricordando, però, che la frequenza del numero 35, multiplo di 7, simbolo della croce e della perfezione, accompagna l’intero percorso cronologico, perché dopo 777, sottratto 5 volte all’Anno Mundi (3923) si susseguono due tranche di 35 anni (vedi tabella all’interno del post) che conducono al 31/32 d.C. anno che segnò il dialogo tra Gesù e i farisei di Gv 2,19-21 e l’inizio del ministero pubblico.

Per il momento abbiamo dunque che 35 anni, una generazione matteana, ricorrono in Aram, seguendo il calcolo sopra riassunto, e ricorrono nelle ultime due tranche, cioè quelle che vanno dal 38 a.C. al 31/32 d.C.

Quel 35 è simbolo della croce, ma è anche simbolo di coloro che l’avrebbero innalzata, se seguendo tutta la tranche cronologica che va dal 3923 Anno Mundi al 31/32 d.C., c’imbattiamo in Atalia nell’815 a.C., un’Atalia che fu non solo usurpatrice, ma che si macchiò con una strage d’innocenti (i figli del defunto marito) come quella che caratterizza l’infanzia di Gesù.

Questo, abbiamo scritto, spiega il senso di quel 3146 che incontriamo sin da subito nel calcolo, cioè sottraendo 777 ghemtria di σαυρος (croce), una croce che dà l’intero senso di una cronologia del Figlio dell’uomo innalzato su quella stessa croce come scrive Gv 3,14.

Potrebbe sembrare casuale o forzato il nostro accenno ad Atalia regina del sinedrio, nel senso che i calcoli solo per una logica loro uniscono due epoche che si sono caratterizzate e macchiate allo stesso modo, cioè usurpando e uccidendo, ma allora diviene davvero curioso che, alla luce della nostra anagrafe gesuana (15 a.C.-35 d.C.), noi incontriamo anche un 3 a.C. come risulta chiaro dalla tabella

3923 – 777 = 3146

3146 – 777 = 2369

2369 – 777 = 1592

1592 – 777 = 815

815 – 777 = 38

38 – 35 = 3 a.C

35 – 3 = /3132 a.C.

Quel 3 a.C. non è un anno qualsiasi alla luce della nostra cronologia, perché segna l’episodio di Gesù tra i dottori del tempio (Lc 2,42), quando cioè dodicenne, secondo la nostra cronologia, Egli si presentò al tempio, quello stesso che lo vedrà adulto sfidarlo a ucciderlo e quello stesso a cui abbiamo data una regina, cioè Atalia, che si macchiò delle stesse sue colpe: usurpò e uccise.

Adesso non rimane che ricapitolare questa cronologia cristologica anche se dedicata al Figlio dell’uomo enochiano, segnandone i punti salienti in neretto, cosicché il colpo d’occhio aiuti a capire che non siamo di fronte al capriccio della matematica, ma all’interno di una cronologia ben definita

3923 Anno Mundi-777 anni
3181 generazione di Aram -35 anni 3146
3146-777 anni
2369-777 anni
1592-777 anni
815Regno di Atalia-777 anni
38

– una generazione matteana di 35 anni
3 a.C.Gesù tra i dottori della legge
– una generazione matteana di 35 anni
31/32 d.C.Dialogo con i farisei al tempio e inizio ministero

A tutto questo, prego che il lettore aggiunga l’intera categoria dedicata ad Aram che già abbiamo affrontata. Essa ci parla del monogenito, dell'”avrete innalzato” di Gv .8,28 e del verbo “crocifiggere” tutti aspetti che contribuiscono a chiarire l’importanza del Libro di Enoch e della sua locuzione forse principale perché apre alla comprensione di una storia che si fa teologia.

Un Figlio e un’Arca perduti

tra i dottori

A favorire la massiccia affluenza di gente sulle sponde del Giordano potrebbe aver soprattutto contribuito un’occasione molto speciale, determinatasi nel preciso calendario seguito dagli Ebrei: il 29-30 ed il 30-31 d.C., da tishri a tishri (settembre), erano rispettivamente un anno sabbatico ed un anno giubilare, perciò anni provvidenziali per avere tempo libero dal lavoro e rivolgersi a Dio, occupandosi della propria anima.

A questa conclusione giunge La Nuova Bussola quotidiana, rivista online conosciutissima dal mondo cattolico. Di per sè l’osservazione è giusta: tanta gente sul Giordano significa che essa era libera dagli impegni, ma era libera dagli impegni, però, non perchè fosse semplicemente anno sabbatico precedente quello giubilare, bensì anno sabbatico e giubilare quel 32 d.C. (non 31 d.C.,vedi tabella in calce), di qui il senso corretto del sabato deuteroproto lucano, trattato dall’articolo.

Ma Luca è attento osservatore e inserisce spesso il concetto nel suo contesto, come nel caso citato e come nel caso che proporrò, perchè già in precedenza l’evangelista ci ha parlato di tanta gente, almeno quanta ne sia necessaria per formare una “carovana” (Lc  2,44, non semplicemente comitiva di pellegrini perchè indice di moltitudine ,l’unica che può giustificare una giornata di cammino e di ricerca del figlio).

Prenderò a modello l’intuizione della Bussola e immaginerò un contesto che giustifichi quella carovana, cioè anch’io ipotizzerò un anno sabbatico negli anni di Gesù dodicenne, perchè questa è la nota anagrafica (Lc 2,42) che luca inserisce nel contesto obbligandoci a chiedercene il motivo .

Come sia possibile giungere alla conclusione di un anno sabbatico che aveva smosse molte persone dalle loro occupazioni è presto detto, se ricorriamo alla nostra scaletta sabbatica e giubilare in calce, e se ricordiamo, da subito, che questo blog segna un 15 a.C. per la nascita di Gesù, inserendolo nell’ottica del Cristo cinquantenne di Giovanni, Policarpo e Ireneo.

Fatti due semplicissimi conti, otteniamo che il Cristo dodicenne lo abbiamo nel 3 a.C. (15-12=3) e adesso non ci rimane che appellarsi non solo alla scaletta sabbatico/giubilare in calce, ma anche a quello che abbiamo scritto in apertura: il 32 d.C. fu anno tale, cioè sabbatico, oltreché giubilare.

Se il 32 d.C. segna la coincidenza dei due calendari, possiamo benissimo ricavare se il 3 a.C. lo fu sabbatico e infatti lo fu perchè 32 d.C. – 35 anni (cioè il multiplo di 7 che permette l’operazione) = 3 cioè il 3 a.C. che vede il Cristo dodicenne, se nato nel 15 a.C. (15-12=3).

Dunque mi pare di poter liberamente scrivere che Luca incornicia le sue note, anagrafiche o meno, nel contesto appropriato sia quando ci parla della folla al Giordano, sia della carovana che accompagnava Gesù a Gerusalemme per la Pasqua, festività che non obbligava per precetto il pellegrinaggio, ma che tutti fecero perchè liberi dagli impegni trattandosi di anno sabbatico.

Questo significa due cose:

  1. I calendari sabbatico e giubilare trovano in Luca non uno ma due riscontri: il primo inerente il pellegrinaggio pasquale; il secondo la folla al Giordano. Questo è molto importante perchè quello che poteva sembrare mera intuizione matematica (i due calendari) trovano nel contesto scritturale loro appropriato una precisissima conferma.
  2. Solo nell’ottica di un Cristo cinquantenne, nato nel 15 a.C. e crocefisso nel 35 d.C., i due calendari offrono spunti concreti e precisi, altrimenti perduti tra la gente, cioè una carovana di girovaghi senza fissa dimora, quando essi l’avrebbero solidissima nel contesto calendariale appena descritto.

Vorremmo fermarci qui e lasciare a una seconda lettura del passo un post successivo, ma forse è meglio trattare tutto e subito, affinchè sia chiara l’importanza del passo lucano in questione anche alla luce della ghematria, la ghematria di συνοδία (carovana, Lc 2,44) quella stessa in cui si cerca il Gesù perduto, come perduta è andata l’Arca, anche se semplicemente nascosta, come Gesù nel tempio, appunto.

Συνοδία ha un valore ghematrico di 735, quando noi già conosciamo quel 735 emerso da un lemma importantissimo ἱλαστήριος (Propiziatorio) cioè il coperchio dell’Arca su cui veniva asperso il sangue delle vittime sacrificali. All’argomento abbiamo già dedicato alcuni post (vedi categoria 735 del menu) per cui non rimane che sintetizzarli.

Noi abbiamo scritto che quel 735 si colloca nella nostra cronologia dei Re nel trentacinquesimo anno di regno di Amazia, re di Giuda, il cui regno tutti abbreviano sulla scorta del deuteronomista, evidentemente falsato, perchè in realtà, qualora ricalcolassimo in prima persona seguendo proprio la scaletta del dtr, ci accorgeremmo che di anni ne ha regnati 42, cosa che permette un trentacinquesimo anno di regno altrimenti perduto nel calcolo dei 29 totali indicato da tutti gli altri. E questo è un primo mistero, ma ce n’è un secondo ben più importante.

Infatti Amazia è uno dei re candidati ad aver visto per l’ultima volta l’arca, come scrive wiki, per cui non troviamo assolutamente casuale che sia scomparso quel trentacinquesimo anno di regno come è scomparsa l’Arca, il cui Propiziatorio (ἱλαστήριος) ha un valore di 735 come il 735 a.C. è l’anno mancante del regno di Amazia stando alla cronologia ufficiale.

Insomma tutto si perde quando abbiamo a che fare con l’Arca; si perde l’Arca durante il regno di Amazia; si perdono interi anni di regno e si perde Gesù, sì, Gesù perchè quel συνοδία (carovana) ha un valore ghematrico di 735 come ἱλαστήριος (Propiziatorio) e dire che quel pellegrinaggio lo era, propiziatorio e non è un caso allora che come l’Arca è andata perduta, cioè si/è nascosta ai nostri occhi, così si è nascosto Gesù agli occhi di Giuseppe e Maria se ἱλαστήριος e συνοδία hanno lo stesso valore ghematrico.

Gesù nuova Arca dell’Alleanza si perde laddove l’Arca dovrebbe stare, infatti: nel tempio e le sue vicende, parlandoci, la ghematria di ἱλαστήριος e συνοδία, di una identità che va ben oltre il simbolo per divenire matematica, ghematrica, cioè inoppugnabile.

Lo smarrimento dell’una e dell’Altro, allora, sono svelati dall’identità numerica che traccia un percorso teologico di smarrimento e di rinvenimento che amplia a dismisura una relazione già di per sè teologicamente evidente e rilevante.

In questo processo sono dapprima andati perduti gli anni di un regno, quello di Amazia che tutti vorrebbero di 29 anni, ma fu di 42; poi è andata perduta l’Arca e il suo Propiziatorio; infine è andato perduto Gesù cercato in una “carovana” (συνοδία) che ha lo stesso valore ghematrico del propiziatorio, come propiziatorio era il pellegrinaggio della carovana stessa diretta a Gerusalemme per una Pasqua in anno sabbatico, affinchè molti, se non tutti, fossero convocati “in assemblea a Gerusalemme…per trasportare la [nuova]arca dell’alleanza” (1Re 8,1).

 

Tavola degli anni sabbatici e giubilari comparata con la cronologia particolare di 1-2Re e la storia universale di Giuda

LEGENDA:

  1. In rosso gli anni sabbatici, gli anni giubilari e sabbatico/giubilari che cadevano ogni 350 anni
  2.  La datazione doppia avrebbe certamente permesso altre considerazioni coinvolgendo più anni, ma la tabella vuole essere un primo abbozzo e esaurisce la sua finzione indicando la sostenibilità storica dell’idea che l’ha ispirata
  3.  Le date dopo Cristo sono indicate
  4.  I link rimandano ad argomenti che il blog ha trattati
  5. Per la cronologia “universale” adottata dal blog si veda questa tavola

 

 

RE

 

 

REGNO ANNI SABBATICI GIUBILEI Evento storico
Davide 989-949 990

983

976

969

962

955

948

968
Salomone 949-909 941

934

927

920

913

918
Roboamo (Giuda) 909-891 906

899

892

Abia 891-889
Asa 891-847 885

878

871

864

857

850

868
Josafat 847-824 843

836

829

Joram 824-817 822 818
Ocozia 817-816
Atalia 816-809 815
Joas 809-770 808

801

794

787

780

773

Amazia 770-728 766

759

752

745

738

731

768
Ozia 728-674 724

717

710

703

696

689

682

675

718
Jotam 674-659 668

661

668 Anno sabbatico e giubilare. costruzione della porta superiore del tempio
Acaz 659-644 654

647

Ezechia 644-615 640

633

626

619

618 Assedio di Samaria
Manasse 615-560 612

605

598

591

584

577

570

563

568
Amon 560–558
Giosia 558-527 556

549

542

535

528

Joacaz 527-527
Joachim 527-516 521 518 Assedio di Nabucodonosor : prima deportazione di Nabucodonosor
Joachin 516-516
Sedecia 516-505 514

507

Assedio di Nabucodonosor. Seconda deportazione
Fine del regno di Giuda
500
493
486
479
472 468 Inizia il digiuno profetico di Daniele
465 Si gettano le fondamenta del secondo tempio
458
XX° di Artaserse, rientro Neemia (Ne 1,1) 451 Rientra Neemia
444 418 Dedicazione del secondo tempio
437
430
423
416
318 Anno sabbatico e giubilare. Deportazione in Egitto
3 d.C. Gesù dodicenne al tempio
32 d.C. Anno sabbatico e giubilare, Inizia il ministero pubblico di Gesù
39 d.C. Caligola profana il tempio
67 d.C. Scoppia la rivolta a Gerusalemme