Da Amaria a Melchisedek: il giudaismo dalle origini a Cristo seguendo una ricostruzione cronologica

MelchisedekNei post che attingono alla lista dei sommi sacerdoti ebrei c’è un punto che potrebbe dar adito a dubbi, sebbene il post che stiamo scrivendo si caratterizzi per una chiarezza estrema delle cifre, cioè delle date, sviluppandosi secondo quella misura aurea che crediamo di aver fatta affiorare dalle pieghe della cronologia biblica.

Quel punto controverso è la durata dell’esilio che noi sempre abbiamo indicata secondo o i calcoli di Daniele che fa riferimento a Geremia, cioè 70 anni; o a Ezechiele che ci parla espressamente di 40 anni.

Questo ci dice che la fine dell’esilio compone il rientro il quale non fu di massa, ma avvenne secondo cronologie e classi sociali diverse, componendo un quadro quanto mai articolato di cui noi non abbiamo un punto di riferimento nelle fonti, perchè abbiamo escluso Ciro da ogni responsabilità.

La questione, quindi, diviene molto complessa e meriterebbe uno studio ad hoc, mentre noi siamo alle prese con un grande affresco biblico che necessariamente deve considerare i singoli capitoli come oggetto di studio solo in un secondo momento, quando cioè la cornice e i grandi personaggi sono già al centro della scena.

Tuttavia ci sono dettagli che non possono essere ignorati, come quei 44 anni che segnano l’esilio stando ai nostri calcoli ispirati dalla lista dei sacerdoti ebrei. Infatti a fronte di un 515 a.C. che segna la deportazione Jehozadak abbiamo scritto che la fine dell’esilio, esilio che essa rappresenta avvenne nel 471 a.C., cioè con l’ascesa al trono di Artaserse.

Questo comporta che il vuoto sacerdotale dovuto all’esilio, cioè l’interruzione del culto gerosolomitano, sia di 44 anni, per cui non giustificabile in un esilio di 40, tanto meno di 70 anni.

Ma lo abbiamo scritto in apertura: la fine dell’esilio e il rientro conseguente si compongono nel tempo e nelle classi sociali per cui quei 40 anni previsti potrebbero avere un inizio e una fine diversa a seconda di coloro che ne beneficiarono.

E’ così allora che Ezechiele, il sacerdote Ezechiele ( Ez 1,2), potrebbe aver considerato un inizio e una fine dell’esilio anche attraverso una tempistica diversa che facesse riferimento al tempio e coloro al quale erano legati.

La prima visione del sacerdote Ezechiele noi la facciamo risalire al 511 a.C., cioè al quinto anno di deportazione di Joachin per cui se togliamo 40 anni cadiamo in un esatto 471 a.C. e quello è l’anno in cui confluiscono i 153 anni del giudaismo del secondo tempio calcolati dal 318 a.C. che segna la sua fine.

Ecco allora limati quei 4 anni di scarto che avrebbero potuto minare un percorso cronologico che partiva dal 668 a.C., sabbatico e giubilare, e si concludeva in altrettanto anno sabbatico e giubilare (318 a.C.) seguendo una cadenza fissa: 153 anni, salvo l’interruzione quarantennale dovuto all’esilio.

Siamo certi che quanto sopra non esaurisce l’argomento apportando solo un’ipotesi, forse valida, come vedremo, tuttavia quello che segue credo dimostri da solo che quei 153 anni sono una misura aurea che si colloca nel giudaismo tutto disciplinandolo. Coloro che ne sono degli esperti forse la considereranno, perchè veramente cela sorprese. Adesso ricapitoliamo un attimo:

668 a.C. nasce il giudaismo del primo tempio

515 a.C. deportazione di Jehozadak finisce il giudaismo del primo tempio

511 a.C., quinto anno di deportazione Joaichin, prima visione di Ezechiele: iniziano i 40 anni di esilio

471 a.C., primo anno di regno di Artaserse, l’esilio previsto dal sacerdote Ezechiele finisce: inizia il giudaismo del secondo tempio

318 a.C., ha termine il giudaismo del secondo tempio

Questa è la scaletta che i post dedicati alla lista dei sommi sacerdoti ebrei ha suggerito rispettando i tempi (40 anni su una visione del 511 a.C.) del sacerdote Ezechiele, e non a caso sacerdote perchè trattandosi di una lista di sacerdoti chi altri poteva esserne così partecipe da disegnare una cronologia sacerdotale che facesse direttamente riferimento al tempio?

Da quel 318 a.C. si sviluppa però anche una cronologia che conduce al 12 a.C., passando per un 165 a.C. che vide la purificazione del tempio dopo la profanazione da antiochea (Chanukkà, Festa delle luci). Infatti:

318 a.C.-153 anni=165 a.C.

165 a.C.-153=12 a.C.

Certamente importante il 165 a.C. come fase intermedia, ma ancor più importante fu il 12 a.C. perchè secondo la nostra cronologia e le osservazioni (non astronomiche, ma cronologiche) di Kokkinos il 12 a.C. passò Halley sopra Gerusalemme, cioè quella stella cometa di cui ci parlano i sinottici.

E’ da quell’anno che è possibile ricavare la nascita di Gesù, perchè il 12 a.C. è dato astronomico a cui si aggiunge la nota sinottica che riporta la strage degli innocenti, cioè la strage dei bambini da due anni in giù e quindi nati tra il 14 e il 15 a.C. e per questo noi abbiamo fatto del 15 a.C. l’anno di nascita di Cristo.

Nel 12 a.C. giungono i Magi “per adorarLo” avendo avuta la certezza della Sua nascita, quindi quel 12 a.C. che emerge da una cronologia sacerdotale fa di Gesù un sommo sacerdote perfettamente inserito non solo in un contesto scritturale ma anche cronologico che prende le mosse dal 668 a.C. e giunge, salva la parentesi esilica quarantennale, nel 12 a.C. seguendo tranches di 153 anni esatti.

Non a caso ciò crediamo risolva l’enigma bimillenario posto da Gv 21,11 quando l’apostolo incomprensibilmente enumera il pescato, 153 grossi pesci, (Gv 21,11): quel 153 fa direttamente riferimento a Gesù sommo sacerdote perchè era

stato proclamato da Dio sommo sacerdote alla maniera di Melchìsedek. (Eb 5,10)

Non è assolutamente casuale che la lista del sacerdozio ebraico enuclei una cronologia propria, perchè “propria” è la natura del soggetto che poco ha da spartire con le altre cronologie che si ramificano certamente da uno stesso ceppo, ma hanno vita propria come in fondo testimonia il versetto stesso citato che richiama direttamente quanto da noi scritto a proposito della prima visione di Ezechiele nel 511 a.C.

Gesù nuovo Melchisedek è in Eb 5.10, mentre la visione, quella stessa che ha giustificato lo scarto dei 4 anni e che ha dato le mosse a tutto quanto il post, del 511 a.C. che in una datazione doppia fu il 511/510 a.C. cioè 5,10, Ebrei 5,10.

Abbiamo già incontrati casi di identità tra versetto e cronologia (vedi anche qui) quando, ad esempio, abbiamo affrontato la porta superiore del tempio, la cui costruzione è riportata in 2Re 15,35, con un’anagrafe di Gesù, che ad essa si equipara, la quale mostra un 15 a.C. come nascita e un 35 a.C. come morte, per cui il caso di Eb 5,10 ci conferma ancora di più sia dell’estrema delicatezza del tessuto biblico fin nei suoi minuti particolari (i versetti); sia che quanto scritto in aperture circa la possibilità di un rientro dall’esilio che si compone nel tempo e nelle classi è sostenibile, tanto da credere che quel 511 a.C. che s’inserisce in una cronologia sommo sacerdotale che dal 668 a.C. giunge al 12 a.C. passi, appunto, per un 511 a.C. che non rappresentò l’esilio per come lo conosciamo, ma l’interruzione di un filo liturgico lungo 656 anni anni se consideriamo il 12 a.C. (adorazione dei Magi); 700 il 32 d.C. (inizio del ministero pubblico di Gesù), quando quest’ultima data dà origine a una cifra di tutto rispetto (700) che, multiplo di 7, indica la perfezione e infatti, almeno a me pare, la cronologia sacerdotale appena descritta lo è perfetta avendo pure l’avallo di un versetto importantissimo Eb 5,10, cioè niente meno che di Mechisedek, in persona.

PROSPETTO RIASSUNTIVO

668 a.C. nasce il giudaismo del primo tempio

515 a.C. deportazione di Jehozadak finisce il giudaismo del primo tempio

511 a.C., quinto anno di deportazione Joaichin, prima visione di Ezechiele: iniziano i 40 anni di esilio

471 a.C., primo anno di regno di Artaserse, l’esilio previsto dal sacerdote Ezechiele finisce: inizia il giudaismo del secondo tempio

318 a.C., ha termine il giudaismo del secondo tempio

165 a.C., purificazione del tempio, Festa delle luci

12 a.C., cometa di Halley, adorazione dei Magi