Il giudaismo del primo e secondo tempio, quando la storia è perfetta simmetria

tempioA fronte di un silenzio assoluto, il sacerdozio di Jotam/Amaria stupisce per la sua importanza, tanto che viene da chiedersi se non sia da considerare sullo stesso piano del silenzio che circonda il sommo sacerdozio alla nascita di Gesù, tant’è che non troviamo casuale l’equipararsi di Lui a quella stessa porta che costituisce il leitmotiv dell’intero “pontificato” e regno di Amaria e Jotam.

Parlavamo dell’importanza di quegli anni e di quegli uomini e in effetti i calcoli lasciano presagire grandi cose riservate al futuro, a noi, noi che cerchiamo sempre l’ordine nella storia e talvolta lo imponiamo sbagliato.

Pur non sapendo di preciso (sarebbe sufficiente un breve ricerca nel web) quando il giudaismo del primo e del secondo tempo nasca e si estingua secondo l’opinione degli studiosi, vogliamo dire noi qualcosa in merito, alla luce dei post precedenti che hanno fatta la chiarezza necessaria.

Abbiamo visto che con il 668 a.C. il tempio assurge a icona di un tempo. La costruzione della porta superiore del tempio non cambia solo l’architettura ma il “tempo”, consacrando gli anni a venire come quelli del massimo splendore, lo splendore del giudaismo tutto  e forse per questo Gesù, paragonandosi alla porta in Gv 10, lì si colloca.

Ecco allora che quel 668 a.C. segna l’inizio del giudaismo pre-esilico che sappiamo si conclude nel 515 a.C., dopo che Jehozadak è costretto all’esilio e viene momentaneamente sostituito da Giosuè, che morirà a Babilonia, quindi è ragionevole pensare che fu tra gli esiliati del 505 a.C. o 586 a.C. degli studiosi.

Questo fu il giudaismo del primo tempio ed ebbe una durata di 153 anni come del resto indica non solo la differenza tra 668 a.C. e 515 a.C., ma anche e più la ghematria greca di quell’insolito Amaria che accompagna Jotam in una passeggiata nei pressi della porta superiore, come la fece Gesù d’inverno.

Viene da chiedersi subito, allora, quando sia iniziato il giudaismo del secondo tempio e la soluzione apparirebbe facile alla luce di quel 515 a.C., ma il calcolo che ne verrebbe fuori, ricorrendo a quegli stessi 153 anni immaginando una simmetria, non condurrebbe a nulla, per cui la soluzione è altrove, in particolare nel considerare il secondo esilio, quello del 318 a.C. che chiude i cerchio anche in un ottica sabbatico-giubilare, quella stessa che si è aperta con il 668 a.C., anch’esso sabbatico e giubilare.

Se sommiamo al 318 a.C. i 153 anni del primo giudaismo otteniamo 471, il 471 a.C. come primo anno di regno di Artaserse come da sempre noi indichiamo. L’ascesa al potere di Artaserse fu un fatto che cambiò radicalmente le sorti degli Ebrei, perchè di lì a poco (464 a.C. o settimo anno di regno di quel re) essi avrebbero ricevuta l’autorizzazione a riedificare il tempio, tant’è che Esdra e i sacerdoti in quell’anno rientrarono da un esilio (Esd 7,7) che stava per finire, per finire cioè i 40 anni previsti da Ezechiele 4,6.

Ecco perchè i 153 anni sommati al 318 a.C. ci conducono non solo al primo anno di regno di Artaserse, ma anche all’inizio del giudaismo del secondo tempio in una data sinora sconosciuta, ma che è emersa laddove più di ogni altro si aveva a cuore il tempio e la sua sacralità: una lista di sommi sacerdoti che certamente conosceva -e conosce- la sua stessa storia.

Il giudaismo del secondo tempio non nasce dall’evidenza (515 a.C.), ma dalla storia profonda, quella cioè attesa e profetica, perchè il tempio gerosolomitano è esso stesso attesa e profezia. Fu il 471 a.C. che segnò la fine dell’una e l’avverarsi dell’altra e non un 515 a.C. che appare al confronto semplicistico, quasi brutale. La questione tocca le corde profonde di Israele, quelle che fanno diretta presa sul cuore (il tempio): è con lo stetoscopio che se ne odono i battiti, non con l’orecchio. Si tratta insomma di musica sacra, non profana.

Non sappiamo se le nostre conclusioni possano essere condivise, di certo quel 153 emerge da ogni poro biblico e guizza, come quei 153 grossi pesci della pesca miracolosa, di continuo tra le nostre mani, datando nientemeno che la storia del tempio tutta, aperta in anno sabbatico e giubilare (668 a.C.) e conclusasi in altrettanto anno sabbatico e giubilare (318 a.C.) e suddivisa in tranches eguali (153 anni) a riprova che non si tratta di una storia qualsiasi, certamente non di un 515 a.C. matematico.

 

Arsenico e vecchi serpenti

arsenicoIl primo anno di regno di Artaserse è un anno fondamentale all’interno della cronologia biblica descritta dal blog. In questo post potrete sincerarvi grazie alla breve sintesi, offerta perchè altrimenti il discorso nella sua interezza sarebbe estremamente lungo coinvolgendo non solo il primo e secondo tempio, ma anche la ricostruzione delle mura di Gerusalemme, nonchè la profezia delle 70 settimane di Daniele, giusto per citare i sommi capi.

Se noi fossimo stati attratti dalla datazione che offre la cronologia ufficiale, tutto quanto sopra sarebbe stato impossibile, perchè quel 465 a.C. scardina qualsiasi ordine cronologico biblico. Infatti sin dagli albori della nostra ricerca ci siamo imbattuti in quell’anno e quando, molti anni or sono, decidemmo di mettere alla prova il primo abbozzo di ricerca giungemmo a un passo dal gettare tutto nel cestino a causa di quel 465 a.C. che faceva saltare tutto.

Fu la casuale lettura di un’antologia di liceo, nientemeno, che salvò tutto il lavoro leggendo in quelle pagine che Temistocle scrisse ad Artaserse l’anno che fu ostracizzato, cioè il 472/471 a.C. Quella data permise tutto un altro percorso cronologico, nato per scommessa risultata poi vincente, come dimostra il blog.

Adesso non rimane che chiedersi come sia possibile che gli studiosi siano passati sopra a quella lettera, archiviata come un errore di destinatario, perchè la si giustifica dicendo e scrivendo che in realtà Temistocle, considerato un genio dai contemporanei, non sapesse a chi stava scrivendo.

Se voi doveste scrivere a un personaggio di rilevo internazionale, scrivereste con un indirizzo a casaccio che tanto fa lo stesso? Eppure questa assoluta mancanza di riguardo si è attribuita a Temistocle, anzi, nientemeno che a Temistocle!

Così la cronologia ufficiale ha potuto sdoganare il suo 465 a.C. che tranne i testimoni di Geova tutti adottano, sebbene faccia a pezzi l’intero corpus cronologico biblico, gettandolo fuori asse.

Riteniamo il tutto così altamente falso che con certezza scriviamo circa la violenza che lo ha imposto, assieme ad altri capisaldi cronologici ufficiali, alla cronologia tutta. Una violenza mirata a distruggere le premesse stesse della cronologia biblica altrimenti alternativa a quella ufficiale che, proprio perchè menzogna, voleva gioco facile.

E cos’è più facile del veleno per sbarazzarsi degli avversari? Inodore, incolore e insapore: arsenico! Quello stesso che compare nel greco come αρσενικος e che guardacaso ha lo stesso valore della legittima data del primo anno di regno di Artaserse: 472.

La difesa della menzogna, quindi, passa attraverso una storia che somministra veleno ai suoi obiettori: il veleno della calunnia, della diffamazione e dell’ingiuria sistematica, affinchè il poveretto desista o muoia. Un veleno che obbliga certamente a interrompere la carriera (a me questo è successo) se non addirittura i corsi universitari, ma che non lesina dosi neppure agli studenti qualora si avvicinino alla verità, a Nicodemo (Gv 3,1) come vedremo.

Qualcuno potrebbe giudicare il tutto eccessivo, ma ricordo che il 465 a.C. fa parte di una cronologia che ha nel 586 a.C. il suo vertice, quando Gerusalemme crollò sotto l’assedio di Nabucodonosor. Quel 586 è ghematria di οφις (serpente) e questo, alla luce di quanto sopra, non può essere considerato un caso, perchè l’arma del serpente, anche in natura, è quasi sempre il veleno mortale.

Dopo tutto ciò potete vedere all’opera quel serpente che caccia le sue vittime all’interno delle università, dove è semplicemente impossibile non essere vessati qualora la verità faccia capolino.. Il serpente e il suo veleno si aggirano anche certamente nella storia, mietendo vittime fino a che qualcuno non gli schiacci la maledetta testa e tutti possano dedicarsi alla verità, come Nicodemo, cercatore di verità nella notte del mondo, confermato anche dal fatto che la ghematria di Νικοδημος è appunto e non a caso 472, il 472/471 a.C. primo anno di regno di Artaserse, la prima vittima dell’arsenico versato nella coppa della sua e nostra storia.