Il pastore e l’agnello, la ghematria di un re: Davide

Davide-pastore-1240-Bibbia-MorganNon sappiamo quanto il greco scritturale abbia risentito della falsificazione, potremmo addirittura spingerci sino all’inimmaginabile: il greco dei Vangeli e dell’Antico testamento era, in buona parte, cosa altra avendone scoperta una funzione ghematrica che certamente sposava il testo secondo forme lessicali diverse, se la lettura ghematrica al momento è minorata e spesso va ricostruita.

La logica che dobbiamo adottare, allora, è quella del puzzle che spesso propone tessere di difficile o impossibile collocazione al momento, ma che la trama descritta dall’immagine e l’intarsio sino ad allora svolto ci dicono che sono utili, talvolta utilissime tanto da consigliarci di metterle a parte.

E’ il caso di πωιμην (pastore) che ieri abbiamo visto confermare Davide pastore, ma solo se scritto con la omega, altrimenti tutto quanto, compreso Davide, si perde. Ma quella tessera ghematrica si presta anche a un altro intarsio se scritta πωιμης , cioè con lo stigma finale che ne cambia radicalmente il valore.

Noi non sappiamo se quel πωιμης sia attestato (a una prima e sommaria ricerca pare di sì, ma si perde nella notte dei tempi, per una lingua) per cui ci auguriamo che un grecista sappia darne ragione, quando la ghematria gliela dà tutta, nel senso che propone un gioco ghematrico perfetto che non esce dal contesto, parlandoci ancora di Davide re pastore e forse in maniera ancora più approfondita. Vediamo come.

Πωιμης ha un valore di 944 che noi ridurremo a un calendario per ottenere il 945/944 a.C. quarto anno di Salomone, quando cioè si gettano le fondamenta del primo tempio, secondo noi. Adesso è importante riportare il passo di ieri in cui leggiamo

Ma quella stessa notte la parola del SIGNORE fu rivolta a Natan in questo modo: «Va’ e di’ al mio servo Davide: “Così dice il SIGNORE: ‘Saresti tu quello che mi costruirebbe una casa perché io vi abiti? Ma io non ho abitato in una casa, dal giorno che feci uscire i figli d’Israele dall’Egitto, fino a oggi; ho viaggiato sotto una tenda, in un tabernacolo. Dovunque sono andato, ora qua ora là, in mezzo a tutti i figli d’Israele, ho forse mai detto a uno dei giudici a cui avevo comandato di pascere il mio popolo d’Israele: Perché non mi costruite una casa di cedro?’”. Ora dunque parlerai così al mio servo Davide: “Così dice il SIGNORE degli eserciti: Io ti presi dall’ovile, da dietro alle pecore, perché tu fossi il principe d’Israele, mio popolo; e sono stato con te dovunque sei andato; ho sterminato davanti a te tutti i tuoi nemici. Io renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra; darò un posto a Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché abiti in casa sua e non sia più turbato e i malvagi non lo opprimano come prima, come facevano nel tempo in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo, Israele; e ti darò riposo liberandoti da tutti i tuoi nemici. In più, il SIGNORE ti annuncia questo: sarà lui che ti fonderà una casa! Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu riposerai con i tuoi padri, io innalzerò al trono dopo di te la tua discendenza, il figlio che sarà uscito da te, e stabilirò saldamente il suo regno. Egli costruirà una casa al mio nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. io sarò per lui un padre ed egli mi sarà figlio; e, se fa del male, lo castigherò con vergate da uomini e con colpi da figli di uomini, ma la mia grazia non si ritirerà da lui, come si è ritirata da Saul, che io ho rimosso davanti a te. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te e il tuo trono sarà reso stabile per sempre”». (2Sam 7,4-16)

Questo ci dice che 2Sam ci parla certamente di Davide pastore, ma anche della promessa di un tempio, il primo della storia ebraica, quello che ha segnato un’epoca mai superata. Dunque se il passo ci parla di Davide pastore, ci parla anche del tempio, quello stesso a cui ci conduce il calcolo ghematrico di πωιμης , esattamente alle sue fondamenta, cioè nel 945/944 a.C..

Questo è un primo importante risultato se noi avevamo messo in dubbio l’esistenza del lemma πωιμης  la cui ghematria ci consiglia prudenza, cioè di non escluderlo dai dizionari di ora e né di allora.

Ma c’è di più se noi consideriamo la differenza cronologica tra il 988 a.C., primo anno di regno di Davide, che emerge dalla ghematria di πωιμην (988 a.C.) e il 944 a.C., quando si gettano le fondamenta del tempio,  che emerge invece da πωιμης. Tale differenza è 44 ed è la essa stessa ghematria di טלה (agnello in ebraico) che pone entrambe le due ghematrie di πωιμην e πωιμης in un unica cornice: Davide re pastore, nella misura in cui non solo banalmente un agnello è il capo più prezioso del gregge, ma anche perché l’agnello è simbolo del Cristo, un Cristo figlio di Davide e che in Gv 10 si proclama il Buon pastore.

Insomma la differenza tra i lemmi generata dalla ghematria di πωιμην e da quella di πωιμης si riflette in una differenza cronologica che rafforza tutto il simbolismo legato a Davide re pastore, tanto che pure la ghematria greca di ἀρνίων (agnello, scritto con la omega), conduce a un altro percorso ghematrico perfettamente sincrono al contesto.

Infatti ἀρνίων ha un valore ghematrico di 1011 che ridotto a un calendario fu il 1011 a.C. anno che Galil indica per il primo anno di regno di Davide, sbagliando e facendo bene al contempo: sbagliando perchè il primo anno di regno a Gerusalemme fu il 989/988 a. C.; facendo bene perché Davide verosimilmente fu unto re da Samuele nel 1011 a.C., come vedremo (in questo post avevamo ipotizzato l’uccisione di Golia, ma in ogni caso un evento importante. Chiedo scusa, ma è materia ancora fluida).

Questo blog segna la data di nascita di Davide nel 1025 a.C. perché considera il 995 a.C. come anno della sua unzione a re in Ebron. Lo abbiamo stabilito grazie alla genealogia matteana che prevede due tranches di 14 generazione di 35 anni (490 anni) da “Gesù a Babilonia; da Babilonia a Davide” (Mt 1,17) a partire dal 15 a.C., anno di nascita di Gesù per cui (490×2)+15=995.

Sapendo che Davide fu unto re a Ebron nel 995 a.C. a 30 anni (2Sam 5,4) è facile ricavare il suo anno di nascita che fu il 1025 a.C. (995+30=1025) per cui nel 1011 a.C., emerso dalla ghematria di ἀρνίων, egli aveva 14 anni, quando 14 è la ghematria ebraica di דוד (Davide).

Nella minore delle ipotesi, possiamo dire che quel 1011 a.C. segnò un anno importante che lo vede giovanetto, forse proprio quando fu scelto da Samuele per essere unto re. La conferma credo la possiamo avere da Galil che non a caso, conoscendo la storia, ci parla di un re David in quel 1011 a.C., ma non nel senso che ha fatto intendere a noi, perchè in realtà fu l’anno esatto della sua unzione profetica a re per mano di Samuele, e non quella politica a Gerusalemme. Chissà, forse quella di Galil è una reminscenza ebraica, ma di certo colpisce per precisione, anche se poi si perde nel significato.

Tutto quanto sopra ci parla di un lemma, πωιμην/πωιμης  che ha due forme, ma moltissimi significati ghematrici che non escono mai dal contesto loro proprio, cioè una cornice agreste legata alla pastorizia, dando luogo a un dedalo ghematrico coerente che certamente si conviene a un re pastore: Davide.

Davide, il re pastore

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Oltre a una solida tradizione, ci sono due fondamentali passi dell’Antico testamento che ci parlano di Davide re pastore. Leggiamoli

Mentre entravano, egli pensò, vedendo Eliab: «Certo l’unto del SIGNORE è qui davanti a lui». Ma il SIGNORE disse a Samuele: «Non badare al suo aspetto né alla sua statura, perché io l’ho scartato; infatti il SIGNORE non bada a ciò che colpisce lo sguardo dell’uomo: l’uomo guarda all’apparenza, ma il SIGNORE guarda al cuore». Allora Isai chiamò Abinadab e lo fece passare davanti a Samuele; ma Samuele disse: «Il SIGNORE non si è scelto neppure questo». Isai fece passare Samma, ma Samuele disse: «Il SIGNORE non si è scelto neppure questo». Isai fece passare così sette dei suoi figli davanti a Samuele; ma Samuele disse a Isai: «Il SIGNORE non si è scelto questi». Poi Samuele disse a Isai: «Sono questi tutti i tuoi figli?» Isai rispose: «Resta ancora il più giovane, ma è al pascolo con le pecore». Samuele disse a Isai: «Mandalo a cercare, perché non ci metteremo a mangiare prima che sia arrivato qua». Isai dunque lo mandò a cercare, e lo fece venire. Egli era biondo, aveva begli occhi e un bell’aspetto. Il SIGNORE disse a Samuele: «Àlzati, ungilo, perché è lui». Allora Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli; da quel giorno lo Spirito del SIGNORE investì Davide. Poi Samuele si alzò e se ne tornò a Rama. (1Sam 16,6-13)

 

Ma quella stessa notte la parola del SIGNORE fu rivolta a Natan in questo modo: «Va’ e di’ al mio servo Davide: “Così dice il SIGNORE: ‘Saresti tu quello che mi costruirebbe una casa perché io vi abiti? Ma io non ho abitato in una casa, dal giorno che feci uscire i figli d’Israele dall’Egitto, fino a oggi; ho viaggiato sotto una tenda, in un tabernacolo. Dovunque sono andato, ora qua ora là, in mezzo a tutti i figli d’Israele, ho forse mai detto a uno dei giudici a cui avevo comandato di pascere il mio popolo d’Israele: Perché non mi costruite una casa di cedro?'”. Ora dunque parlerai così al mio servo Davide: “Così dice il SIGNORE degli eserciti: Io ti presi dall’ovile, da dietro alle pecore, perché tu fossi il principe d’Israele, mio popolo; e sono stato con te dovunque sei andato; ho sterminato davanti a te tutti i tuoi nemici. Io renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra; darò un posto a Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché abiti in casa sua e non sia più turbato e i malvagi non lo opprimano come prima, come facevano nel tempo in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo, Israele; e ti darò riposo liberandoti da tutti i tuoi nemici. In più, il SIGNORE ti annuncia questo: sarà lui che ti fonderà una casa! Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu riposerai con i tuoi padri, io innalzerò al trono dopo di te la tua discendenza, il figlio che sarà uscito da te, e stabilirò saldamente il suo regno. Egli costruirà una casa al mio nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. io sarò per lui un padre ed egli mi sarà figlio; e, se fa del male, lo castigherò con vergate da uomini e con colpi da figli di uomini, ma la mia grazia non si ritirerà da lui, come si è ritirata da Saul, che io ho rimosso davanti a te. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te e il tuo trono sarà reso stabile per sempre”». (2Sam 7,4-16)

Essi ci parlano di un’attributo della regalità di Davide che diviene metafora, nella misura in cui Davide fu pastore d’Israele, quando altrettanti fondamentali passi dell’Antico Testamento ci parlano d’Israele come gregge divino.

Gesù non esce dalla metafora e si proclama, in Gv 10, il Buon pastore, saldando la Sua regalità, la Sua discendenza e la Sua mansione a quella di Davide. Il web propone, assieme all’esegesi, una produzione sterminata di questa metafora che attinge alla pastorizia, ma non abbiamo trovato niente che lo collocasse nella sua sede naturale, se tutto ciò richiama direttamente la regalità. Non abbiamo trovato niente, cioè, che riferisse il tutto alla cronologia di 1-2Re, quella che descrive l’intera dinastia davidica.

Ciò che viene sempre proposto, infatti, sono immagini, simboli e metafore il cui significato rimane nella lettera, non assumendo mai una connotazione storica, cioè concreta. La ghematria molte volte, però, ha fatto quella luce che manca spesso all’esegesi, costretta a un testo che certamente ha risentito degli anni, anzi, dei secoli proponendo sviste che hanno corrotto il testo biblico; ma altrettanto certamente ha risentito della falsificazione dei lemmi finalizzata a impedire il calcolo ghematrico che sarebbe l’unico capace di offrire quella chiave di lettura per la comprensione di tutti gli aspetti biblici, in primis la cronologia, composta anch’essa, come la ghematria, di numeri.

Per questo offriremo un lemma certamente falsificato, poichè l’originale è di estrema importanza e ciò non è sfuggito ai criminali, facendo luce non solo su Davide buon pastore, ma ancor più su Cristo, anch’Egli Buon pastore, ma “quello grande” come lo differenzia S. Paolo da Mosè (Eb 13,20).

Il lemma greco riportato dagli attuali testi biblici per indicare colui che conduce il gregge è ποιμήν che però va scritto con la omega (πωιμην) affinché ne risalti l’importanza, offrendo in quel caso un valore di 988 che, se inserito in un calendario, fu il 988 a.C., ossia il primo anno di regno di Davide secondo la nostra cronologia che colloca gli albori del suo regno nel 989 a.C. il quale, in una necessaria ottica di datazione doppia, diviene il 989/988 a.C.

Dunque il fatto che la metafora ci parli di Davide re pastore collocato dalla ghematria di πωιμην nel 988 a.C., primo anno di regno di quello stesso re a Gerusalemme, conferma tutto quanto lettera e simbolo da sempre avevano evidenziato, stringendo una relazione che sinora era metaforica la quale, però, usando la chiave ghematrica, diviene anche cronologica, consegnando il tutto al primo anno di regno di Davide, pastore e re oltre ogni ragionevole dubbio, perchè collocato nei pascoli della storia di cui la cronologia altro non è che un recinto.