Hic sunt leones

Giovanni Crisostomo

Nel 386 d.C. Giovanni Crisostomo, in contrasto alle ricorrenze giudaiche, sostenne fermamente la celebrazione del Natale al 25 dicembre. Pertanto, sia le comunità cristiane di Antiochia, quindi della Tracia e dell’Anatolia, si adeguarono a tale data. La convinzione, forse forzata, dello stesso Crisostomo fu quella che, a sua interpretazione arbitraria dei Vangeli, il Battista fu concepito in settembre, pertanto Gesù, di sei mesi più vecchio, fu concepito a marzo, e quindi nacque in dicembre. Tuttavia, alcuni storici come Erbes, darebbero le date liturgiche separate del Natale e dell’Epifania già come tacitamente pre-accordate già durante il Concilio di Nicea del 325 d.C. Certo è che, sia il Crisostomo, che un altro famoso Padre della Chiesa, San Girolamo[3], sostennero che, se il Signore si manifestò in Gesù bambino a Betlemme, Egli si rese veramente pubblico trent’anni dopo, nel Gesù adulto del Giordano. Pertanto, già sul finire del IV secolo, adorazione dei Magi e Battesimo di Gesù divennero due ricorrenze separate.

San Epifanio di Salamina

L’“Epifania” intesa come solo Battesimo (il battesimo di Gesù avvenne poco prima dell’inizio del suo ministero all’età di circa 30 anni, fu ad opera di Giovanni Battista come riportato nei vangeli Mat. 3.13-17, Luc. 3.2; Mar 1.9-11; Giov 1.32-34) di Gesù fu riconfermata dal teologo (San) Epifanio Salamina di Costanza di Cipro d’Oriente, uno dei Padri della Chiesa Cattolica. Essa doveva ricadere 12 giorni dopo la ricorrenza del Natale, questo probabilmente per assorbire gli antichi simbolismi del numero 12 nei precedenti riti pagani del Sol Invictus. Il problema delle date si restrinse solo più nell’adattamento ai vari tipi di calendari; un antico documento, il Cronografo del 354 di Furio Dionisio Filocalo, citava tutte le ricorrenze romano-cristiane dopo il Concilio di Nicea del 325 d.C., compresa l’Epifania; nel 46 però, Giulio Cesare aveva introdotto il calendario giuliano e, a causa di complessi calcoli, quello giuliano risultava sfasato di esattamente 13 giorni più avanti rispetto a quello più recente gregoriano, adottato nel mondo occidentale cattolico dall’anno 1582. Invece, gli Ortodossi della Chiesa d’Oriente di rito Bizantino, chiamati anche “Cristiani Ortodossi di Vecchio Calendario (o di Calendario Giuliano)”, celebrano l’Epifania il 19 gennaio del nostro calendario, e la chiamano Teofania (=manifestazione di Dio)[4], mentre il “loro” Natale cade il 7 gennaio. Inoltre, la suddetta Teofania di Calendario Giuliano viene celebrata come la sola Commemorazione del Battesimo di Gesù nel Fiume Giordano. Per la Chiesa di rito romano, madre dell’attuale Cattolicesimo, l’Epifania doveva cadere il 6 gennaio del calendario gregoriano, commemorando la “manifestazione” del Signore attraverso il segno rivelatore dell’adorazione dei Magi a Betlemme, mentre il Battesimo di Gesù, invece, doveva essere separato, e cadere quindi nella domenica immediatamente successiva al 6 gennaio. Fu sempre nello stesso periodo che, per le sole Chiese romane, l’adorazione dei Magi fu fatta coincidere col 6 gennaio piuttosto che col 25 dicembre, sebbene le due ricorrenze commemorino sempre la stessa manifestazione di Betlemme.

Per alcuni paesi cristiani in cui l’Epifania non era istituita come festa di precetto, questa veniva celebrata il lunedì coincidente o successivo al 6 gennaio; nella forma straordinaria, invece, il Battesimo di Gesù viene celebrato in un giorno fisso, detto l’“ottava di Epifania” (13 gennaio) e cioè 8 giorni dopo l’Epifania.

La ricorrenza del Battesimo di Gesù conclude tutto il periodo natalizio dell’anno liturgico cattolico romano.

Ci battiamo contro i leoni, certi però che gli sono stati cavati i denti, cioè che wiki, fonte delle citazioni, riporta quello che si è fatto dire al Crisostomo e a Epifanio, perché noi non celebriamo il Natale al 25 di dicembre (vedi categoria), sebbene le fauci della tradizione si spalanchino.

Ci battiamo contro i leoni armati solo di una coincidenza che è prestata dal numero 12 che appare essere frutto di un simbolismo, quello che vuole riassumere il calendario che separa il Natale del 25 dicembre al 6 dì gennaio dell’Epifania.

C’è poco da fare: 12 sono i giorni e 12 sono le tribù d’Israele, come 12 sono gli apostoli e 12 le stelle della corona apocalittica, per cui quel 12 giornaliero non stona.

Ma – perché c’è un ma ed è bello chiaro- noi siamo in possesso di una cronologia, in particolare di un’anagrafe gesuana che offre essa stessa un 12, il 12 a.C. in cui noi, ma anche altri studiosi, affermiamo siano giunti i Magi, tanto è vero che l’astronomia stessa sembra confermarne l’arrivo se Halley passa su Gerusalemme o Betlemme proprio nel 12 a.C.

In quest’anno si è consumato l’errore di coloro che vogliono un Gesù molto più anziano alla crocefissione, perché fissando la data di nascita in quell’anno, non si è tenuto conto che Erode uccide i bambini da 2 anni in giù, per cui Gesù nasce almeno nel 14 a.C., ma sfugge alla strage per cui è molto più probabile il 15 a.C. come Natale (in ogni caso è il 15 a.C. che disciplina l’intero asse portante della cronologia biblica: i Re).

Resta di fatto che i Magi giunsero a cavallo di una stella, a cavallo di Halley nel 12 a.C. e quel 12, allora, ricalca lo schema, quello originale però, che ne vuole la nascita nel 15 a.C.; l’arrivo dei Magi o la Sua epifania nel 12 a.C.; la Sua leadership nel 15 d.C. ai “circa trent’anni” lucani, mentre la crocefissione avvenne nel 35 d.C. a somma di un Cristo cinquantenne sulle orme di Giovanni, Policarpo e Ireneo

In caso contrario, si porrebbe un serio imbarazzo, perché tutto sembra tradire una tradizione ben altra, cioè quella che, in un solo anno liturgico, celebra il Natale, fermo al 15 a.C. e l’Epifania al 12 a.C. ed ecco perché il Natale è separato da sempre con 12 giorni che non assorbono un simbolismo e non si attestano su una Maginot patristica di cartapesta, cioè falsa, ma ripropongono una biografia, quella dei santi fra cui spicca Gesù che in origine celebrava l’Epifania al 22 di agosto a fronte di un Natale fermo al 10, mentre adesso al 22 agosto si celebra non a caso la Beata Vergine Maria che riceve i doni e la regalità dallo Spirito Santo, facendo però le veci di Gesù infante a cui si indirizzò oro, incenso e mirra.

Le fonti e la tradizione ci offrono leoni addomesticati, innocui come la bocca di un lattante, il 22 agosto, in occasione della festività di Maria Vergine, ci sono quelli veri perché allo stato brado in una chiesa selvaggia.

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