Il regno di Giuda tra Nochè e l’esilio: 484 anni perduti?

Avevamo promesso in questo post che saremmo tornati ad occuparci della genealogia lucana perchè considerata in buona parte ancora inesplorata essendosi fermati alla sola funzione genealogica (wiki stesso lamenta l’impossibilità di calcoli attendibili).

E quelli noi offriremo, sebbene ancora incapaci di trarre le conclusioni, ma lo abbiamo scritto che tutto è in fase di studio, uno studio che credevamo concluso con Matteo e i 490 anni che introducono alla “chiave di davide” (κλείς Δαυίδ) se calcolata ghematricamente.

Sappiamo che l’anno di nascita di Nochè fu il 2863 A.M e ad esso abbiamo tolto 888 anni per ottenere l’anno di nascita di Abramo il 1975 a.C., ferma alla cinquantaseiesima generazione lucana.

Adesso siamo curiosi di conoscere quanti anni passino tra Abramo e Davide, cioè tra il 1975 a.C. e il 989 a.C. che coincide con la ventottesima generazione matteana (in realtà seguendo lo schema e i calcoli generazionali sarebbe il 995 a.C., ma noi abbiamo ricalcolato tutti i Re per conoscere la durata effettiva del regno di Giuda che è 484 e 6 mesi, segnando quindi un chiaro 989 a.C. partendo dal 505 a.C. anno dell’esilio).

La differenza tra 1975 a.C. e il 989 a.C. segna 986 anni e qui bisogna fare un primo appunto, forse interessante, perchè le generazioni tra Abramo e Davide, considerando anche il ramo materno, sono 17 che se si divide per 986 anni dà cifra tonda, cioè 58 anni e questo c’incuriosisce perchè potrebbe non trattarsi di una coincidenza, ma introdurci in una scala generazionale che da Nochè è andata via via diminuendo segnando:

  1. Per il periodo Nochè-Abramo (2863 A.M.-1975) 888 anni diviso le dodici generazioni che intercorrono dà che ogni generazione segna 74 anni esatti.
  2. Per il periodo Abramo-Davide (1975 a.C.-989 a.C.) 986 anni segna ciascuna generazione di 58 anni esatti.
  3. Per il periodo Davide-Babilonia (989 a.C.-505 a.C.) 484 anni che ci obbligano a un’approssimazione spiegata sopra che dipende dal nostro riconteggio sulla durata effettivamente storica del regno di Giuda. In ogni caso sono le generazioni di 35 anni che conducono da Cristo all’esilio e di lì a Davide, la “chiave di Davide” ghematricamente.

La parte interessante sono i 58 anni per ogni generazione segnati dal periodo Abramo-Davide la cui esattezza, assieme a quella del periodo Nochè-Abramo che segna un secco 74 anni, potrebbe celare spunti interessanti ma al momento sconosciuti.

Adesso che abbiamo impostato il problema e che abbiamo i totali (ben attenti: gli 888 anni li abbiamo ipotizzati dalla ghematria greca di Gesù e ciò, lo abbiamo visto qui, ha dato buoni risultati), li sommeremo per ottenere 2364 anni tra Nochè e l’esilio babilonese per conoscere se collimano con il calcolo secco tra Nochè e l’esilio (2863 A.M-505 a.C.), cosa che non avviene ma secondo noi potrebbe avere un senso. Infatti:

888 + 986 + 490 = 2364 a fronte di un Anno Mundi che data la nascita di Nochè al 2863 generando uno scarto di 484 anni che non ci è ignoto, perchè segna la durata del regno di Giuda secondo i nostri calcoli. Tra l’altro quel 484 anni è l’approssimazione per difetto perchè non considera, sottraendoli, i 6 mesi di scarto che dovrebbero essere aggiunti alla durata totale del regno di Giuda.

Noi sappiamo che quei 6 mesi non sono innocui perchè aprono a tutta una cronologia particolare che dall’esilio (ma ben più in là vedi qui) giunge alla dedicazione del secondo tempio, passando per il 465 a.C. anno, tracciato seguendo Ez 4,6 e i suoi 40 anni di esilio dal 505 a.C., in cui si gettano le fondamenta del secondo tempio e numero che richiama la ghematria di Ναζαρέτ (Nazaret) e Ἱεροσάλημα (Gerusalemme). Tale periodo si conclude 46 anni dopo stando a G 2,20-21 cioè nel 419 a.C. che è la ghematria di Δαυίδ con quel 419.

Alla luce di tutto questo quel 484 anni di scarto tra la differenza del calcolo generazionale e l’anno di nascita di Nochè e il primo anno di regno di davide (989 a.C.) introducono in un contesto d’alto profilo in cui anche la ghematria ha un ruolo importante, perchè sia Gerusalemme, sia Nazaret e sia Davide non sono termini qualsiasi ma s’innestano nel profondo del tessuto scritturale, senza contare che segnano al contempo una delle due tempistiche previste per il tempio: quella che si conclude nel 419 a.C. come anno della dedicazione o quella che si conclude nel 418 a.C. storicamente il sesto anno di Dario secondo, però.

Lo abbiamo scritto in apertura: non siamo in grado di  tirare delle conclusioni, ma solo di fornire ipotesi di lavoro, tra l’altro tutte da verificare. Ci salva che l’argomento e il suo approccio sono nuovi e ben lontani ancora da facili soluzioni. Di certo tutto ciò apre un varco in una cronologia lucana che non si esaurisce in una lista genealogica, ma promette ben di più, almeno sulle prime.

Questione di mesi, forse anni

menorahAbbiamo già affrontato il capitolo 11 di Apocalisse dimostrando, almeno credo, che la lettura ghematrica apre cunicoli nella Scrittura, i quali portano laddove la scienza non potrebbe assolutamente addentrarsi perchè terreno dell’ispirazione piucchè del ragionamento.

Invito caldamente a rileggere questo post affinchè si possa avere il quadro d’insieme per comprendere non tanto la complessità dell’argomento, quanto la sua infinita varietà di temi che ha davvero del sorprendente, come vedrete.

Per questo, prima ancora di offrirne una sintesi del post precedentemente dedicato all’argomento, credo sia opportuno, affinchè il lettore entri nella giusta atmosfera, che dei “due olivi” e dei “due condelabri la Scrittura se ne occupa in due passi usando in entrambi i casi lo stesso lemma λυχνία (candelabro).

Ma non solo, se Zaccaria 4,11 li cita, è in Apocalisse 11,4 che di nuovo li ritroviamo e coloro dallo spirito attento avranno già capito che lo stesso identico contenuto lo troviamo in due libri diversi, ma dalla stessa numerazione, se Zac 4,11 si compone delle stesse cifre, sebbene lette a rovescio, di Ap 11,4. E già questo è davvero sorprendente e assolutamente non casuale, offrendo quei versetti gli stessi identici personaggi.

Ma c’è di più, vorrei dire molto di più anche se mi sento di tacere una parte del discorso che potrebbe in qualche maniera inficiare la solidità del resto. Mi prometto, però, di affrontarla quanto prima, quando anch’essa non sarebbe giudicata come mera speculazione.

Quel di più promesso s’inserisce nella visione dei due olivi e dei due candelabri perchè riguarda la cronologia della visione datata da Zaccaria nel secondo anno, undicesimo mese (Zac 1,7) che vedremo essere stata vittima di una falsificazione che verosimilmente ha minato l’intero impianto cronologico del Libro di Zaccaria.

Partiamo col dire che noi daremo una lettura ghematrica di λυχνία che è 511 il quale se ridotto a un calendario, fu il 511 a.C. che si colloca laddove deve, cioè nel regno di Dario I, senza tuttavia centrare quel “secondo anno” che farebbe incrociare alla perfezione il dato ghematrico con lo spunto storico.

E’ solo dopo vari tentativi falliti e in un momento di impossibilità a verificare che mi sono chiesto se quella datazione della visione dicesse il vero e qualora così non fosse c’era una sola spiegazione: non più la regola biblica di un giorno per un anno, ma la menzogna umana di un anno per un mese, cioè a Zaccaria si è fatto scrivere che la visione era dell’undicesimo mese, secondo anno, ma in realtà era il contrario: undicesimo anno, secondo mese.

E’ solo così che quella stessa visione si cala in un contesto preciso e il calcolo ghematrico incrocia alla perfezione il dato storico se λυχνία ghematricamente conduce al 511 a.C. e al’undicesimo anno di regno di Dario I, cioè allo stesso 511 a.C. che si deve assolutamente datare anche come, in un ottica di datazione doppia, il quarto/quinto anno di regno di Sedecia, stando alla nostra cronologia dei Re, quando si ebbe lo scontro (Ger 28,1-17) tra il falso profetismo (Anania) e il vero profetismo (Geremia).

Uno scontro che ha certamente partorito il falso cronologico di cui stiamo parlando, cioè la regola dis-umana del mese per un anno che ha stravolto Zaccaria inventando, nel caso specifico, una cronologia, in quello universale una storia che fa capo alla truffa totale di Ciro.

Potremmo addirittura pensare che Ger 28,1 non prevedesse “anno quarto, mese quinto” ma viceversa e allora il nodo cronologico sarebbe sciolto senza il ricorso alla datazione doppia.

E’ proprio questo secondo contesto che costituisce la prova dell’evidente falsificazione cronologica di Zaccaria, perchè apparirebbe impossibile che un calcolo ghematrico rintracci precisamente re e regno in un anno specifico e questo si cali in un’altra cronologia, quella biblica, con altrettanta perfezione.

Viene da chiedersi, allora, quanto di cronologicamente falso ci sia nel Libro di Zaccaria che conta tre datazioni le quali riportano il mese e l’anno, ma siamo autorizzati ormai a pensare che l’uno sia l’altro e viceversa, stravolgendo l’intera cronologia dei contenuti e delle visioni.

Tornando all’invito iniziale di rileggere questo post, ricordo che la ghematria è stata alla base della lettura di σάκκος (sacco) che conduce al 318 a.C. segnante forse l’ultima tappa del vero profetismo simboleggiato dai due candelabri per l’occasione vestiti di sacco.

E’ stato a quel 318 a.C. che abbiamo sommato i loro 1260 giorni/anni di predicazione (Ap 11,3) e ottenuto, considerando il triennale pubblico ludibrio (Ap 11,9), con estrema precisione l’anno di entrata in vigore (1581) del calendario gregoriano che ha uniformato il globo alla sua legge.

Crediamo, allora, che non solo abbia uniformata una cronologia secolare, ma pure quella biblica, stravolgendo l’universale biblico di un giorno=un anno, con il diabolico un mese=un anno, come testimonia Zaccaria.

L’ho scritto: c’è altro che ruota attorno alla figura enigmatica (fino a quanto e fino a quando?) dei due candelabri e dei due olivi, ma invito il lettore ad approfondire la questione messa sul tavolo perchè è per puro caso che mi sono imbattuto nell’identica  nota cronologica che offre Apocalisse 11,4 e Zac 4,11 e voi fareste molto di più e meglio affidandovi a un nuovo studio dopo queste concise linee guida.