Da Nazaret alla Palestina con tappa al secondo tempio

Il blog ha incontrato più volte versetti che celano una cronologia (vedi categoria in home), il caso vuole che sia sempre la nostra, come in questo caso che tratta di Lc 4,18. E’ un passo molto importante perchè Gesù proclama nella sinagoga di Nazaret la Sua missione, la Sua messianicità.

Già in passato abbiamo fatto notare che la numerazione del versetto coincide con l’anno della dedicazione del secondo tempio: 4,18 il primo; 418 a.C. la seconda e questo ci ha incuriositi perchè Isaia 61 Gesù lo legge nel 32 d.C., anno d’inizio del ministero secondo la nostra cronologia.

Tale anno giubilare è separato dal 418 a.C., altrettanto giubilare, da 9 cicli (50 anni ciascuno) esatti tanto che possiamo parlare di una tranche cronologica da tempio a Tempio, se Gv 2,20-21 ci parla di Gesù nuovo ναός (Sancta Sanctorum).

Questa sincronia di eventi e versetti potrebbe apparire non tanto casuale, quanto occasionale (pro domo mea), per cui non facilmente condivisibile. Rimane il fatto che anche il calendario delle settimane la rileva, lasciando i conti a resto zero.

Infatti, dal 418 a.C. al 32 d.C. passano esattamente un ciclo settimanale lungo (294 anni) e 26 cicli brevi (6 anni) e colpisce, quindi, l’ulteriore esattezza che si aggiunge a quella evidenziata dal versetto (Lc 4,18) che coincide con l’anno della dedicazione (418 a.C.); e con quella dei 9 cicli giubilari esatti tra la dedicazione del tempio e l’inizio del ministero.

L’importanza della relazione tra Gesù e il tempio ci ha fatto mettere in secondo piano un altro rapporto fra date di assoluto rilievo, come quello che lega l’ingresso in Palestina al tempio post esilico, sempre adottando il calendario delle settimane.

Infatti tra l’anno della dedicazione del secondo tempio e il 1384 a.C. passano 966 anni, cioè 3 cicli calendariali lunghi (ciascuno di 294 anni) e 14 brevi (6 anni), così che dal 1384 a.C. si giunge al 418 a.C. (1384-966=418).

Insomma un intarsio cronologico tra numerazione di versetti, cronologia e calendario giubilare e settimanale perfetto che forse può non convincere nessuno, ma difficilmente imputabile al caso il quale -parlo per esperienza- è spesso l’ultima risorsa di chi vuole ostinatamente negare l’evidenza.

A seguire una tabella riassuntiva dei calcoli sinora compiuti grazie al calendario delle settimane. Vi prego di considerare che nonostante l’assoluta importanza delle date di calcolo, essi sono tutti quanti a resto zero, cioè non hanno mai avuto bisogno di approssimazione, neppure a un anno come sarebbe stato quasi ovvio.

Credo che questa precisione la dica lunga sulla cronologia adottata dal blog, perchè è l’unica a incrociare alla perfezione il preciso e ferreo calendario delle settimane e talvolta, contemporaneamente, quello giubilare, altrettanto ferreo.

Non abbiamo avuto la necessità di verificare se tutto ciò caratterizza anche, magari solo in parte, la cronologia ufficiale, ci è stato sufficiente verificare date cardine della nostra con esito assolutamente positivo

 

TAVOLA CALENDARIALE

 

ANNO EVENTO CICLO LUNGO CICLO BREVE TOTALE ANNO EVENTO
1485 a.C. Nascita di Mosè 294 x 5 1470 15 a.C. Nascita di Gesù
1454 a.C. Rientro in Egitto di Mosè 294 x 5 1470 15 a.C. Gesù ἀρχόμενος
1425 a.C. Esodo 294 x 4 39 x 6 1410 15 a.C. Nascita di Gesù
1425 a.C. Esodo 294 x 4 44 x 6 1440 15 a.C. Gesù ἀρχόμενος
1425 a.C Esodo 294 x 4 16 x 6 1272 153 a.C. Distruzione cortile interno del tempio. Fine dell’AT
1384 Ingresso in Palestina 294 x 4 40 x 6 1440 32 d.C. Ministero pubblico di Gesù
1384 Ingresso in Palestina 294 x 3 14 x 6 966 418 a.C. Dedicazione del secondo tempio
418 a.C. Dedicazione secondo tempio 294 26 x 6 450 32 d.C. Ministero pubblico di gesù

LEGENDA:

  1. Per evento/anno intendiamo il termine a quo e ad quem
  2. Il totale è la somma del prodotto dei cicli lunghi (294 anni) con quelli brevi (6 anni)
  3. Il totale deve essere sempre considerato secondo la scala a.C/d.C che obbliga sommare o sottrarre

Una verga e un ministero, la promessa mantenuta di un calendario

Tre sono gli anni fondamentali nella vita di Gesù datati secondo la nostra cronologia:

il 15 a.C. anno di nascita

il 32 d.C. inizio del ministero

il 35 d.C. anno della crocefissione

In un ottica legata al calendario delle settimane ci siamo già occupati del 15 a.C. perchè collega l’esodo (1425 a.C.) al 15 a.C. stringendo un legame cronologico tra Gesù e Mosè.

Questo stesso legame diviene indissolubile se consideriamo termine a quo il 1485 a.C., anno di nascita di Mosè, perchè lo collega, senza il ricorso al ciclo breve di 6 anni di quello stesso calendario, a Gesù dopo 5 cicli lunghi di 294 anni ciascuno, facendo risaltare non solo la diretta relazione tra l’uno (Mosè) e l’Altro, ma anche che i calcoli sono tali da poter parlare di un ciclo completo e perfetto, massima espressione di quel legame di cui stiamo parlando, indicando una compiutezza dei tempi, tant’è che quel 1470 che si ricava dai conti (294×5=1470) è perfettamente identico al calcolo generazionale di Matteo 1,17, se assumiamo una generazione di 35 anni, come deve essere.

Infatti 14 generazioni di 35 anni moltiplicate per le tre tranches di Matteo dà sempre 1470 anni, mettendo i calcoli in grado non solo di avvalorarsi a vicenda, ma anche facendo in modo che il computo generazionale incroci alla perfezione quello calendariale, creando un tutto unico.

Questo riguarda il 15 a.C., ma noi abbiamo scritto che anche il 32 d.C. è importante, per cui lo metteremo alla prova di quello stesso calendario per conoscere se l’inizio del ministero pubblico di Gesù trovi conferma nel calendario come l’ha trovata il 15 a.C., così che un’intera cronologia -possiamo dire- ne esca confermata, poichè è proprio nell’anagrafe di Gesù che non solo ha il suo caposaldo, ma da lì ha preso letteralmente le mosse.

Dobbiamo adesso ricorrere a un simbolo affinchè il discorso non rimanga troppo sulle cifre, cioè sulle spine. Abbiamo visto che la ghematria di βλαστάνω è 1384, quando il verbo indica il “germogliare” della verga di Aronne nell’anno, stando alla ghematria, immediatamente successivo alla fine dell’esodo (1384 a.C.), quasi a voler indicare che quella verga, Israele, ha trovato nella Terra promessa il suo habitat biblico ideale, tanto che ha prodotto gemme, le gemme di quel futuro promesso.

Questo è un po’ quello che accadde nel 32 d.C., quando il “legno secco” (Lc 23,31) della vita nascosta di Gesù si avvia verso la stagione pubblica e miracolosamente germoglia, come la verga, perchè quella stessa profezia che fu la Terra promessa, diviene ministero in cui tutto si rivela dell’uomo nascosto di Nazaret.

C’è dunque un parallelismo simbolico tra la verga di Aronne e il ministero pubblico di Gesù, perchè entrambi frutto di una promessa: terrena nel primo caso; messianica nel secondo. Ed è per questo forse che i calcoli possibili con il calendario delle settimane confermano l’identità simbolica, perchè se sommiamo 4 cicli lunghi di 294 anni e 40 cicli brevi di 6 anni otteniamo 1416 che sottratto al 1384 a.C. dà un totale di 32, cioè il 32 d.C. anno di inizio del ministero pubblico di Gesù.

Dunque come la verga germogliò nella e come Terra promessa (1384 a.C.), così Gesù manifestò la Sua natura e la Sua missione (32 d.C.) e il calendario delle settimane non fa altro che confermare quel già strettissimo legame tra Mosè -ed Aronne- e il Messia.

Da notare assolutamente, proprio nell’ottica di quanto stiamo scrivendo, che non è un caso che i 240 anni del ciclo breve, quelli cioè che escono dai 40 cicli settimanali, si compongano di 40 cicli di 6 anni, quando quel 40 s’identifica con certezza con gli anni dell’esodo, segno questo che è tutto ben lungi dall’essere casuale, ma tradisce, casomai, una coerenza di simboli e calcoli che sta lì a dirci che forse siamo nel giusto.

 

 

 

 

 

 

Gesù,Mosè e il calendario delle nascite

Il calendario delle settimane è ancora lontano dall’aver esaurita la sua funzione. Se già con i post precedenti (vedi categoria nel menu) ne abbiamo saggiata l’efficacia per affrontare temi cronologici importantissimi ai fini della comprensione della Bibbia, adesso aggiungiamo un caso che veramente sa far luce, con un solo calcolo, su più aspetti, tutti di primaria importanza.

Sarà Gv 5,46 a farci luce, un versetto di cui tutti si sono chiesti il senso, perchè nella Bibbia non si trova traccia di qualche discorso di Mosè che parlasse o prefigurasse Gesù, almeno così ricordo.

Ecco allora che quel γράφω (scrivere) potrebbe assumere in toto l’accezione giuridica e consigliarci un’altra traduzione che renda il verbo quasi un atto finalizzato a una testimonianza che abbia valore giuridico. Non è solo un generico scrivere di Gesù, ma un confermarne la discendenza mosaica attraverso un atto legale.

Inutile qui adesso fermarci a descrivere il delicato e complesso legame tra Gesù a Mosè nell’ambito della Scrittura: chi ne ha gli strumenti e la preparazione può benissimo farlo da solo e mettere, casomai, a frutto quanto stiamo per scrivere che conferma appieno quel legame attraverso la cronologia insita nel calendario delle settimane, che unisce  personaggi e fatti più delle parole che sono già state spese.

Da Mt 1,17 abbiamo visto che le generazioni matteane si fermano a Mosè e non a ad Abramo che, ahilui, appare un falso scritturale, perche le 14 generazioni di 35 anni danno un totale, se sommate, di 1470 anni che si aggiunge al 15 a.C. per ottenere un 1485 a.C. che può spiegare solo un’anagrafe mosaica, non di Abramo, in particolare l’anno di nascita.

A questo abbiamo aggiunto una nota ghematrica ricavata da Gv 10,3 in cui la cornice esodale -se non addirittura il lessico (condurre fuori ἐξάγω)- colloca sì Gesù al centro della scena di una nuova Pasqua, ma anche il Suo guardiano ha un ruolo. Ha infatti un ruolo quel θυρωρός (guardiano, Gv 10,3) che ghematricamente ha un valore di 1485, come al 1485 a.C. conducevano le generazioni matteane che ci hanno consigliato l’anno di nascita di Mosè.

Adesso, quindi, non rimane che vedere se il calendario delle settimane consiglia altro o conferma, se calcoliamo dal 1485 a.C. fino al 15 a.C. secondo il ciclo lungo del calendario, cioè 294 anni. E’ sufficiente moltiplicare, senza il ricorso al ciclo breve di 6 anni, determinanti per gli altri calcoli fatti grazie al calendario, 294×5 e ottenere 1470 che aggiunto al 15 a.C. dà un netto 1485, un 1485 a.C. che abbiamo incontrato nei due casi esposti sopra i quali trovano piena conferma, perchè dall’anno di nascita di Mosè si giunge a quello di Gesù seguendo esattamente 5 cicli settimanali lunghi, segno questo di perfetta coincidenza anagrafica in un ottica calendariale.

Il calendario delle settimane, quindi, conferma

  • l’anno di nascita di Mosè fermo al 1485 a.C.
  • il 15 a.C., già saldo nella cronologia proposta dal blog, appare in tutta la sua evidenza, perchè sebbene già confortato da una cronologia millenaria (1485 a.C.-70 d.C.), adesso si avvale di un calendario che si muove in un meccanismo estremamente preciso e rigoroso che traccia una linea cronologica dall’anno di nascita di Mosè a quello di Gesù senza ombra di approssimazione.
  • a fronte del 1485 a.C. e a fronte di un già saldo 1425 a.C. come anno dell’esodo abbiamo che Mosè aveva 60 anni quando si accinse a liberare gli Ebrei
  • il falso paventato nel Vangelo di Matteo che propone Abramo nella prima tranche di 14 generazioni non è più congettura, ma tragica e criminale evidenza
  • per generazione il Vangelo intende non un generico di padre in figlio incalcolabile, ma un arco di tempo ben preciso: 35 anni

Crediamo che adesso gli esperti del già profondo argomento esegetico, quello che vede in Gesù Mosè e viceversa, possano avvalersi di un contributo cronologico che fissa, con l’anagrafe dei due personaggi, una comune ricorrenza nel calendario che non ha scritto di Lui, come si fa dire a Mosè, ma Lo ha testimoniato come un atto che ne rivendichi l’eredità, non contesa tra l’uno e l’Altro, ma trasmessa.

Da Mosè a Gesù, le settimane sante

vienna-affresco-di-gesù-con-mosè-e-il-eliah-38220782Mi dedicherò a un post breve, sebbene l’argomento costringerebbe a una rilettura profonda della Lettera agli Ebrei di Paolo. Non possiamo concedercelo perchè altrimenti dovremmo a ogni piè sospinto aprire enormi parentesi di ricerca che ci condurrebbero altrove rispetto alla meta fissata: una ricostruzione cronologica che dedica poco spazio alla riflessione affidandosi all’evidenza dei numeri.

E’ così allora che proporremo Gesù sommo sacerdote mosaico, perchè uno dei temi della lettera paolina citata è proprio il sacerdozio ebraico che nell”Antico Testamento faceva riferimento a Mosè istitutore, il quale sacerdozio è stato superato da Cristo che però rivendica quell’origine mosaica anche quando afferma che Mosè ha scritto di lui Gv (5,46).

Il contenuto della lettera paolina costringerebbe -lo abbiamo scritto- a una attenta riflessione che magari coloro che leggeranno il post faranno, noi vogliamo confermarla solo cronologicamente, sapendo che il calendario delle settimane regolava il culto e ciò ci ha permesso, quindi, nel post precedente, di provare che Alcimo, ultimo sommo sacerdote aronita, chiuse non solo una dinastia, ma un’epoca, quella vetero testamentaria, come del resto conferma l’antica Vulgata che con i Maccabei chiude l’Antico Testamento.

Infatti quell’anno 153 citato da 1Mac 9,54 conduce, attraverso il calendario delle settimane, proprio al 1425 a.C. anno dell’esodo secondo la nostra cronologia e questo collega Alcimo direttamente a Mosè e ad Aronne, dai quali infatti Alcimo stesso rivendicava l’origine.

Ci chiediamo adesso se quel legame con Aronne e Mosè si stringa anche con Gesù sommo sacerdote di cui Mosè ha scritto (Gv 5,46). Sarà sempre la chiave cronologica a introdurci nel nuovo sacerdozio di Cristo attraverso lo stesso calendario delle settimane utilizzato nel precedente post verso l’alto (dall’anno 153 all’esodo), mentre adesso compiremo il processo a ritroso, verso Gesù, per scoprire che dopo quegli stessi 4 cicli lunghi (294 anni ciascuno) e 39 cicli brevi (ciascuno di 6 anni) si cade esattamente nel 15 a.C., anno di nascita di Gesù secondo la nostra cronologia.

Questo avviene perchè 4 cicli lunghi sommati ai 39 brevi danno un totale di anni pari a 1410 (1176+234=1410) che si somma al 15 a.C. (anno di nascita di Gesù) ottenendo il 1425 a.C. anno dell’esodo e anno dell’istituzione del sacerdozio aronita e mosaico.

E’ solo con il nostro 15 a.C. che il calendario delle settimane esprime tutta la sua potenzialità, perchè quel 15 a.C. sintetizza l’intera cronologia biblica riassumendola, essendo l’anno di nascita di Colui che, pur avendo superato l’Antico Testamento, ne fa parte integrante attingendo il proprio ministero sacerdotale laddove esso è stato istituito: Mosè e Aronne, nel 1425 a.C.

Credo che sia opportuno anche far notare che se ha convinto il post di ieri ,il quale ha evidenziato proprio quel 1425 a.C., altrettanto convincerà il fatto -matematico direi- che in alcun modo è raggiungibile, seguendo lo stesso percorso, il 6/7 a.C. come data di nascita di Gesù universalmente accettata. Saltano i conti, degli altri però; i nostri filano via lisci allegramente tra Mosè e Gesù, come deve essere tra buoni amici.

 

Alcimo, l’ultimo del calendario

aronneIn 1Mac 9,54 leggiamo che Alcimo, nell’anno 153, pose fine all’opera dei profeti distruggendo il cortile interno. Non sappiamo quale sia il punto di vista dell’esegesi in merito (ci chiediamo solo perchè CEI 2008 collochi l’anno 153 nel 159 a.C.: con a disposizione tutto il web non siamo riusciti a capirlo), cioè cosa si celi dietro quell’affermazione lapidaria.

Di certo sappiamo che l’antica Vulgata, come la Nova, poneva alla fine dell’antico Testamento i Maccabei. Ci chiediamo perchè alla luce proprio di quel versetto che lascia presagire la fine di quei profeti che la caratterizzarono.

Una risposta potrebbe riposare niente meno che in Esodo, cioè in qualcosa di lontanissimo rispetto al periodo maccabico, ma solo in apparenza privo di relazione con l’esodo che noi calcoliamo avvenuto nel 1425 a.C. perchè sommiamo i 480 anni di 1Re 6,1 al 945 a.C., quarto anno di regno di Salomone secondo la nostra cronologia dei Re e anno, quarto di regno di Salomone, in cui si gettano le fondamenta del tempio (1Re 6,1), per ottenere il 1425 a.C. come anno dell’esodo.

Ci conforta che quell’anno rientra nella teoria dell’esodo antico, quella cioè sostenuta da Erodoto, Giuseppe Flavio e i Padri; come ci conforta il fatto che di quella teoria il faraone di riferimento era Thutmose III il quale storicamente morì nel 1425 a.C. come anche tramanda la Bibbia quando descrive la morte degli inseguitori degli Ebrei al Mar Rosso, fatto conosciutissimo grazie al cinema.

A tutto questo abbiamo aggiunto una nota ghematrica che solo fino ad ora forse non trovava contesto perchè l’albero della vita (ξύλον ζωή, Ap 2,7) non aveva, almeno in apparenza, relazione con l’esodo, sebbene il suo valore ghematrico sia 1425, mentre adesso crediamo di aver trovata quella relazione nella verga di Aronne, in particolare del suo “germogliare” (βλαστάνω) perchè il suo valore ghematrico è 1384, quando noi segnamo per la fine dell’esodo il 1385 a.C. che in una necessaria datazione doppia diviene il 1385/1384 a.C.

Abbiamo quindi che se l’albero della vita segna ghematricamente l’inizio dell’esodo (1425 a.C.), altrettanto ghematricamente Aronne e la sua verga “germogliata” segnano, con l’ingresso nella terra promessa, l’unica che potesse far germogliare e fruttificare un popolo, la sua fine (1384 a.C.) stabilendo una relazione profonda tra l’uno e l’altra, cioè un inizio e una fine, un albero e una verga, che sanno far luce e fornire prove al quadro cronologico esodale sopra descritto, che ancora deve comporsi del tutto perchè noi abbiamo scritto che siamo alla ricerca di una risposta soddisfacente per 1Mac 9,54 che crediamo si collochi proprio nell’esodo.

Il sacerdozio ebraico  spettava di diritto ai leviti proprio in virtù di quella verga che aveva germogliato nella tribù di Levi la quale, avendo ricevuta la verga da Aronne, da egli discendeva, come da Aronne discendeva Alcimo, il sommo sacerdote che distrusse il cortile interno del tempio e che vantava quelle origini.

Egli fu l’ultimo discendente di Aronne perchè poi subentra la dinastia Asmonea per cui ci chiediamo se fu l’ultimo solo in ordine di tempo o se segnò la fine di un epoca e in questo caso cercheremo una relazione con Aronne nel calendario delle settimane che disciplinava il culto nel tempio.

Tale calendario aveva un ciclo lungo (294 anni) e uno breve (6 anni)  per cui calcolando possiamo conoscere se quel centocinquantatreesimo anno indicato da Mac 9,54 abbia relazione con l’esodo, cioè se spieghi, al di là del testo biblico, quella relazione che lega Aronne all’ultimo sacerdote aronita, Alcimo.

I nostri calcoli ci hanno condotto a una soluzione che vede 4 cicli lunghi (294×4=1176) e 16 cicli brevi (16×6) che si sommano all’anno 153 e otteniamo un secco 1425 a.C. perfettamente coincidente con l’anno dell’esodo precedentemente e diversamente calcolato a inizio post, dove abbiamo scritto che esso è allineato con le evidenze storiche, patristiche e delle fonti.

Questo significa che Alcimo non fu solo l’ultimo sommo sacerdote aronita, cioè discendente direttamente da Aronne, ma concluse un calendario rituale legato al culto il quale ebbe termine trascinando con sè un’intera epoca, cioè l’Antico testamento, regno dei profeti ed ecco perchè in Mac 9,54 si legge della loro opera demolita o in ogni caso superata.

Crediamo che in tutto ciò riposi il senso del canone della Vulgata che collocava i Maccabei al termine dell’Antico Testamento, perchè effettivamente esso lì si conclude, cioè con quell’opera profetica “demolita” assieme al muro del cortile interno del tempio, come leggiamo. Per cui non è un caso che i calcoli possibili attraverso il calendario delle settimane colleghino quell’anno 153 direttamente all’esodo, cioè a Mosè e ad Aronne che quell’epoca l’avevano inaugurata.