Profetismo e falso profetismo, la disfida del Monte Carmelo

mount-carmel-_-monte-carmelo-_-israelTornando di nuovo sul libro di J.L. Ska Antico testamento. Introduzione ed. kindle c’è ancora una questione che l’autore solleva e con lui, crediamo, tutta l’ecumene che avrà affrontato lo stesso quesito biblico.

Si tratta del passo in cui Acab convoca tutti i profeti per avere consiglio sul muovere guerra o meno (1Re 22). a tal prprosito Ska scrive che

il re consulta i suoi profeti, quattrocento in tutto. Ogni tanto si legge che questi erano profeti di Baal. Non è detto però che siano identici ai profeti di Baal che appaiono nella scena del sacrificio del Monte Carmelo e che erano quattrocentocinquanta (1Re 18,22)

Dunque la questione che si solleva e se la scena sia la stessa descritta nel Ciclo di Elia, anche se in ogni caso il testo parla di falsi profeti.

Vedremo che il testo, usando la chiave ghematrica, riserva delle sorprese e diviene intellegibile nelle sue linee profonde che tratteggiano la stessa identica scena se il lettore accetterà un lemma che il web non propone e che io, oramai stanco di studi liceali, non so rendere energico alla lettura attestandone l’esistenza.

Tuttavia, dopo una breve ma attenta riflessione, mi sono deciso a proporre il post perchè davvero curioso quanto esso offre, curioso fino a tal punto che, se un grecista venisse in mio soccorso, diverrebbe sorprendente. Il lettore mi segua, per favore, senza muovere obiezioni affrettate.

Noi scriveremo χαρμελο il Monte Carmelo e come ho detto non è attestato da nessuna parte se si consulta il web. Il valore ghematrico del lemma è 846 che noi ridurremo a un calendario facendone lo 846 a.C. primo anno di regno di Giosafat (847/846 a.C. in una necessaria ottica di datazione doppia), secondo la nostra cronologia dei Re che ormai è ventennale e dunque ben distante dalla genesi di questo post.

Abbiamo già trovata una relazione importante tra la lettura ghematrica e un regno che non è uno qualsiasi ma quello di Giosafat, cioè di colui che assieme ad Acab vuole muovere guerra. Insomma è il re del contesto descritto dal passo in questione.

Avendo riscritto il lemma quasi italianizzandolo, ma senza stravolgerne la comprensibilità nè, in fondo, l’ortografia, tanto che la fonetica è rimasta intatta, appare davvero curioso che dalla ghematria emerga proprio Giosafat se l’interrogativo di partenza era concentrato sul fatto se quei falsi profeti convocati da Acab fossero gli stessi del Monte Carmelo, monte la cui ghematria conduce a Giosafat, dicendoci sin da subito, la ghematria, che sì, erano proprio loro.

Il lettore potrebbe imputare tutto al caso, ma non solo, sorridere pure di quel χαρμελο che non sta nè in cielo, nè in terra, nè sul monte, appunto, Carmelo, ma a tutto ciò si aggiunge -e lo dico io per primo quasi incredulo- 2Pt 2,17 passo che descrive minuziosamente i falsi profeti come

Costoro sono come sorgenti senz’acqua e come nuvole agitate dalla tempesta, e a loro è riservata l’oscurità delle tenebre. (CEI 2008)

Pietro per descrivere quella “oscurità delle tenebre” usa la locuzione

ὁ ζόφος τοῦ σκότους 

quando quel ζόφος (oscurità) ha un valore ghematrico di 847, quello stesso che abbiamo incontrato per χαρμελο chiudendo un cerchio ghematrico all’altezza del valore cronologico dello stesso che segnava lo 847/846 a.C. come primo anno di regno di Giosafat, uno dei due re coinvolti nel consiglio chiesto ai quattrocento falsi profeti che appaiono essere gli stessi del Ciclo di Elia e forse , ma ne sono certo, per questo il deuteronomista propone la stessa identica scena, perchè identica lo fu, a meno che quella combinazione di elementi ghematrici e cronologici s’inseriscano in due contesti (1Re 22 e 2Pt 2,17) per puro caso, caso che accetta il colpo di fucile che raggiunge la luna, ma non può arrivare fare quattro centri contemporaneamente (ghematria di χαρμελο e di ζόφος,  1Re 22 e 2Pt 2,17 ) sul Monte Carmelo.

Concludo qui questo strano intarsio ghematrico e cronologico mai fuori contesto che ci parla di molti falsi profeti immancabilmente contro uno solo, il quale ben si guarda dal dire “Molti nemici, molto  onore” perchè avrebbe contro, ahilui, pure la politica.

Una Bibbia senza misericordia

Post velocissimo ma dai contenuti profondissimi che altri, se vorranno, potranno sviscerare. Esso, il post, ha un unico scopo, quindi: aggiungere alla lista dei lemmi falsificati un altro caso, per altro eclatante, perchè l’opera di contraffazione del Testamento greco non ha avuta “misericordia”.

Infatti ἔλεος come compare nel testo greco delle Scritture non ha nessuna rilevanza ghematrica, mentre se noi “immaginiamo” un ἔλεως esso assume una rilevanza importantissima, perchè il valore ghematrico è 846, quando 847/846 a.C. segna l’anno di inizio del regno di Giosafat, re della valle del giudizio: La valle di Giosafat che tutti conoscono.

Sin dal significato di “Giosafat” tutto si rivela, perchè Giosafat significa “Dio giudica” e il suo giudizio è “misericordia” attributo di Dio. Quindi non a caso la ghematria di ἔλεως coincide con il primo anno di regno di Giosafat, perchè il regno di Dio si caratterizzerà certamente per la misericordia, quella stessa che coloro che hanno contraffatto il testo biblico non hanno avuta e per questo andranno incontro alla giustizia, valle non più di Giosaft, ma  Vallis lacrimarum.