Le luci di un tramonto

tramontoCi siamo già occupati della cronologia del Libro dei giudici e abbiamo ricavato una tavola che non è sbagliata, nel  senso che non è perfettamente esatta. Infatti, nata da due estremi di cui siamo sicuri (1422 a.C.-1012 a.C.), essa conta quei 410 anni che anche wiki riporta come unico calcolo possibile con le informazioni che la Bibbia ci passa.

Tuttavia la nostra tabella giunge al 1442 a.C. segnando, quindi, 20 anni di più rispetto al 1422 a.C. indicato e abbiamo segnalato il problema in un post successivo a quello che nasceva con lo scopo di tracciare il periodo dei Giudici. Ecco perché adesso parliamo di una tabella non esatta, perché in fondo non è neppure sbagliata.

Non è sbagliata poiché abbiamo a che fare non con un inizio fluido, ma con una fine, una fine che anche nei suoi personaggi è di difficile interpretazione e questo, ovvio, si riflette sui calcoli.

Negli ultimi anni dei Giudici confluiscono elementi fortemente eterogenei perché lì si concentra il passato (Giudici); il presente (Saul) e il futuro (Davide). Essi si contendono la storia e questo genera un periodo anche cronologicamente torbido e di difficile catalogazione.

Non è allora il 1032 a.C. il termine a quo su cui iniziare la cronologia dei Giudici; non è il 1032 a.C. che vede Saul re; non è, in una parola, il 1032 a.C. che segna il confine, ma il 1012 a.C. quando cioè secondo noi Davide spodesta Saul nel cuore della gente, sebbene non divenga re (lo farà nel 995 a.C. a Ebron, per poi dare inizio alla sua dinastia nel 989 a.C. a Gerusalemme).

Dunque quei 410 anni che, stando alla Bibbia, si possono calcolare dal Libro dei giudici hanno inizio lì in un processo a ritroso, mentre il naturale “verso” storico segnerebbe il 1422 a.C. come inizio, quando abbiamo scritto che Israele riceve il Decalogo; i codici di giustizia e istituisce le corti.

Così facendo diviene esatta la cronologia del libro in questione e dal 1422 a.C. si giunge al 1012 a.C. dopo esattamente 410 anni e la Bibbia è affidabile. Ma lo sarebbe anche se noi immaginassimo Saul linea di confine di quel periodo, perché la sua ghematria ebraica parla da sola, stando a ben due programmi che indicano la ghematria semplice del nome proprio come 410.

Saul, allora, diviene il confine tra il passato dei giudici e il futuro della monarchia, un passato che egli scrive con il proprio nome (קִישׁ) che è identico, nel suo valore ghematrico, al periodo storico in cui i Giudici hanno governato anche seguendo wiki.

Non è il primo caso in cui la ghematria di un nome proprio si presta a una lettura cronologica. Anzi, proprio in relazione al periodo che stiamo trattando, c’è un illustre precedente che è Mosè la cui ghematria ebraica non fa altro che confermare l’imbarazzo di quei 20 anni che hanno aperto il post, confermando i torbidi cronologici e storici del periodo.

Infatti מְנַשֶּׁה (Mosè) avrebbe una ghematria di 395 (in questo post abbiamo ipotizzato una variante che conduca a un valore di 390 perché Giudici 18,30 è molto controverso) a fronte di una ghematria di קִישׁ (Saul) di 410 e questo ci fa dire che se ne videro delle belle al tramonto dei Giudici, tanto che i due protagonisti (Mosè la cui Legge ha caratterizzato il periodo; Saul ultima espressione della stessa) offrono due cifre esatte che evidentemente vorrebbero dettare i tempi del tramonto dei giudici che, come per qualsiasi avvenimento storico, non è avvenuto dall’oggi al domani, ma attraverso fasi conflittuali.

Personalmente riteniamo, alla luce della sua ghematria, che Saul concluda definitivamente il periodo, ma non conosciamo con esattezza il ruolo dei 390/395 anni che emergono da Mosè. Forse saranno studi successivi, più particolareggiati, a far luce su un tramonto.