Mandateli in bianco

Chi può affermare che nella Scrittura non ci siano angoli pittoreschi che nessuno ha mai visitato? Non è forse questa la meta più ambita di chi ha fatto mille viaggi? Poter raccontare di essere stato il primo a giungere in un remoto spazio del mondo non è forse un primato?

Certo, lo è, come lo è scoprire che la Bibbia cela ancora spazi inesplorati a cui si giunge per mulattiere, quelle, però, del pensiero che tanto è folle da meravigliarsi lui stesso e per primo del panorama che si staglia ai suoi occhi.

E dire che del 666 anticristico si è detto tutto, tanto che abbiamo detto anche noi, ma adesso ne seguiamo lo sviluppo matematico per multipli, non prima, brevemente, di aver ricordato che Apocalisse conosce tre bestie sostanzialmente:

Il serpente antico, cioè satana

La bestia che sale dal mare

e il falso profeta

Da questo si può dedurre una progressione matematica per multipli, perché la bestia segna il celeberrimo 666 mediano, per cui satana è 333 e il falso profeta è 999, non a caso 666 rovesciando i numeri.

Del 666 sappiamo già molto, grazie ad altri e, permettetemi, anche a me, mentre di quel 333 sappiamo nulla, ma a noi è venuta voglia di scriverlo non in greco, come al solito, quanto in ebraico e ne è venuto fuori, grazie alla ghematria che vuole, leggendo da destra verso sinistra שלג,

ש = 300

ל = 30

ג = 3

Questo lemma ( שלג), ben si presta a una traduzione letterale con qualsiasi programma (abbiamo usato due traduttori online e il risultato non è cambiato), tanto che noi citiamo solo Google e il suo traduttore e ne è venuto fuori “neve”.

Sin dalle prime ci ha colpito quella neve, perché noi siamo quelli che gridano allo scandalo di Natale piucché al film, poiché troviamo assurdo e falso celebrarlo nel mese di dicembre al 25, quando anche le condizioni meteo di Betlemme in quel periodo sono date per particolarmente avverse, per cui quella neve fiocca a fagiolo su quel 333 di שלג che diviene 333 d.C. quando la chiesa afferma si sia, per questo da sempre o secondo Tradizione, fissato il Natale con la dedica della Basilica di Betlemme nel 25 dicembre del 332 (la cronologia di Leonardo riporta la stessa notizia per l’anno 333 d.C., però).

Ecco allora che la lettura ghematrica di שלג che segna il 333 di satana si associa alla traduzione di un lemma che ha come significato “neve”, il quale a sua volta, con quella neve, si affianca alla Basilica di Betlemme del 332/333 d.C. in cui nasce, nel 25 dicembre, il bianco Natale, per dirci che per forza ha nevicato: è sparata bella grossa col cannone: quello di satana o serpente antico che dir si voglia, perché in realtà è il 10 agosto Natale.