Un freddo da chiudere gli occhi

I loro cadaveri giaceranno sulla piazza della grande città, che simbolicamente si chiama Sodoma ed Egitto, dove anche il loro Signore è stato crocifisso.

Difficilmente i versetti possono essere più densi di più significati, perché Ap 11,8 raggiunge un climax che fa luce su uno degli interrogativi che hanno non solo occupato gli studiosi, ma ne sono stati affascinati.

Non c’è confessione religiosa che non abbia detto la sua e se il mondo protestante fa di Roma “la grande città”, Roma fa di essa Gerusalemme, ma Gerusalemme tace, per un gioco delle parti che alimenta una polemica anche all’interno del mondo laico, curioso, alla pari degli altri, di conoscere Babilonia, “la grande città”.

Però, in questo contesto, sono due le cose che davvero meravigliano noi:

la prima è CEI 2008 che senza indugio legge Gerusalemme

La seconda il mondo protestante, che vuole Roma, ma si tappa gli occhi.

Noi cercheremo di aprirli, allora, facendoci forti del fatto che già avevamo illustrato Babilonia “la madre di tutte le meretrici della terra” dicendo che questo significa che Babilonia ha le sue figlie.

Figlie, però, nascoste al mondo, perché frutto di un rapporto extra coniugale, essendo quello legittimo che la voleva unita a Dio, andato perduto per un divorzio non consensuale che appunto fa di Babilonia la grande prostituta.

Tutto ciò significa che la storia del cristianesimo occidentale è inventata, cioè ne è inventata la diaspora da Roma che ancora tiene ben saldo un cordone ombelicale religioso e culturale sebbene celato da una polemica talvolta acerrima, ma sancito da un accordo segreto.

Prova ne è che il Natale del 25 dicembre li vede tutti riuniti sotto un unico gelido tetto invernale e mai nessuno si è provato a celebrarne uno diverso, se quel diverso non è la blanda critica geovista, che tra l’altro legge bene la favola natalizia, dipingendo un sol invictus tutto romano, perché, ed eccoci al punto 1, la grande città è Roma, mentre chi ha volutamente chiuso tutti gli occhi, sono le altre chiese, non a caso prostitute secondo Apocalisse.

La grande città di Ap 11,8 è Roma per due ragioni

la prima perché nessuno ha letto in ὅπου un avverbio che indica la causa o/e il mezzo, cosicchè il senso del versetto diviene letterale traducendosi

a causa della quale o per mezzo della quale anche il nostro signore fu crocefisso (Ap 11,8)

Che esista un evidente parallelismo tra i due testimoni uccisi e la morte di Gesù è cosa nota, meno noto è però l’avverbio che sancisce il parallelismo, avverbio che non è di luogo, ma ha un’accezione causale e di strumentalità, come anche indicano i dizionari

Nessuna delle versioni da me considerate ha mai tradotto come causa o strumento quell’avverbio, come nessuno, ed ecco la seconda ragione per cui la grande città è Roma, ha saputo intuire il senso pieno della similitudine tra la Grande città e Sodoma e l’Egitto.

Fa presto il metodo storico-critico a collocare i fatti solo ed esclusivamente nel passato, ma la traduzione esatta dell’avverbio ὅπου fa luce sul futuro rispetto all’epoca di stesura del testo, quindi non è Gerusalemme se la causa o lo strumento della crocefissione fu Roma.

Una Roma, allora, che deve simboleggiare tutta la terra, perché gli abitanti di tutta la terra faranno festa scambiandosi doni alla morte dei testimoni (Ap 11,10), una Roma quindi cattolica se l’universalità che significa l’appellativo riassume tutta la terra.

Roma è cattolica non a caso, ma per volontà e dunque è quella stessa volontà che prima le ha fatto rompere il patto di nozze, poi uccidere i testimoni che non ebbero sepoltura e questo significa che la terra non li ha accolti, neppure da morti, costringendo il cielo a intervenire.

Il tema dell’ospitalità, tuttavia, è sacro nella Scrittura, in particolare nell’AT e dunque al disprezzo si associa il sacrilegio, rendendola, ed eccoci al punto, al pari di Sodoma, certo, ma non Gomorra, quanto l’Egitto, cioè di coloro che sono identificati come archetipi dell’abbandono e della non accoglienza.

Infatti Sapienza 19 altro non scrive che gli egiziani sono più colpevoli dei sodomiti, perché se quest’ultimi non accolsero degli stranieri, l’Egitto rese schiavi gli amici e benefattori.

Ecco allora che come i due testimoni non furono accolti, così fecero Sodoma e l’Egitto, e ciò rende doppiamente colpevole Roma che ha ucciso i due testimoni, qualora ὅπου abbia un senso di causalità o strumentalità, cosa che la identifica nel futuro rispetto alla stesura di Apocalisse e ai fatti narrati nella Passione e quindi non può essere Gerusalemme.

Il mondo protestante con ὅπου aveva in mano la prova che la grande città è Roma, ma, come dicevamo a inizio post, ha volutamente chiuso gli occhi di fronte alla causa, perché la mamma, si dice in Italia, è sempre la mamma e la si va sempre a trovare a Natale, immancabilmente per tutti al 25 dicembre che dal freddo non fa battere i denti, ma chiudere gli occhi.