Eric the Red

Buongiorno Professor Fomenko,

le scrivo di nuovo ma non per parlare della mia ricerca, bensì della sua della quale, avendo acquistato 400 anni d’inganni, ho letta l’introduzione, nel senso che sono a conoscenza dei suoi scopi e dei suoi metodi.

Stamattina, aprendo le news, ho appreso che un giovane toscano, toscano come me e della stessa età in cui io mi sono recato a Londra (1989 a 24 anni, quel 989 a.C., tra l’altro, come mio primo anno regno di Davide) è stato ucciso sempre a Londra.

La vita della vittima, per anagrafe e regione di appartenenza, mi ha incuriosito e ho letto altro della vicenda, anche perché (questo forse è il motivo vero) il giovane si chiamava Eric e questo mi ha fatto pensare a Eric il Rosso e a Harry the Red a cui io ho creduto di scrivere più volte.

Per questo motivo ho aperta la pagina web di Eric il Rosso e ne ho letta parzialmente la biografia, venendo a conoscenza che suo figlio introdusse il cristianesimo nell’isola e che Eric morì nel 1010.

Notizie solo in apparenza innocue, perché di mezzo, io, ci ho messo i reali inglesi a cui imputo un Darwin in Westminster che tradisce l’origine cristiana dell’Inghilterra, quell’origine a cui è richiamata nella lettera a lei indirizzata, cioè quella a Sardi in cui si ammonisce a ricordare come si è ricevuta la parola, a ricordare, quindi, la sua origine.

Dunque l’opera del figlio di Eric il Rosso ha, nell’origine, il punto di contatto con l’Inghilterra che fu Sardi e fu cristiana. Ma in quelle news c’è un altro punto di contatto tra i reali inglesi e i Re biblici, se i primi, come corona, sono il capo della Chiesa anglicana.

Sono certo, infatti, che le esclusive scuole inglesi adottino la cronologia di Galil per i Re e allora la morte di Eric fa ulteriore luce, forse anche per Scotland Yard che non sa, magari, che Eric morì nel 1010 d.C., mentre Davide, stando a Galil, inizia a regnare nel 1010 a.C., quasi lanciando un messaggio, forse inquietante.

Adesso, descritta la cornice, vengo a lei nel particolare di una stampa, credo, perché l’immagine che il web offre per Eric il Rosso è questa:

Come può leggere nella didascalia, la stampa è datata 1688 e forse per questo le armi sono “anacronistiche”. Tuttavia si legge chiaro, nella stampa, 986 e dunque ciò che è ritratto risale a quegli anni.

La cosa si potrebbe risolvere in un nulla, ma solo lei, proprio in virtù della sua ricerca, può capire se davvero quelle armi sono anacronistiche o se si tratta di un’altra didascalia completamente infondata, come quella che lessi agli inizi dei miei studi, quando, di fronte al DNA della mia ricerca, mi chiesi se davvero fosse fertile.

Insomma misi alla prova un primo abbozzo d cronologia, esperimento che non ricordo nel dettaglio, ma ben ricorda nella scopo: dovevo ottenere dai calcoli il 471 a.C. come primo anno di regno di Artaserse, affinché il lavoro sino ad allora svolto avesse senso e promettesse frutti.

Invece lessi, avendolo dimenticato, che Artaserse regna, stando alla storiografia attuale, dal 465 a.C. e dunque la lettera che Temistolcle invia a quel re nel 471 a.C. era datata male o che Temistocle, considerato da Plutarco un genio dell’antichità, non sapesse in realtà a chi stava scrivendo, lasciando a lei misurare il grado di follia di quest’affermazione.

Ecco allora che le didascalie, talvolta, sono ricavate da un sapere comune, da un main stream accademico che però, io e lei, sappiamo profondamente sbagliato, in molti casi, come in quello di di Eric che, creandosi un gioco di numeri ambiguo (986/1688) e un altrettanta ambigua divisa militare, credo che potrebbe dar luogo a un’interessante ricerca nel dettaglio, perché lei ha sollevato la questione della datazione dei dipinti che tradiscono altre epoche rispetto a quelle conosciute, studiate e insegnate.

Le ho parlato di me, di un giovane toscano morto a Londra, di Eric il Rosso e di Harry il Rosso, tutte cose che promettono una saga dei nostri giorni, cioè una news.

La diletta città di Saul

Diversi post si concentrano su “Sion, città di Davide” (vedi categoria regni assoluti) ma essendo argomento nuovo è ovvio che di volta in volta si arricchisca completandosi. Affronteremo di nuovo l’argomento, allora, ma da una visuale più alta cronologicamente, coinvolgendo anche Saul, che fa parte della monarchia essendone un regnante.

Le sue vicissitudini con Davide e lo splendore del suo regno lo hanno messo un po’ in ombra, ma rimane a tutti gli effetti un re di Sion, come vedremo. Infatti diremo subito che solo con lui la monarchia si compone di 46 re, se contiamo anche quelli d’Israele, quando il 46 è numero così importante (vedi tavola in calce) che non solo apre in fondo il Vangelo di Giovanni con i versetti 2,19-20 in cui si ha il primo vero scontro con i Farisei, ma disciplina l’intera cronologia del secondo tempio, se per costruirlo, sempre seguendo Gv 2,20, sono occorsi 46 anni e con tutto ciò siamo certi che quel 46 che emerge dall’elenco di tutti i regni compresi in 1-2Re non è casuale, come non sono casuali tutte le altre occorrenze del numero. Già questa è una prima nota sull’importanza d’includere Saul fra i regnanti in Sion, ma ce ne sono diverse altre che consigliano di farlo, come vedremo.

Già in passato, infatti, ci siamo occupati della data di nascita di Saul, fissandola ghematricamente, è vero, ma senza uscire dalle note anagrafiche bibliche  e storiografiche (vedi wiki che come noi indica 1082 a.C.) che ci dicono che iniziò a regnare a 30 anni (1Sam 13,1, Nuova Riveduta) e lo fece per 40 (At 13,21).

La ghematria ci è stata d’aiuto perchè indica per πόλις ἀγαπάω (τὴν πόλιν τὴν ἠγαπημένην, “città diletta”, Ap 20,9) un valore di 1082 e noi, che abbiamo incluso Saul tra i regnanti, lo consideriamo conferma del suo anno di nascita anche su indicazione dei 70 già calcolati (30 di età 40 di regno=70).

Adesso procederemo togliendo 30 anni al 1082 a.C., anno di nascita, per ottenere l’anno di accesso al trono di Saul che fu il 1052 a.C.; poi toglieremo 40 anni di regno e otterremo il 1012 a.C. senza però al momento sapere cosa accadde seguendo il ragionamento, ma facendo notare che questa è la datazione di Galil per il primo anno di regno di Davide.

Infatti bisogna andare con la memoria alla ghematria di ἀρνίων (agnello che ci parla di Davide re pastore) per comprendere che quel 1012/1011 a.C. che emerge dal valore ghematrico segna l’anno in cui Davide quattordicenne uccise Golia (all’episodio abbiamo dedicato anche un post sul salmo 151) quando 14 è la ghematria di דוד (Davide).

Inoltre quel 1025 a.C. come suo anno di nascita (1011+14=1025) lo abbiamo calcolato anche in altri due modi:

il primo, sommando la nota di 2Sam 5,4 che lo vuole re nel 995 a Ebron all’età di 30 anni (995+30=1025)

il secondo, dalle generazioni matteane che si sviluppano dal 15 a.C. per 980 anni (28 generazioni di 35 anni) sommate ai 30 anni che lo vedono unto re a Ebron (995+30=1025)

Grazie a questi due conti si giunge, ricorrendo alla ghematria di ἀρνίων, al 1012 a.C. anno che vede sia Davide quattordicenne, sia Saul spodestato con l’uccisione di Golia, fatto che lo unge re, perchè se “Saul ne ha uccisi mille, Davide ne ha uccisi diecimila” (1Sam 29,5).

Ricapitolando abbiamo che

1082 a.C. nasce Saul

1052 Saul è unto re

1012 a.C. Davide uccide Golia e ne prende il trono, sebben nell’immaginario collettivo

995 a.C. davide regna a Ebron

989 a.C. Davide regna a Gerusalemme fino al 949 a.C.

Questo ci dice che Saul non è avvolto nel mistero, ma ha un’anagrafe e un regno ben precisi tutte cose che ben si prestano a inserirlo tra i monarchi con le carte in regola. Ovvio che alla luce di tutto ciò Sion (Gerusalemme) cambi la propria skyline monarchica che infatti diviene

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Come si può notare adesso essa comprende anche Saul (solo con il biennio torbido di Is Baal si raggiungono i 46 regnanti, per questo lo abbiamo inserito) che noi abbiamo inserito nel regno unitario, ma potrebbe benissimo far parte a sè nella storia della monarchia. In ogni caso con lui la classificazione dei regni di Giuda cambia aspetto e numero (46 regni tra Giuda e Israele) e forse contenuti, consegnandoci una Sion ancora più articolata, che è sempre Gerusalemme, ma veramente costringe a chiedersi quale Gerusalemme coesistendone, in un unico periodo storico, quello monarchico, forse addirittura 5 tutte diverse, se Saul costituisse un capitolo a sè.

Concludiamo dicendo che forse non è il caso che vuole all’interno della dinastia dei Re sia la πόλις ἀγαπάω (città diletta, 1082 a.C.), sia πόλις Δαυιδ (città di Davide, 615 a.C.), distinzione che potrebbe anche non esistere nella sostanza (cronologicamente è un altro discorso) se si trattasse di un’identità, ma forse dà invece luogo a un’ulteriore distinguo se la seconda segna i regni che si succedono da Manasse fino a Sedecia, quelli che abbiamo visto far emergere il quadro profetico di Apocalisse e i re che lì si contano per venire a capo della bimillenaria questione di Babilonia e i suoi 7 re.

Ps: segue un riassunto delle occorrenze del numero 46, fondamentale anche questa volta perchè ci ha consigliato l’introduzione di Saul nella monarchia.

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Il pastore e l’agnello, la ghematria di un re: Davide

Davide-pastore-1240-Bibbia-MorganNon sappiamo quanto il greco scritturale abbia risentito della falsificazione, potremmo addirittura spingerci sino all’inimmaginabile: il greco dei Vangeli e dell’Antico testamento era, in buona parte, cosa altra avendone scoperta una funzione ghematrica che certamente sposava il testo secondo forme lessicali diverse, se la lettura ghematrica al momento è minorata e spesso va ricostruita.

La logica che dobbiamo adottare, allora, è quella del puzzle che spesso propone tessere di difficile o impossibile collocazione al momento, ma che la trama descritta dall’immagine e l’intarsio sino ad allora svolto ci dicono che sono utili, talvolta utilissime tanto da consigliarci di metterle a parte.

E’ il caso di πωιμην (pastore) che ieri abbiamo visto confermare Davide pastore, ma solo se scritto con la omega, altrimenti tutto quanto, compreso Davide, si perde. Ma quella tessera ghematrica si presta anche a un altro intarsio se scritta πωιμης , cioè con lo stigma finale che ne cambia radicalmente il valore.

Noi non sappiamo se quel πωιμης sia attestato (a una prima e sommaria ricerca pare di sì, ma si perde nella notte dei tempi, per una lingua) per cui ci auguriamo che un grecista sappia darne ragione, quando la ghematria gliela dà tutta, nel senso che propone un gioco ghematrico perfetto che non esce dal contesto, parlandoci ancora di Davide re pastore e forse in maniera ancora più approfondita. Vediamo come.

Πωιμης ha un valore di 944 che noi ridurremo a un calendario per ottenere il 945/944 a.C. quarto anno di Salomone, quando cioè si gettano le fondamenta del primo tempio, secondo noi. Adesso è importante riportare il passo di ieri in cui leggiamo

Ma quella stessa notte la parola del SIGNORE fu rivolta a Natan in questo modo: «Va’ e di’ al mio servo Davide: “Così dice il SIGNORE: ‘Saresti tu quello che mi costruirebbe una casa perché io vi abiti? Ma io non ho abitato in una casa, dal giorno che feci uscire i figli d’Israele dall’Egitto, fino a oggi; ho viaggiato sotto una tenda, in un tabernacolo. Dovunque sono andato, ora qua ora là, in mezzo a tutti i figli d’Israele, ho forse mai detto a uno dei giudici a cui avevo comandato di pascere il mio popolo d’Israele: Perché non mi costruite una casa di cedro?’”. Ora dunque parlerai così al mio servo Davide: “Così dice il SIGNORE degli eserciti: Io ti presi dall’ovile, da dietro alle pecore, perché tu fossi il principe d’Israele, mio popolo; e sono stato con te dovunque sei andato; ho sterminato davanti a te tutti i tuoi nemici. Io renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra; darò un posto a Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché abiti in casa sua e non sia più turbato e i malvagi non lo opprimano come prima, come facevano nel tempo in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo, Israele; e ti darò riposo liberandoti da tutti i tuoi nemici. In più, il SIGNORE ti annuncia questo: sarà lui che ti fonderà una casa! Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu riposerai con i tuoi padri, io innalzerò al trono dopo di te la tua discendenza, il figlio che sarà uscito da te, e stabilirò saldamente il suo regno. Egli costruirà una casa al mio nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. io sarò per lui un padre ed egli mi sarà figlio; e, se fa del male, lo castigherò con vergate da uomini e con colpi da figli di uomini, ma la mia grazia non si ritirerà da lui, come si è ritirata da Saul, che io ho rimosso davanti a te. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te e il tuo trono sarà reso stabile per sempre”». (2Sam 7,4-16)

Questo ci dice che 2Sam ci parla certamente di Davide pastore, ma anche della promessa di un tempio, il primo della storia ebraica, quello che ha segnato un’epoca mai superata. Dunque se il passo ci parla di Davide pastore, ci parla anche del tempio, quello stesso a cui ci conduce il calcolo ghematrico di πωιμης , esattamente alle sue fondamenta, cioè nel 945/944 a.C..

Questo è un primo importante risultato se noi avevamo messo in dubbio l’esistenza del lemma πωιμης  la cui ghematria ci consiglia prudenza, cioè di non escluderlo dai dizionari di ora e né di allora.

Ma c’è di più se noi consideriamo la differenza cronologica tra il 988 a.C., primo anno di regno di Davide, che emerge dalla ghematria di πωιμην (988 a.C.) e il 944 a.C., quando si gettano le fondamenta del tempio,  che emerge invece da πωιμης. Tale differenza è 44 ed è la essa stessa ghematria di טלה (agnello in ebraico) che pone entrambe le due ghematrie di πωιμην e πωιμης in un unica cornice: Davide re pastore, nella misura in cui non solo banalmente un agnello è il capo più prezioso del gregge, ma anche perché l’agnello è simbolo del Cristo, un Cristo figlio di Davide e che in Gv 10 si proclama il Buon pastore.

Insomma la differenza tra i lemmi generata dalla ghematria di πωιμην e da quella di πωιμης si riflette in una differenza cronologica che rafforza tutto il simbolismo legato a Davide re pastore, tanto che pure la ghematria greca di ἀρνίων (agnello, scritto con la omega), conduce a un altro percorso ghematrico perfettamente sincrono al contesto.

Infatti ἀρνίων ha un valore ghematrico di 1011 che ridotto a un calendario fu il 1011 a.C. anno che Galil indica per il primo anno di regno di Davide, sbagliando e facendo bene al contempo: sbagliando perchè il primo anno di regno a Gerusalemme fu il 989/988 a. C.; facendo bene perché Davide verosimilmente fu unto re da Samuele nel 1011 a.C., come vedremo (in questo post avevamo ipotizzato l’uccisione di Golia, ma in ogni caso un evento importante. Chiedo scusa, ma è materia ancora fluida).

Questo blog segna la data di nascita di Davide nel 1025 a.C. perché considera il 995 a.C. come anno della sua unzione a re in Ebron. Lo abbiamo stabilito grazie alla genealogia matteana che prevede due tranches di 14 generazione di 35 anni (490 anni) da “Gesù a Babilonia; da Babilonia a Davide” (Mt 1,17) a partire dal 15 a.C., anno di nascita di Gesù per cui (490×2)+15=995.

Sapendo che Davide fu unto re a Ebron nel 995 a.C. a 30 anni (2Sam 5,4) è facile ricavare il suo anno di nascita che fu il 1025 a.C. (995+30=1025) per cui nel 1011 a.C., emerso dalla ghematria di ἀρνίων, egli aveva 14 anni, quando 14 è la ghematria ebraica di דוד (Davide).

Nella minore delle ipotesi, possiamo dire che quel 1011 a.C. segnò un anno importante che lo vede giovanetto, forse proprio quando fu scelto da Samuele per essere unto re. La conferma credo la possiamo avere da Galil che non a caso, conoscendo la storia, ci parla di un re David in quel 1011 a.C., ma non nel senso che ha fatto intendere a noi, perchè in realtà fu l’anno esatto della sua unzione profetica a re per mano di Samuele, e non quella politica a Gerusalemme. Chissà, forse quella di Galil è una reminscenza ebraica, ma di certo colpisce per precisione, anche se poi si perde nel significato.

Tutto quanto sopra ci parla di un lemma, πωιμην/πωιμης  che ha due forme, ma moltissimi significati ghematrici che non escono mai dal contesto loro proprio, cioè una cornice agreste legata alla pastorizia, dando luogo a un dedalo ghematrico coerente che certamente si conviene a un re pastore: Davide.

Αρνίων, l’ironia del falso

agnelloI valori ghematrici spesso emergono facilmente, basta intuire che quella di fronte è una parola chiave, vuoi per il contesto; vuoi perchè lo è semplicemente in sè. Tuttavia a volte questo si perde, perchè sai che è un lemma importante, ma la ghematria conduce a nulla.

Il primo caso in assoluto che ho incontrato è stato ἁρπάζω (rapire) perchè di mezzo c’era una locuzione importante, cioè “Dio e il suo trono”; mentre gli altri sono emersi tutti quando ho intuito che qualcuno aveva volontariamente falsato il lessico neo testamentario fra cui Apocalisse per impedire il calcolo ghematrico.

In questo post ci occuperemo di un sostantivo semplicemente fondamentale nel lessico neo testamentario cioè di ἀρνίον (agnello) che non ha bisogno di spiegazione alcuna per ricondurlo a Gesù.

Più e più volte ho provato a venire a capo della sua ghematria ma, per come compare nei Vangeli e in Apocalisse, non ne veniva fuori niente. Per puro caso mi è capitato di nuovo sotto gli occhi quell’ἀρνίον e fortunatamente ho immaginato una mano falsificante, tanto che ho cercata la ghematria non di ἀρνίον ma di ἀρνίων e ne sono venute fuori delle belle, come vedremo.

Innanzi tutto è cambiato totalmente il suo valore ghematrico che è 1011 e questo permette di comprendere l’importanza del sostantivo sotto un profilo ghematrico che fa luce su una parte ancora oscura nientemeno che di Davide, se uno ha l’accortezza di ricordare al volo il suo anno di nascita che è il 1019.

Ciò significa che nel 1011 a.C. (abbiamo come al solito ridotto il valore ghematrico a un calendario) Davide era un giovinetto di nove anni quando quel vezzeggiativo ricorre solo due volte nel Libro di Samuele, cioè in  1Sam 3,8 e in 17,56.

L’ultimo versetto è particolarmente importante perchè è lì che Saul vuole conoscere Davide che ha sconfitto Golia divenendo, nell’immaginario collettivo, Davide quello cioè che sarà unto re ma che sin da allora aveva spodestato Saul, che ne aveva uccisi mille, ma Davide diecimila (1Sam 18,7).

In un certo senso, quindi, Davide diviene re già in tenerissima età, quando ancora era, appunto, un giovinetto, per cui l’unzione a re avvenuta nel 989 a.C. fu solo la formalizzazione di un potere già conferito dal popolo.

Curioso allora è notare due cose, sbagliate, è vero, ma anche giuste, paradossalemente:

la prima è che il 1011/1010 a.C. (meglio 1011 a.C. se si colloca la fine del regno di Salomone nel 931 a.C., perche se si aggiungono i 40 anni di regno di Salomone e Davide si ottiene un precisissimo 1011 a.C.) è la data in cui Galil colloca l’unzione a re di Davide, data che è profondamente sbagliata sotto il profilo cronologico dei regnanti di Giuda e Israele, ma è anche giusta perchè collima perfettamente con l’immaginario collettivo d’Israele, che nel 1011 a.C., stando al calcolo ghematrico, lo aveva effettivamente eletto (scelto) re.

La seconda, sempre curiosa, è che se Gesù si paragona a Davide, attribuendosene la discendenza, viene da chiedersi come mai già dall’età di nove anni egli sia paragonato all’agnello, cioè a Gesù, almeno così indica il calcolo ghematrico.

Se Gesù è nato nel 15 a.C., come sosteniamo noi, nove anni cadono nel 6 a.C. che guarda caso, come nell’esempio di Galil, coglie di nuovo nel segno, perchè la data è universalmente accettata per la nascita di Gesù è il 6-7 a.C.

Sembra allora quasi che la storia di Davide e di Gesù sia conosciuta e che per beffa venga proposta sì sbagliata, ma anche giusta, convinti della stupidità dei lettori se non degli stessi studiosi. Insomma un vero e un falso che sfida il lettore e lo studioso e che se la ride degli sforzi, quasi sempre vani, di venire a capo di una faccenda falsata, certo, ma con ironia, affinchè nel segreto ci si possa abbandonare al riso che però, come si dice dalle mie parti, spesso finisce in pianti.