Daniele e Davide, la ghematria oscura di una profezia e di un regno

La profezia dei 1290 e 1335 giorni di Dn 12,11-12 è una delle più oscure e anche noi ce ne siamo occupati in questo post dando la nostra versione (non parlo di soluzione). Per inquadrare il post con una cornice adeguata, dobbiamo ricordare ai lettori che Daniele non fu un profeta secondo gli Ebrei e l’esegesi cattolica attuale si è adagiata sul filo giudaico, tant’è che ormai la profezia delle 70 settimane si conclude nel nulla, in Antioco epifane, cioè nel pieno del periodo maccabico, lasciando che i calcoli seguano la logica dell’esegesi, piucchè la propria, per altro indefettibile, come abbiamo dimostrato con quella profezia (70 settimane) stessa in questo post.

Dunque Daniele morto e sepolto agli occhi del profetismo ebraico e cristiano-cattolico, come morte e sepolte sono le sue cifre, quasi un matto che dà i numeri, diciamo in Italia. Ma è così? E’ tutto così chiaro, limpido, tranchant come si dice Oltralpe o qualcuno, cioè coloro che lo vogliono morto, gioca sporco?

Sì perchè mi sono imbattuto in una caso davvero curioso riguardante i 1290 e 1335 giorni profetici, caso che solo il lettore può risolvere se in possesso degli strumenti adeguati, neanche paragonabili ai miei che spesso appartengono al mondo del gratis, cioè quell’universo che si attraversa solo con i piedi di piombo.

Il programma che uso per avere una visione di massima nel calcolo ghematrico è questo. Esso offre molti spunti, sebbene esca dalle linee guida del mio calcolo che si affida, per regola, ai nominativi singolari (rarissimamente plurali) e alla prima persona del presente indicativo per i verbi, tutte cose che non fa il programma, offrendo di tutto e di più.

Tuttavia è buono se in testa hai un valore preciso e lo vuoi scandagliare ghematricamente, come i succitati 1290 e 1335 giorni, di cui offre la ghematria ebraica e greca, ma non in questo caso. In questo caso il programma non conosce lemmi ebraici che corrispondano a 1290 e a 1335 e dire che non sono valori altissimi o bassissimi così da risultare rari o inesistenti.

Non cercate neppure nel web perchè, a un mio, esame pare che nessuno o abbia pensato a una possibile soluzione della profezia riposta nel valore ghematrico secco (1290 e 1335); o, anche coloro che magari ci hanno pensato, si sono imbattuti in un assoluto silenzio, senza pensare che fosse frutto non del caso, ma della complicità ed essa è reato.

Torniamo a chiederci come mai tutto l’intero Antico Testamento ebraico non conosca la ghematria di lemmi corrispondente a 1290  e 1335. Possibile che cifre così importanti tanto da essere oggetto di una fondamentale profezia siano sconosciute al programma? o il programma nasconde la mano perchè complice?

Sì poichè un altro caso, per altro denunciato dal blog, si è verificato con un anno assolutamente importante, forse più importante del 1290 e del 1335 se con tale anno e cifra non solo si ricostruisce l’intera cronologia di 1-2 Re, cioè il 989, il 989 a.C. del primo anno di regno di Davide, come segniamo noi con esattezza; ma anche si fa luce su Apocalisse.

Anche in questo caso il programma non conosce un lemma ebraico dal valore di 989, quando mi pare assolutamente impossibile e un vero peccato che Davide re a Gerusalemme non sia considerato dalla ghematria ebraica. Come non è considerato dalla ghematria greca di quello stesso programma il 419, cifra e anno che riconduce nientemeno, calcolate voi stessi, alla ghematria di Δαυίδ nientemeno, quindi, che Davide, e dire che il calcolo di Δαυίδ è così semplice che lo si fa a mente!

Insomma un calembour di stranezze che colpiscono punti fondamentali della cronologia e della profezia, tanto che ti verrebbe la voglia di invitare chi può a procurarsi un programma serio e metterlo alla prova con i “valori oscuri”, in primis 1290 e 1335; poi 989 e a insistere 419.

Chissà che non ne vengano fuori delle belle, come nel caso di ἡρπάσθη (ἁρπάζω, rapire) che solo casualmente e per ostinazione ne ho cercato il valore ghematrico che è 989, quando il versetto di Apocalisse (12,5) che lo usa ci parla proprio del figlio della donna, novello Davide, rapito dalle fauci del drago e destinato a un grande regno il cui scettro grava sulle nazioni.

Ecco un bel rebus numerico per trascorrere una serata diversa, in compagnia, qualora emerga la verità, di Daniele e di Davide, gente allegra e tiratardi, insomma amiconi, ve lo garantisco.