Il vaglio biblico

Stiamo leggendo Spirito e fuoco, opera dello Pseudo-Macario, nell’edizione curata da Lisa Cremaschi della comunità monastica di Bose e ci siamo imbattuti in un quesito ancora irrisolto, crediamo.

In sostanza si tratta di un passo dell’omelia 12 in cui leggiamo

Allora il Signore disse loro: “Perché vi stupite dei miracoli? Vi consegno una grande eredità che il mondo non conosce”.

La critica, quella della Cremaschi riportata alla nota 71 e il cui contenuto potrebbe essere datato, non ha risolto il rebus di un ipsissima verba che non compare nei vangeli, ma di cui Macario è al corrente, tanto da citarlo a memoria, quando quella memoria dei Padri aveva assimilata l’intera Scrittura.

Questo significa che Macario non si affida a una sua interpretazione e la citazione non è frutto di una sua personale riflessione, ma faceva parte dei vangeli se, come abbiamo scritto e come è risaputo, i Padri, i vangeli, li conoscevano a memoria.

Di qui l’imbarazzo della critica che non sa spiegarsi come mai, trattandosi di un ipsissima verba, quelle parole del Signore non compaiano nei vangeli. Entra così in gioco – e forse per gioco- il nostro blog che da sempre denuncia l’impossibile: la Sacra Scrittura devastata non solo, allora, nella sua cronologia; non solo nella sua ortografia (quella che, se esatta, permette il calcolo ghematrico nella versione greca), ma addirittura falcidiata nei versetti, ora modificati; ora, ed è davvero scandaloso, cancellati.

Un’operazione tale non è imputabile al tempo, non è imputabile ai copisti o alle vicissitudini dei manoscritti, perché un versetto non lo si salta a meno che non lo si debba saltare.

Già a suo tempo avevamo messo in guardia gli studiosi da un altro strano fatto che li imbarazza: le citazioni dei Padri a volte non collimano con gli stessi passi che attualmente offrono le Bibbie in uso e conosciute.

In questo senso, Luciana Mortari, nella sua introduzione alla collezione alfabetica dei Detti, ha scritto chiaro che niente fa dubitare dell’originalità della Bibbia che è giunta a noi; ma adesso, quando la critica per bocca di A. Resch, brancola di nuovo nel buio e non a causa di differenze ma di veri e propri spazi bianchi nei vangeli, crediamo sia davvero difficile almeno non dubitare, non dubitare cioè che l’intero corpus biblico sia stato passato al vaglio e ne sia stata offerta una versione solo in parte fedele, perché un intero versetto non si perde lungo le strade: si cancella.

Adesso gli studiosi potrebbero, crediamo, prendere in considerazione l’impossibile, cioè che satana non ha chiesto solo di vagliare gli Apostoli (Lc 22,31), ma anche le loro opere e il risultato, sinora, è agli occhi di nessuno.

Ps: un’attenta analisi testuale del versetto citato dallo Pseudo-Macario potrebbe rilevarne le caratteristiche e collocarlo laddove nessuna si immaginava: in uno dei quattro vangeli.

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