Da Gerico al Golgota: da una nuova classe sacerdotale a un nuovo sacerdozio

84Nel post precedente ci siamo occupati del calendario delle settimane applicato alla caduta di Gerico, calcolata partendo dalla ghematria di Ιερικω che conduce al 945 a.C. anno in cui si gettano le fondamenta del tempio.

Ciò ci ha permesso di rintracciare l’anno della caduta della città attraverso la somma di un ciclo lungo (294 anni) e 21 brevi (7 anni ciascuno) al 945 a.C. per ottenere il 1386 a.C. anno immediatamente precedente la conquista della Palestina e l’ingresso nella Terra promessa ponendo fine all’esodo (1425 a.C.-1385 a.C.).

A dire il vero abbiamo commesso un errore, forse. Il ciclo delle settimane durava 6 anni, come abbiamo scritto in questa tavola (la cui bontà è però testimoniata dalla cronologia che sa esprimere), e solo al settimo il sacerdote riassumeva l’incarico nella stessa settimana, cioè all’interno della nuova identica turnazione.

Prendendo per buona la nota, credo sia necessario distinguere i calcoli che si possono fare con intervalli di 6 e 7 anni, quando i primi indicano il turno; i secondi la muta di quel turno sacerdotale e il suo inizio nuovo (insomma ne verrebbe fuori un 6+1 anni).

Dei primi ci siamo già occupati diffusamente (vedi link sopra), mentre per i secondi l’argomento è nuovo ma non meno importante, perché forse apre a nuove considerazioni, ispirate dalle due diverse scale (una di 6 anni e una di 7 rimanendo inalterato il ciclo lungo di 294 anni che riallineava i turni con il calendario luni/solare).

Infatti, la muta sacerdotale ci parla di una liturgia nuova o, forse meglio, di un calendario rinnovato nella classe officiante che per forza di cose indica un tempo liturgico nuovo. Viene spontaneo chiedersi, allora, se Gerico cadde nella turnazione dei 6 anni o fu nel settimo segnando l’ingresso di una nuova liturgia.

Se ieri ci siamo mossi secondo una scala di 7 anni (quella che conduce dalla fondamenta del tempio alla caduta di Gerico) significa che i sacerdoti che fecero cadere le mura di Gerico al suono delle trombe, dando luogo a una “vittoria liturgica”, appartenevano al primo anno della nuova classe sacerdotale, per cui adesso è possibile sapere se quel settimo anno segni una cronologia propria che si differenzia da quella già esplorata dei 6 anni (vedi qui).

I calcoli che dal 1386 a.C. si possono fare giungendo al 945 a.C., anno in cui si gettano le fondamenta del tempio, li abbiamo espressi ieri, ma li riassumeremo dicendo che i 945 a.C. si raggiunge, partendo dal 1386 a.C. dopo un ciclo lungo (294 anni) e 21 brevi (7 anni) tanto che ne abbiamo ricavata una formuletta. Eccola

[(945+294) + (7X21)]=1386

dove il 945 a.C. è il termine a quo, mentre il 1386 a.C. ad quem o viceversa.

Ma tutto questo può essere esteso (forse deve) per scoprire che dal 1386 a.C. caduta di Gerico che segna la “vittoria liturgica” si giunge alla “vittoria liturgica” per eccellenza, quella di Cristo sul Golgota dopo

[(294X4)+(7X35)]-1386=35

cioè 4 cicli lunghi e 35 (come il nostro annus crucis) brevi che conducono dal 1386 a.C. al 35 d.C. anno della crocefissione.

Qui la parentesi da aprire è davvero importante, perché quei 7 anni in cui si muove il calendario delle settimane che tiene conto della nuova muta sacerdotale conduce al nuovo sacerdozio di Cristo, non più secondo l’ordine di Levi, ma di Melchisedec e dunque a un sacerdozio eterno (Eb 7,17) .

Ecco allora che dal turno sacerdotale nuovo che abbatte Gerico si giunge al grido sulla croce che effonde Gesù, nuovo Sommo sacerdote “alla maniera di Mechisedec”, abbattendo il “mondo” (il peccato), dando luogo pure lui a una “vittoria liturgica” e a una “liturgia guerriera” che sul Golgota ha il suo campo di battaglia.

Il grido (di vittoria) che accompagna la morte di Cristo (Mt 27,50) è incompreso dai più, ma non a caso perfettamente udito da un centurione, soldato dalle mille battaglie che esclamando: “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio” (Mc 15,39) Gli attribuisce la vittoria, anch’essa liturgica, come a Gerico

Non è una mia forzatura, già un poeta ha colto il grido di vittoria quando scrive

Non ci fu mai una morte come questa

e io ne ho perso ormai il conto…

La sua battaglia non era con la morte.

La morte era sua serva,

non la sua padrona.

Non era un uomo sconfitto…

Sulla croce

la sua battaglia era qualcosa di molto più serio

che le lingue amare dei farisei.

No, la sua era un’altra battaglia…

Alla fine emise un alto grido di vittoria.

Tutti si chiedevano che fosse,

ma io ne so qualcosa di combattimenti e di combattenti.

Riconosco un grido di vittoria,

tra mille.

(F.ToppingAn impossible God)

 

 

Gerico, l’anno della rovina segnato sul calendario

importanteLa caduta di Gerico è quanto mai discussa, se mai è caduta, secondo molti. Alcuni, infatti, affermano che già fosse in rovina, rovinando così il Libro di Giosuè che già aveva il suo bel daffare con “Fermati, o sole”.

Non siamo archeologi, siamo solo blogger e per di più stanchi, perché 479 post di cronologia e ghematria in poco più di quattro anni stancano, ma vogliamo proporre al lettore un capriccio, per la verità molto curioso alla luce non dei nostri studi, ma di quelli degli altri che parlano di “vittoria liturgica” e “liturgia guerriera” a proposito della caduta di Gerico, perchè avvenne al suono di 7 trombe, 7 sacerdoti, 7 giorni e 7 volte poi Gerico, esausta, cadde.

Ci siamo già occupati di Gerico qui e abbiamo visto che la sua ghematria (Ιερικω corretta) conduce al 945 a.C., anno che secondo noi indica il getto delle fondamenta del primo tempio e siamo d’accordo se l’esegesi parla di “vittoria liturgica” “liturgia guerriera”, siamo d’accordo cioè col fatto che la ghematria di Ιερικω  (Gerico) riconduca al tempio, dove quella stessa liturgia aveva la sua sede e i suoi calendari.

Già, i calendari, in particolare uno, quello delle settimane che ci ha impegnato mesi (vedi categoria) per dirci che la sua cadenza unisce molti fatti biblici (storici) importanti che ne seguono, appunto, la cadenza (rinnovo l’invito a consultare almeno questo). E anche stavolta sembra non deluda, perchè noi applicheremo i suoi cicli lunghi (294 anni ciascuno) e brevi (7 anni ciascuno) a quel 945 a.C. che emerge dalla ghematria di  Ιερικω e che segna l’anno delle fondamenta del tempio, fulcro di ogni calendario religioso.

Prima però dobbiamo illustrare la nostra scommessa, affinché la sorpresa sia tale. Dobbiamo premettere che il calcolo relativo al calendario delle settimane applicato al 945 a.C deve necessariamente cadere nell’anno immediatamente precedente la conquista della Palestina, perchè Gerico apre le porte della regione.

Noi sappiamo già quando gli Ebrei la conquistarono, perchè non solo la ghematria (vedi categoria 1384 e 1385 del menu), ma anche i calcoli cronologici ci conducono al 1385 a.C. che segna, secondo noi, la fine dell’esodo, e di conseguenza la conquista della Terra promessa

Dunque Gerico deve cadere e i calendari devono confermare nel e il 1386 a.C. cioè l’anno immediatamente precedente il 1385 a.C. quando tutto è compiuto, cioè esodo e conquista. Bene, non rimane che sommare al 945 a.C. un ciclo lungo (294 anni) e 21 brevi (7 anni), cioè

[(945+294) + (7X21)]=1386

quando quel 1386 a.C. è l’anno cercato e promesso, cioè quello immediatamente precedente la fine dell’esodo e la conquista della Palestina, e  non solo da noi, ma anche da tutti coloro che parlano di “strategia liturgica” e “liturgia guerriera” che non poteva non esplicarsi nel calendario delle settimane di esclusivo appannaggio della classe sacerdotale, quella stessa che ha guidato la conquista al suono delle trombe, gli acuti delle quali hanno fatto centro con precisione millimetrica nelle imponenti mura della città.

Non sappiamo se cadrà la Gerico scientifica che nega la Gerico storica e biblica, di certo pare che quest’ultima cadde con fragore se se la sono segnata sul calendario, delle settimane è vero, ma pur sempre calendario fino a prova contraria.

Ps: prego anche di tenere conto che il calendario delle settimane ha come base di calcolo 7 anni e 7 sono i sacerdoti, 7 trombe, 7 giorni e 7 volte per una ritmica liturgica che a quanto pare fa luce non solo sulla storia, ma anche sulla purità, se i cicli brevi segnati dal calendario (vedi formula sopra) sono 7X21 cioè 7X( 7+7+7) somma che si oppone all’assoluta impurità del 666 apocalittico e bestiale, confermando quel quadro liturgico che solo può accedere al divino, cioè al 777 simbolo di perfezione