486 a.C., storia e profezia di un anno sabbatico

486

L’anno sabbatico è istituzione mosaica e il blog colloca l’esodo nel 1425 a.C. segnando, da quella data, 1500 anni di storia. Gli anni sabbatici, quindi, sono molti e non sempre tracciabili, cosa che ci costringe a un lavoro progressivo che spesso, per intendersi, procede quando ce ne viene in mente uno, riaffiorante magari dalla memoria.

E’ il caso del 486 a.C., anno fondamentale per la storia e la cronologia biblica, perchè segna la caduta di Babilonia, secondo la cronologia del blog; inoltre segna la fine del ministero profetico di Ezechiele; l’eclissi del 486 a.C., cioè quella descritta dal VAT 4956 che tutti collocano nel 567 a.C. o nel trentasettesimo anno di regno di Nabucodonosor, come facciamo anche noi ma con data diversa (per questi primi tre punti vedi qui); e da ultimo segna pure una nota ghematrica fondamentale essendo il valore di Υἱὸς   (Figlio Ap 12,5).

Come è facile intuire ce n’è ben donde per farne un anno fondamentale per cui, se gli anni sabbatici, gli anni giubilari e quelli sabbatici e giubilari segnano tappe fondamentali, come avrebbero potuto ignorare il 486 a.C.? Infatti esso fu sabbatico alla stregua di tutti gli altri come illustra la tavola in calce.

Con questa nota sono 16 i casi in cui i due calendari s’innestano alla perfezione nella storia ebraica sebbene quella storia (cronologia) abbia una genesi completamente altra rispetto a quella dei calendari, i quali partono dal 164/163 a.C. indicato dagli studiosi, sebbene minoritari, e tracciano tutto il calendario; mentre per quelli giubilari il discorso è molto più sfumato: esso nasce dalla lettura d’isaia 61 nella sinagoga di Nazaret per bocca di Gesù (Lc 4,18).

Come noi calendariziamo le letture, così gli Ebrei e dunque informandosi si viene a sapere dagli Ebrei stessi che Isaia 61 veniva letto allo scadere dell’anno sabbatico precedente  quello giubilare, ma il conto assume senso pieno se si considera quella lettura, come avvenuta nel 32 d.C. e tipica quindi di un anno sabbatico e giubilare assieme. Da qui tutta la “scaletta” giubilare che accompagna, assieme a quella sabbatica, l’intera cronologia che ha genesi completamente diversa nello scopo e nel metodo.

Il fatto che s’incrocino calendari e cronologia non stupisca, perchè una società che aveva nel tempio il suo cuore pulsante è ovvio che presenti non analogie, ma vere e proprie identità tra l’anno secolare e sacro, cioè tra cronologia e calendari liturgici.

Ecco perchè la storia sacra non si dissocia dal quella profana quando parliamo di Gerusalemme e le due diverse nature non costituiscono due dimensioni separate ma facenti parte di un’unica realtà.

Ps: chiedo scusa per la grafica della tabella, ma non sono capace di renderla più gradevole alla lettura.

Tavola degli anni sabbatici e giubilari comparata con la cronologia particolare di 1-2Re e la storia universale di Giuda

LEGENDA:

  1. In rosso gli anni sabbatici, gli anni giubilari e sabbatico/giubilari che cadevano ogni 350 anni
  2.  La datazione doppia avrebbe certamente permesso altre considerazioni coinvolgendo più anni, ma la tabella vuole essere un primo abbozzo e esaurisce la sua finzione indicando la sostenibilità storica dell’idea che l’ha ispirata
  3.  Le date dopo Cristo sono indicate
  4.  I link rimandano ad argomenti che il blog ha trattati
  5. Per la cronologia “universale” adottata dal blog si veda questa tavola

 

 

RE REGNO ANNI SABBATICI GIUBILEI Evento storico
Davide 1025 Nascita di davide
         Inizia la dinastia davidica
989-949 990/989

983

976

969

962

955

948

968  Regna a Gerusalemme
         
Salomone 949-909 941

934

927

920

913

918  
         
Roboamo (Giuda) 909-891 906

899

892

   
Abia 891-889      
         
Asa 891-847 885

878

871

864

857

850

868  
         
Josafat 847-824 843

836

829

   
         
Joram 824-817 822 818  
         
Ocozia 817-816      
         
Atalia 816-809 815    
         
Joas 809-770 808

801

794

787

780

773

   
         
Amazia 770-728 766

759

752

745

738

731

768  
         
Ozia 728-674 724

717

710

703

696

689

682

675

718  
         
Jotam 674-659 668

661

668 Anno sabbatico e giubilare. costruzione della porta superiore del tempio
         
Acaz 659-644 654

647

   
         
Ezechia 644-615 640

633

626

619

618 Assedio di Samaria
         
Manasse 615-560 612

605

598

591

584

577

570

563

568  
         
Amon 560–558      
         
Giosia 558-527 556

549

542

535

528

   
         
Joacaz 527-527      
         
Joachim 527-516 521 518 Assedio di Nabucodonosor : prima deportazione di Nabucodonosor
         
Joachin 516-516      
         
Sedecia 516-505 514

507

  Assedio di Nabucodonosor. Seconda deportazione
         
        Fine del regno di Giuda
         
    500    
         
    493    
    486    Caduta di Babilonia

Fine ministero profetico di Ezechiele

Eclissi VAT 4956

    479    
    472 468 Inizia il digiuno profetico di Daniele
    465   Si gettano le fondamenta del secondo tempio
    458    
XX° di Artaserse, rientro Neemia (Ne 1,1)   451   Rientra Neemia
    444 418 Dedicazione del secondo tempio
    437    
    430    
    423    
    416    
      318 Anno sabbatico e giubilare. Deportazione in Egitto
3 Gesù dodicenne al tempio
17/16 Annuncio a Zaccaria e Maria
      32 d.C. Anno sabbatico e giubilare, Inizia il ministero pubblico di Gesù
    39 d.C.   Caligola profana il tempio
    67 d.C.   Scoppia la rivolta a Gerusalemme

Ezechiele e Giovanni, la porta come simbolo di abominio o di santità

porta-delle-pecoreAbbiamo visto che il capitolo 10 di Giovanni riesce a collocare esattamente l’anno di nascita di Mosè nel 1485 a.C. Questo sarebbe già di per sè motivo d’interesse, perchè la chiave di lettura  che permette tutto ciò era finora sconosciuta e dai più (forse tutti) considerata pseudoscienza. Tuttavia la Scrittura da sempre si qualifica come Sacra, per cui mi pare ovvio aspettarsi qualche sorpresa, nel senso che va oltre i nostri giudizi e i nostri criteri d’indagine.

Vorrei proporvi allora un’altra delle sorprese che essa ci riserva se non ne vincoliamo lo studio ai nostri parametri, in particolare se non limitiamo la Sapienza nei limiti talvolta angusti della scienza. Il passo di Giovanni che esamineremo ha radici profonde che affondano in Ezechiele, nel profeta cioè che per primo ha scritto un capitolo dedicato alle porte dell’abominio.

Sì perchè il capitolo 8 del suo libro così lo potremmo sintetizzare, poichè leggiamo

1 Nell’anno sesto, nel sesto mese, il cinque del mese, mentre mi trovavo in casa e dinanzi a me sedevano gli anziani di Giuda, la mano del Signore Dio si posò su di me2e vidi qualcosa dall’aspetto d’uomo: da ciò che sembravano i suoi fianchi in giù, appariva come di fuoco e dai fianchi in su appariva come uno splendore simile al metallo incandescente. 3Stese come una mano e mi afferrò per una ciocca di capelli: uno spirito mi sollevò fra terra e cielo e in visioni divine mi portò a Gerusalemme, all’ingresso della porta interna, che guarda a settentrione, dove era collocato l’idolo della gelosia, che provoca gelosia. 4Ed ecco, là era la gloria del Dio d’Israele, simile a quella che avevo visto nella valle. 5Mi disse: “Figlio dell’uomo, alza gli occhi verso settentrione!”. Ed ecco, a settentrione della porta dell’altare l’idolo della gelosia, proprio all’ingresso. 6Mi disse: “Figlio dell’uomo, vedi che cosa fanno costoro? Guarda i grandi abomini che la casa d’Israele commette qui per allontanarmi dal mio santuario! Ne vedrai altri ancora peggiori”. 7Mi condusse allora all’ingresso del cortile e vidi un foro nella parete. 8Mi disse: “Figlio dell’uomo, sfonda la parete”. Sfondai la parete, ed ecco apparve una porta. 9Mi disse: “Entra e osserva gli abomini malvagi che commettono costoro”. 10Io entrai e vidi ogni sorta di rettili e di animali obbrobriosi e tutti gli idoli della casa d’Israele raffigurati intorno alle pareti. 11Settanta anziani della casa d’Israele, fra i quali vi era Iaazania, figlio di Safan, ritto in mezzo a loro, stavano davanti ad essi, ciascuno con il turibolo in mano, mentre il profumo saliva in nubi d’incenso. 12Mi disse: “Hai visto, figlio dell’uomo, quello che fanno gli anziani della casa d’Israele nelle tenebre, ciascuno nella stanza recondita del proprio idolo? Vanno dicendo: “Il Signore non ci vede, il Signore ha abbandonato il paese””.
13Poi mi disse: “Vedrai che si commettono abomini peggiori di questi”. 14Mi condusse all’ingresso della porta del tempio del Signore che guarda a settentrione e vidi donne sedute che piangevano Tammuz. 15Mi disse: “Hai visto, figlio dell’uomo? Vedrai abomini peggiori di questi”. 16Mi condusse nel cortile interno del tempio del Signore; ed ecco, all’ingresso dell’aula del tempio, fra il vestibolo e l’altare, circa venticinque uomini, con le spalle voltate al tempio e la faccia a oriente che, prostrati, adoravano il sole. 17Mi disse: “Hai visto, figlio dell’uomo? Come se non bastasse per quelli della casa di Giuda commettere simili abomini in questo luogo, hanno anche riempito il paese di violenze, per provocare la mia collera. Eccoli, vedi, che si portano il ramoscello sacro alle narici. 18Ebbene, anch’io agirò con furore. Il mio occhio non avrà pietà e non avrò compassione: manderanno alte grida ai miei orecchi, ma non li ascolterò”.

Come si capisce al volo, il rapimento in spirito del profeta ha lo scopo di mostrare cosa accade alle porte e agli ingressi del tempio e di Gerusalemme, porte e ingressi ormai preda degli idoli, cioè profanati.

L’altra cosa importante da notare è che il passo è precisamente datato da Ezechiele, il quale lo colloca nel sesto anno di Sedecia. Penso che quasi unanimemente tale anno sia riconosciuto nel 592 a.C., ma forse sarebbe più corretto indicare il 510 a.C., come vorrebbe la nostra cronologia di 1-2 Re, qui riassunta.

Affermo questo perchè, come abbiamo introdotto all’inizio del post, è il capitolo 10 di Giovanni, letto nuovamente nella sua chiave ghematrica, che indica tale anno, perchè quello è il capitolo certamente del buon pastore, ma anche della porta santa, cioè Cristo, e questo crea un parallelismo con le porte dell’abominio descritte da Ezechiele.

Il termine che Giovanni usa in 10,7 per indicare se stesso come “porta delle pecore”, cioè porta santa, è θύρα ed ha un valore ghematrico di 510, che nel calendario ebraico credo potrebbe indicare proprio quel 510 a.C. come sesto anno di regno di Sedecia (lo abbiamo visto poco sopra linkando la tabella dei re di Giuda)e anno a cui risale il rapimento in spirito di Ezechiele.

Il netto contrasto tra le porte dell’abominio descritte dal profeta e la porta santa di Giovanni tra l’altro ha la sua perfetta cornice in Gv 10,8 in cui appunto leggiamo che “Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti”, ladri e briganti che ben si accompagnano con gli idoli e gli abomini descritti da Ezechiele.

Detto questo, mi pare ovvio concludere che  l’esatta sequenza dei regni di Giuda e Israele sia quella descritta da questo blog, che non a caso riesce a dare ragione di 2Re 15,35, dove leggiamo che Jotam costruì la porta superiore del tempio. In quella che potrebbe apparire come una semplice nota di cronaca confluiscono, lo abbiamo visto qui, due calendari (quello sabbatico e quello giubilare); una cronologia particolare (quella di 1-2 Re); una cronologia generale e una cronaca, tutti elementi che confluisco in un unico anno, cioè il 668 a.C. come sesto anno di regno di Jotam.

Non fa meraviglia, dunque, che altre porte, le une dell’abominio, l’altra santa, trovino la loro collocazione cronologica con precisione grazie a un profeta e un evangelista che hanno voluto indicarci esattamente dove e come guardare.