La cronologia del Salvatore

L’argomento del post richiederebbe una trattazione diversa da quella che gli daremo, cioè la brevità sebbene l’argomento verta sulla profezia delle 70 settimane, forse la profezia di gran lunga più “chiacchierata”. Ecco, sì “chiacchierata” per questo noi ci affideremo ai numeri, i quali hanno la bontà di essere di per se stessi evidenti.

Conosciuta come la profezia messianica per eccellenza, la profezia delle 70 settimane è tuttavia quella del Salvatore perché così consiglia la lettura ghematrica di σωτηρία (salvezza) come vedremo. Prima, però. È bene ricordare che questo blog ha saputo dare senso compiuto alla profezia, individuando quei tre anni e mezzo che segnano il suo compimento profetico e storico.

Infatti quel 39 d.C. che segna la perfetta metà dell’ultima settimana, iniziata nel 35 d.C., anno della crocefissione, pone la statua di Caligola nel tempio e per di più in anno sabbatico secondo i nostri calcoli, votando un intero popolo all’insurrezione, quando è nella profezia stessa che leggiamo l’avverarsi di quel fatto (storico) alla metà esatta della settimana.

Solo se bene compresa l’importanza di quel 39 d.C. è possibile ricostruire la cronologia che da esso prende le mosse e giunge sino a Giacobbe, cioè al 1905 a.C. segnando le tappe intermedie seguendo sistematicamente intervalli di 486 anni, quando 486 è la ghematria greca di “Padre, Figlio e “roccia” quella stessa su cui Gesù invita a edificare sia la fede che la nostra ricerca.

Tale cronologia, dicevamo, prende le mosse dal 39 d.C. e individua di 486 anni in 486 anni:

447 a.C.: fine dell’esilio babilonese ed emanazione della parola sul rientro a Gerusalemme

933 a.C.: fine dei lavori alla reggia di Salomone

1419 a.C.: sesto anno dell’Esodo; anno precedente il giubileo del 1418 a.C. e valore ghematrico come vedremo.

1905 a.C.: nascita di Giacobbe (simbolicamente la schiavitù egiziana).

Sebbene le relazioni e i significati di questa cronologia siano molti e da scoprire, noi concentreremo lo sguardo sul 1419 a.C. perché 1419 è la ghematria di σωτηρία (salvezza) svelando un aspetto ancora nascosto della profezia delle 70 settimane, capace d’inserirsi in una cronologia ancora più lunga e complessa, tanto che forse non è appropriato definirla messianica, quanto della salvezza o, meglio, del salvatore.

Infatti tale profezia non prende le mosse solo dall’emanazione della parola sul rientro, perché trova il suo senso compiuto nella storia profonda d’Israele, quella cioè che ci parla di e da Caligola fino a Giacobbe. Assolutamente sconosciuta, la “cronologia del Salvatore” si svela solo se si aprono i cieli profetici di Daniele nella loro interezza, cioè dalla prima all’ultima e fondamentale settimana, e solo se la storia è rimasta disciplina e non fiction.

Tutto questo se da una parte dà la misura della sua profondità, dà anche la misura del sacrilegio compiuto sì da Caligola, ma ancor più da coloro che negano il ruolo salvifico (messianico) non solo della profezia (i conti per come li si propone non tornano in alcun modo!), ma anche la storicità di Daniele che non a caso, ma per sacrilegio (in caso contrario dovremmo tacciarli di assoluta ignoranza scritturale) non considerano Daniele profeta, quando mi pare semplicemente evidente l’esatto contrario.

La cronologia del Salvatore, quindi, che vede ai suoi estremi la santità e l’abominio, Giacobbe e Caligola posti l’uno di fronte all’altro da un profeta che si vorrebbe “morto” quando, stando alle Scritture si era solo addormentato.

Ps: ho scritto offline e infatti Gmail non segnala “articolo modificato” subito dopo la mia pubblicazione come faceva da molto tempo.

Questo può significare due cose dopo il grido di allarme lanciato nei due post precedenti e pubblicati oggi:

1 WordPress, su mia odierna segnalazione, ha fatto il suo dovere e gliene va a merito

2 Oppure stavolta li ho fregati, dimostrando a tutti che il blog e i suoi contenuti erano sistematicamente violati e copiati.

Da Caligola a Giacobbe

Le condizioni di mio padre, ricoverato per un gravissimo ictus, mi obbligano a un post sommario che fornirà solo le linee guida, certo che coloro che mi seguono sapranno trarre le conclusioni e individuare le relazioni.

486 anni abbiamo visto che sono, assieme a 480 e 490 anni, un preciso metro biblico. Inoltre 486 è la ghematria greca di “Padre”, “Figlio” e “roccia” quella su cui Gesù invita a edificare.

Tale arco di tempo costituisce in più occasioni una tranche di una cronologia lunga, vale a dire che esiste una metrica biblica che si compone di 486 anni la quale individua sempre fatti o personaggi di assoluto rilievo nella storia d’Israele.

Anche nel caso che sto per proporre accade questo. Infatti se assumiamo come termine a quo quel 39 d.C., individuato nel post precedente e che segna l’ingresso della statua di Caligola nel tempio allo scoccare della metà dell’ultima settimana delle 70 di Daniele, e scalando di 486 anni cadiamo nel 447 a.C. anno che secondo noi coincide con la fine dell’esilio babilonese.

Proseguendo con il calcolo e sommando altri 486 anni otteniamo il 933 a.C., cioè l’anno della fine dei lavori alla reggia di Salomone; e ancora, se sommiamo altri 486 anni otteniamo il 1419 a.C. che sarebbe il sesto anno dall’esodo. Uso il condizionale perché non so darne ragione, nel senso che a prima vista è un anno anonimo, anche se sono quasi certo che 1419 è un valore ghematrico importante che ho incontrato.

L’ultima tranche somma altri 486 anni otteniamo 1905 a.C che segna l’ingresso di Giacobbe in Egitto secondo noi, facendo così coincidere il calcolo generazionale di Matteo con il calcolo su esposto. Infatti Giacobbe si colloca alla 54 esima generazione nella lista di Matteo per cui, se una generazione conta 35 anni, essa copre un arco di tempo di 1890 anni che si sommano alla data di nascita di Gesù per ottenere il 1905 a.C.

Come si può facilmente comprendere, le tranches di 486 anni, pur partendo da un termine già noto, cioè il 39 d.C., disegnano una cronologia nuova la cui importanza e le relazioni sono ancora da scoprire, sebbene già i numeri abbiano detto molto

Da Giacobbe a Gesù: dalla schiavitù alla proclamazione della libertà (1905 a.C.-32 d.C.)

sinagogaIl Seder Olam rabbath e 1Re 6,1 offrono la possibilità di costruire un preciso percorso cronologico che parte dall’ingresso di Giacobbe in Egitto e giunge sino al 32 d.C., anno che segna l’inizio del ministero pubblico di Gesù che proclama la libertà agli schiavi (Lc 4,18-19), tanto che è possibile riassumerlo nella tabella seguente.

1905 a.C. Giacobbe entra in Egitto -480 anni
1425 a.C. Esodo -480 anni indicati da 1Re 6,1 tra l’esodo e il primo tempio
945 a.C. Si gettano le fondamenta del tempio salomonico -480 anni indicati dal Seder Olam Rabbath
465 a.C. VII° anno di regno di Artaserse. Rientra Esdra. Iniziano i lavori per il II° tempio -46 anni indicati da Gv 2,20 per i lavori
418/9 a.C. Dedicazione e anno giubilare -9 cicli giubilari (450 anni)
32 d.C. Inizio del ministero pubblico. Anno giubilare e

In teoria, come possiamo vedere nella tabella,la metrica dei 480 anni sembra si perda nell’anno 465 a.C., perchè ad esso si devono togliere i 46 anni di Giovanni 2,20 e poi calcolare secondo il ciclo giubilare per giungere al 32 d.C., anch’esso giubilare.

Tuttavia a un esame più attento non sfugge che il metro dei 480 anni è  applicabile anche a quel periodo, perchè permette di calcolare da Dn 9,25 e l’anno della proclamazione della parola sul rientro a Gerusalemme, contenuta nella profezia delle 70 settimane, fino al 32 d.C. anno d’inizio del ministero pubblico di Gesù.

Di per sè il conto sarebbe estremamente semplice, perchè si tratta solo di togliere 480 anni al 448 a.C. e ottenere il 32 d.C. Così facendo, però, rimarrebbe da spiegare quel 448 a.C. che segna la fine dell’esilio babilonese e la proclamazione della parola.

Non è che sia da spiegare quello che questo blog ha da sempre scritto, cioè che la fine dell’esilio è ben lungi dall’essere avvenuta nel 537 a.C., ma solo spiegare di nuovo -infatti lo abbiamo già fatto altre volte- come mai la fine dell’esilio può essere datata o nel 447 a.C. o nel 448 a.C., affinchè tutto sia più chiaro per il lettore.

L’intera questione prende le mosse dalla diversa datazione che Geremia e Daniele danno del primo anno di regno di Nabucodonosor: l’uno (Dn 1,1) considera il primo anno di regno sincronizzato con il terzo di Ioiakim; l’altro (Ger 25,1)nel quarto. Cosicchè , datando noi il primo anno di regno di Ioiakim nel 527 a.C. abbiamo un primo anno di regno di Nabucodonosor o nel 524 a.C (Daniele); o nel 523 a.C. (Geremia).

La questione non si esaurisce qui, perchè investe tutti gli interventi di Nabucodonosor contro Gerusalemme, uno dei quali è veramente importante, perchè segna l’inizio dell’esilio di 70 anni descritto in 2Re 24,13 in cui il deuteronomista scrive chiaramente che si compì la parola del signore circa la cattività babilonese.

Tale anno coincise con il settimo anno di regno Nabucodonosor (Ger 52,28), per cui può essere, considerando l’anno dell’assedio e non della caduta, che avvenne un anno dopo, o il 518 a.C. (calcolo Daniele); o il 517 a.C. (calcolo Geremia). Dipendentemente dalla scelta, la quale coinvolge il nostro ambito di ricerca perchè la prima data conduce al Cristo; la seconda al Gesù storico, la fine dell’esilio può cadere o nel 448 a.C. o nel 447 a.C. ed ecco spiegata la ragione della necessaria datazione doppia.

Compreso questo, capirete anche che la metrica dei 480 anni, che ha disegnata una cronologia che parte dall’ingresso di Giacobbe in Egitto, non si perde nel V° secolo avanti Cristo, ma cambia solo il termine a quo che diviene il 448 a.C., cioè la fine dell’esilio, la quale proclama la libertà agli schiavi, come farà Gesù nel 32 d.C. leggendo Isaia 61 nella sinagoga di Nazaret (Lc 4,18-19), stabilendo così un parallelo tra i fatti accaduti nel 448 a.C. e quelli accaduti nel 32 d.C. grazie ad un unico metro: 480 anni che colmano il vuoto (apparente) tra il V° secolo a.C. e il 32 d.C.

Concludo proponendo la tabella finale che riassume l’intera cronologia ricavabile considerando 480 come misura aurea che dalla schiavitù egiziana giunge a Gesù.

 

 

 

1905 a.C. Giacobbe entra in Egitto -480 anni
1425 a.C. esodo -480 anni indicati da 1Re 6,1 tra l’esodo e il primo tempio
945 a.C. Si gettano le fondamenta del tempio salomonico -480 anni indicati dal Seder Olam Rabbath
V° secolo avanti Cristo. 448 a.C. fine dell’esilio babilonese -480 anni
32 d.C. Inizio del ministero pubblico.  Proclamazione della libertà agli schiavi con la lettura d’Isaia 61 a Nazaret