La diletta città di Saul

Diversi post si concentrano su “Sion, città di Davide” (vedi categoria regni assoluti) ma essendo argomento nuovo è ovvio che di volta in volta si arricchisca completandosi. Affronteremo di nuovo l’argomento, allora, ma da una visuale più alta cronologicamente, coinvolgendo anche Saul, che fa parte della monarchia essendone un regnante.

Le sue vicissitudini con Davide e lo splendore del suo regno lo hanno messo un po’ in ombra, ma rimane a tutti gli effetti un re di Sion, come vedremo. Infatti diremo subito che solo con lui la monarchia si compone di 46 re, se contiamo anche quelli d’Israele, quando il 46 è numero così importante (vedi tavola in calce) che non solo apre in fondo il Vangelo di Giovanni con i versetti 2,19-20 in cui si ha il primo vero scontro con i Farisei, ma disciplina l’intera cronologia del secondo tempio, se per costruirlo, sempre seguendo Gv 2,20, sono occorsi 46 anni e con tutto ciò siamo certi che quel 46 che emerge dall’elenco di tutti i regni compresi in 1-2Re non è casuale, come non sono casuali tutte le altre occorrenze del numero. Già questa è una prima nota sull’importanza d’includere Saul fra i regnanti in Sion, ma ce ne sono diverse altre che consigliano di farlo, come vedremo.

Già in passato, infatti, ci siamo occupati della data di nascita di Saul, fissandola ghematricamente, è vero, ma senza uscire dalle note anagrafiche bibliche  e storiografiche (vedi wiki che come noi indica 1082 a.C.) che ci dicono che iniziò a regnare a 30 anni (1Sam 13,1, Nuova Riveduta) e lo fece per 40 (At 13,21).

La ghematria ci è stata d’aiuto perchè indica per πόλις ἀγαπάω (τὴν πόλιν τὴν ἠγαπημένην, “città diletta”, Ap 20,9) un valore di 1082 e noi, che abbiamo incluso Saul tra i regnanti, lo consideriamo conferma del suo anno di nascita anche su indicazione dei 70 già calcolati (30 di età 40 di regno=70).

Adesso procederemo togliendo 30 anni al 1082 a.C., anno di nascita, per ottenere l’anno di accesso al trono di Saul che fu il 1052 a.C.; poi toglieremo 40 anni di regno e otterremo il 1012 a.C. senza però al momento sapere cosa accadde seguendo il ragionamento, ma facendo notare che questa è la datazione di Galil per il primo anno di regno di Davide.

Infatti bisogna andare con la memoria alla ghematria di ἀρνίων (agnello che ci parla di Davide re pastore) per comprendere che quel 1012/1011 a.C. che emerge dal valore ghematrico segna l’anno in cui Davide quattordicenne uccise Golia (all’episodio abbiamo dedicato anche un post sul salmo 151) quando 14 è la ghematria di דוד (Davide).

Inoltre quel 1025 a.C. come suo anno di nascita (1011+14=1025) lo abbiamo calcolato anche in altri due modi:

il primo, sommando la nota di 2Sam 5,4 che lo vuole re nel 995 a Ebron all’età di 30 anni (995+30=1025)

il secondo, dalle generazioni matteane che si sviluppano dal 15 a.C. per 980 anni (28 generazioni di 35 anni) sommate ai 30 anni che lo vedono unto re a Ebron (995+30=1025)

Grazie a questi due conti si giunge, ricorrendo alla ghematria di ἀρνίων, al 1012 a.C. anno che vede sia Davide quattordicenne, sia Saul spodestato con l’uccisione di Golia, fatto che lo unge re, perchè se “Saul ne ha uccisi mille, Davide ne ha uccisi diecimila” (1Sam 29,5).

Ricapitolando abbiamo che

1082 a.C. nasce Saul

1052 Saul è unto re

1012 a.C. Davide uccide Golia e ne prende il trono, sebben nell’immaginario collettivo

995 a.C. davide regna a Ebron

989 a.C. Davide regna a Gerusalemme fino al 949 a.C.

Questo ci dice che Saul non è avvolto nel mistero, ma ha un’anagrafe e un regno ben precisi tutte cose che ben si prestano a inserirlo tra i monarchi con le carte in regola. Ovvio che alla luce di tutto ciò Sion (Gerusalemme) cambi la propria skyline monarchica che infatti diviene

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Come si può notare adesso essa comprende anche Saul (solo con il biennio torbido di Is Baal si raggiungono i 46 regnanti, per questo lo abbiamo inserito) che noi abbiamo inserito nel regno unitario, ma potrebbe benissimo far parte a sè nella storia della monarchia. In ogni caso con lui la classificazione dei regni di Giuda cambia aspetto e numero (46 regni tra Giuda e Israele) e forse contenuti, consegnandoci una Sion ancora più articolata, che è sempre Gerusalemme, ma veramente costringe a chiedersi quale Gerusalemme coesistendone, in un unico periodo storico, quello monarchico, forse addirittura 5 tutte diverse, se Saul costituisse un capitolo a sè.

Concludiamo dicendo che forse non è il caso che vuole all’interno della dinastia dei Re sia la πόλις ἀγαπάω (città diletta, 1082 a.C.), sia πόλις Δαυιδ (città di Davide, 615 a.C.), distinzione che potrebbe anche non esistere nella sostanza (cronologicamente è un altro discorso) se si trattasse di un’identità, ma forse dà invece luogo a un’ulteriore distinguo se la seconda segna i regni che si succedono da Manasse fino a Sedecia, quelli che abbiamo visto far emergere il quadro profetico di Apocalisse e i re che lì si contano per venire a capo della bimillenaria questione di Babilonia e i suoi 7 re.

Ps: segue un riassunto delle occorrenze del numero 46, fondamentale anche questa volta perchè ci ha consigliato l’introduzione di Saul nella monarchia.

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Il salmo 151, una fama meritata. La biografia di Davide alla luce di un apocrifo

golia

Nel post precedente abbiamo riferito del nostro imbarazzo circa il Davide “giovinetto” di 1Sam 3,8 e 17,56. Questo perchè anche la grammatica è incerta proponendo il lemma sia come aggettivo, sia come sostantivo, sta di fatto che rientra nell’incerta età dell’adolescenza, se lo si vuole collocare nel tempo.

Tuttavia in questo caso si deve essere precisi, perchè in quell’età Davide ne combina di tutti colori:  fu unto re da Samuele e uccise Golia, senza sapere noi se il primo fatto costituisca il movente, tra l’altro, ma certi che son tutte cose di non poco conto che ne fanno fin da giovane uno fuori dal comune.

In un primo post avevamo ventilato l’ipotesi che fossero gli anni, anzi, l’anno (1011 a.C.) in cui uccise Golia, salvo poi ieri ricrederci e ipotizzare l’unzione a re per mano di Samuele. Adesso crediamo di aver fatta la nostra scelta indicando l’uccisione di Golia.

Prima di entrare nel merito crediamo opportuno ripercorrere la biografia di Davide tracciata dal blog, affinché il lettore possa orientarsi in una vita così turbolenta in cui anche i salmi ci mettono del loro, come vedremo.

Davide nasce a Betlemme, secondo Luca, e nel 1025 a.C. secondo noi. Questa data l’abbiamo ricavata dai calcoli, in particolare dalle generazioni matteane, 28 per la precisione (da Gesù a Babilonia e da Babilonia a Davide), di 35 anni per un totale, se sommate, di 980 anni a cui si aggiunge il 15 a.C., anno di nascita di Gesù e termine a quo, per ottenere il 995 a.C. come anno della sua accessione al trono in Ebron.  Poi, seguendo Sam 5,4, aggiungiamo i 30 anni della sua età al momento dell’incoronazione e otteniamo il 1025 a.C. anno di nascita.

Ciò ci permette di spiegare due cose

  1. L’anno di accesso al trono in Ebron, cioè l’anno che la genealogia matteana considera, la quale non ha solo una valenza genealogica ma anche e più importante cronologica
  2. All’anno della sua nascita si deve aggiungere un elemento fondamentale: fu anno sabbatico, prova ne è che se sommiamo (1025+32) e lo dividiamo per 7 otteniamo 151, cioè il multiplo di 7 che indica l’anno sabbatico. Vi prego di notare che abbiamo utilizzato il termine quasi fisso nei nostri calcoli sabbatici e giubilari: il 32 d.C. che fu entrambe le cose e segna l’inizio del ministero pubblico di Gesù, ministero che nel prosieguo del post ci sarà utilissimo.

Adesso, quindi, non rimane che considerare il 989 a.C. che segna l’accesso al trono in Gerusalemme, secondo noi, che per sommi capi descriveremo, certi che il lettore ne avrà già abbastanza di quest’anno.

Esso nasce, infatti, dal notissimo ricalcolo delle generazioni matteane tra l’esilio e Davide, ferme su 490 anni,  perchè quella somma nasce da 14 generazioni di 35 anni. Noi però abbiamo verificato storicamente, ma alla luce di 1-2Re e 1-2 Cronache, il calcolo di Matteo e riconsiderato tutti quanti i regni di Giuda sommandone la durata, calcolata non secondo quanto riporta il deuteronomista, ma seguendo la scaletta dinastica che lui stesso propone prima dei calcoli stessi.

Questo ha comportato un lavoro lungo perchè i regni di Giuda per buona parte sono sincronizzati con Israele, per cui per conoscere l’anno di accesso al trono in Giuda del re X bisogna conoscere, spesso ma non sempre perchè il sincronismo è anche su Giuda, l’anno di accesso al trono in Israele del re Y.

Fatto sta che ci siamo riusciti e abbiamo scoperto che la somma, ovviando alla sovrastruttura delle co-reggenze, che tutto è fuorché necessaria, è di 484 anni e 6 mesi per cui, facendo fermo il 505 a.C. come anno dell’esilio, abbiamo che l’anno di accesso al trono di Gerusalemme cade nel 989 a.C. (505+484=989) che infatti è a 6-7 anni di distanza dal 995 a.C., quando 2Sam 5,5 indicherebbe 7 anni e 6 mesi di durata per il regno in Ebron e dunque cifra altamente compatibile.

Non è il caso di proporre tutti calcoli possibili con quel 989 a.C. a riprova della sua efficacia in termini di cronologia biblica, basta accennare al fatto che disciplina l’erezione del tempio, avvenuta nel quarto anno di Salomone, cioè nel 945 a.C.

Purtroppo adesso, nonostante la vita di Davide sia ricca di spunti romanzeschi, rimane da occuparci solo della sua morte che avvenne nel 949 a.C. cioè l’anno di accesso al trono di Salomone, figlio e successore.

Ricapitolando:

nasce a Betlemme nel 1025 a.C.

Adolescente è unto re da Samuele e uccide Golia

accede al trono in Ebron nel 995 a.C.

mentre a Gerusalemme nel 989 a.C.

infine muore nel 949 a.C.

Ecco la biografia di Davide che manca nel panorama degli studi se i rabbini stessi ti dicono – non altro di certo- che regna “attorno al 1000 a.C.” datazione alquanto dubbia sia per la mente di colui che parla sia del suo interlocutore.

Bene, adesso non rimane che riprendere il filo interrotto e rientrare in post ricordando che ci stiamo occupando del fatto che vogliamo conoscere cosa il Davide “giovinetto” abbia combinato di più importante, se cioè è stato unto re o ha ucciso Golia.

Dicevamo che il suo anno di nascita fu sabbatico e il termine per il suo calcolo è il 32 d.C. che lo collega a Gesù, cioè all’inizio del suo ministero pubblico e infatti noi vogliamo sapere se anche Davide divenne personaggio pubblico da “giovinetto”, cioè quattordicenne se, come abbiamo visto ieri, la ghematria di ἀρνίων (agnello che ricorda il re pastore) è 1011 e riconduce al 1011 a.C. che lo consegna a un’anagrafe di 14 anni se nato nel 1025 a.C.

Dal 1025 a.C. al 32 d.C. passano 151 anni sabbatici, perchè (1025+32):7=151 e questo conduce a una questione ancora aperta stando ai Salmi, perchè il salmo 151 scompare da tutte le principali edizioni bibliche, tanto che poche sono le chiese che ne riconoscono la canonicità.

Tuttavia il salmo (per la sua lettura apri link sopra), apocrifo  o meno, è di Davide e riporta un titolo che è un programma cioè Quando Davide combattè (uccise) Golia dicendoci che il fatto eclatante della sua giovinezza fu proprio quello legato alle sue gesta contro il gigante.

Infatti la critica si è prodigata nel commento dell’ultimo capoverso tanto da non attribuirglielo, capoverso che inizia con Inizio della fama di Davide che come vedremo era in realtà azzeccatissimo e forse proprio per questo è stato tolto.

Vero è, però, che anche l’unzione da parte di Samuele fu importante, ma fu una cerimonia familiare, mentre l’uccisione di Golia catturò l’immaginario della gente che lo elesse re, mentre Samuele lo aveva  invece “solo” unto tale e in famiglia.

Ecco allora perchè abbiamo considerato importante il termine del 32 d.C. per i calcoli perchè se Davide con l’uccisione di Golia divenne personaggio pubblico, cioè accese l miccia della sua fama, altrettanto fece Gesù nel 32 d.C. con il battesimo sul Giordano.

Quel 151 che emerge dal calcolo sabbatico, allora, fa luce certamente sulla vita di Davide, ma dal titolo del salmo 151 stesso, cioè Quando Davide combattè (uccise) Golia, si deduce che l’uccisione di Golia fu l’impresa più  eroica della sua giovinezza, quella che lo ha consegnato all’immaginario collettivo biblico che infatti recita

Non è costui quel Davide a cui cantavano tra le danze:
«Saul ha ucciso i suoi mille
e Davide i suoi diecimila?». (1Sam 29,5)

dando luogo, come recita il capoverso censurato, “alla sua fama”.

Fra le due ipotesi del Davide quattordicenne che lo vedrebbero sia unto re, sia eroe è da preferirsi quindi, in termini di fama, la seconda non solo perchè emergente da un calcolo sabbatico basato sul suo anno di nascita, ma anche perchè un salmo specifico fa luce sulle sue gesta ed è il 151, come 151 indica il calendario sabbatico, salmo che molti vorrebbero apocrifo, ma è di primaria importanza, tanto che la sua esclusione getta una cattiva luce su qualsiasi edizione che non lo contenga, pure se fosse Textus Receptus, come il Lenigrandesis che annovera tra i suoi eroi un Ciro, mai esistito, escludendo però Davide con l’assenza del salmo 151.  Forse per questo la datazione del Lenigradensis è il 1008, perchè 1008 è ghematria di Ἀρμαγεδδών (armagheddon) cioè impresa da eroi, i quali nella Bibbia non si chiamano Ciro, ma Davide.

Apocalisse, una Scrittura emergente

te deumDa sempre l’incipit di un’opera conquista il lettore, tanto che, assieme al titolo, sono le prime righe di un libro a farne la fortuna, spesso. Apocalisse in questo non si discosta dalla lezione e anch’essa apre con un incipit maestoso che riporteremo in greco proprio per questo

Ἀποκάλυψις Ἰησοῦ Χριστοῦ

Leggiamo, allora, “Rivelazione di Gesù Cristo” e allo stile piano, dimesso, di basso profilo si sostituisce, grazie alla ghematria, un osanna, osanna che solo la ghematria poteva intonare perchè cantato con la voce di Dio.

Infatti già abbiamo visto che Αποχάλυψς (Apocalisse) ha un valore di 1 888; poi abbiamo visto che Ἰησοῦσ ha un valore di 888 per cui non rimane che Χριστός il cui valore non è, come nei lemmi precedenti, consegnato dalla Tradizione, ma “tradito” da essa.

Infatti il lemma non si scrive con il tau, ma con il teta cambiando radicalmente valore ghematrico e per questo assunto in un contesto di altissimo profilo cronologico, perchè collima alla perfezione con il calcolo delle 14 generazione matteane, le quali, come sappiamo, dimostrano la discendenza davidica.

Il valore ghematrico di Χρισθός, infatti, è 995 che se inserito in un calendario diviene il 995 a.C., l’esatto valore cronologico che avremmo se sommassimo le due tranches di 490 anni ricavabili da Mt 1,17 sommate a loro volta al termine a quo di quel calcolo, cioè il 15 a.C. , anno di nascita di Gesù (980 + 15 = 995).

Ecco quindi il Cristo figlio di Davide, cioè l’Unto (“Cristo” significa Unto) che come Davide fu Unto re nel 995 a.C. a Hebron, così Cristo fu unto re (nacque re) nel 15 a.C. a Betlemme, dove non a caso giunsero “i re dell’oriente” i Magi (Ap 16,12, ma anche e più Mt 2,2). Questo comporta una revisione della cronologia davidica fin qui conosciuta che suddivide i 40 anni di regno con 7 a Hebron e 33 a Gerusalemme, quando è più corretto scrivere 40 a Gerusalemme e 6/ 7 Hebron per un totale di 46/47 anni di regno totali.

Da notare che così calcolati quei 46/47 anni di regno son identici a quelli occorsi per la dedicazione del secondo tempio, come riporta Gv 2,20-21, e dunque coincidenti con l’età di Gesù all’inizio del Suo ministero di 3 anni e mezzo.

Tutto questo crediamo risolva il gap storico tra il calcolo delle generazioni matteane  che condurrebbero al 995 a.C. e  l’effettiva durata del regno di Giuda, cioè 484 anni e mesi, finora reso incomprensibile dalla mancanza di elementi certi di calcolo, come quelli esposti, cioè l’unzione a re nel 995 a.C. a Hebron, e il regno gerosolomitano (989 a.C.) non considerato da Matteo.

Quel 995 a.C. aggiunge anche altre note importantissime, quali quella dell’età di Davide se 2Sam 5,5 ci informa che Davide fu unto re a 30 anni. Da ciò si può desumere l’anno di nascita semplicemente sommando a 995  30 anni e ottenere 1025 a.C. come anno di nascita.

Tale data si presta alla conoscenza di un altro caposaldo davidico stando all’anagrafe perchè la ghematria di ἀρνίων (agnello, con la omega) è 1011, cioè il 1011 a.C. (perchè Galil conosce questa data? Come mai coincide con il suo primo anno d regno a Gerusalemme, cioè il 1011/1010 a.C.?) che segna un Davide quattordicenne quando 14 è la ghematria ebraica del nome proprio di Davide e 14 sono le generazione davidiche contate da Matteo.

Inoltre chi conosce il blog sa che noi diamo molta importanza ai versetti, alla loro numerazione che va ben oltre la funzione di dare ordine al testo, nascondendo in realtà e spesso preziose note cronologiche (vedi categoria del menù). Il capitolo che contiene il versetto 14 è il 17 del Primo libro di Samuele, per cui a noi viene spontaneo pensare che quel versetto 14,  alla luce di quanto appena scritto, ci parli di un Davide ancora giovane per dirci, grazie al versetto, l’età precisa di Davide quando sconfigge Golia: 14 anni, divenendo agli occhi della popolazione personaggio pubblico, da semplice pastorello.

Da ultimo l’età complessiva di Davide alla morte se la sua vita finì con l’ultimo anno di regno, cioè il 949 a.C. secondo la nostra cronologia. Se egli nacque nel 1025 a.C. e morì nel 949 a.C. la sua esistenza ammontò a 76 anni che noi, per capriccio, divideremo per il numero che più lo rappresenta, il 14 delle sue generazioni e della sua ghematria, per ottenere 5,5 il quale, riportato nel calendario sacro (quello pre-esilico), coincide con il quinto mese, il mese di ab/av, quello stesso che abbiamo individuato per la nascita di Gesù, stringendo ancora in maniera più forte l’identità tra Davide e Cristo, tanto da farci pensare che oltre alla discendenza ricorre pure un legame parentale di fratellanza, due omozigoti anagrafici, oltre che simbolici (5,5 si compone di due 5: l’uno il mese, l’altro il giorno come per Gesù?).

Da tutto questo non solo si deduce un legame fortissimo tra il Cristo e Davide, pure egli Cristo nella misura che Χρισθός significa “unto”, ma si deduce anche il senso dell’apertura che abbiamo data al post: un incipit di basso profilo stando alla lettera, ma un Te Deum altissimo stando alla ghematria.

Infatti quel Χρισθός apre a una teologia altissima che solo la ghematria poteva rivelare, come siamo certi l’abbia rivelata, ma prima della sistematica falsificazione dei lemmi. Tale incipit, se ben conservato, avrebbe conquistato tutti i lettori facendo di Apocalisse un best seller, ma coloro che hanno avuto per secoli il patrocinio delle Scritture lo hanno stravolto affinchè il Te Deum iniziale fosse oscurato da una prosa scarabocchiata e senza valore, degna -e lo posso dire perchè lo sono- di uno “scrittore emergente”.