Natale: Dio e le sue nozze

Un link sul blog, quelli che le statistiche segnano, mi ha condotto a un aspetto che già credo di aver considerato, ma forse non all’interno della categoria dedicata al Natale che altri hanno cercato di fissare seguendo però le vie mappate, ovviamente falsate e ricostruite ad arte perché il viandante scritturale si perdesse, come lei, Signor Argentino Quintavalle di cui già da tempo conosco il sito.

Le dirò, molto brevemente, che lei sbaglia quasi in tutto, ma una sua intuizione è davvero degna di nota: lo sforzo di datare il mese del Natale attraverso la nascita di Giovanni Battista e dunque attraverso l’esame della classe sacerdotale di suo padre Zaccaria. Da lì in poi lei fa i conti e cade, per la nascita di Gesù, in primavera (così mi pare di aver capito).

L’idea di contare i mesi è buona, ma deve essere cosciente che quelle classi sacerdotali -ne sia certo- risentono della sistematica falsificazione, per cui l’esito è scontato.

Prova ne è che il versetto 6,38 di 1Re è quasi impossibile reperirlo e molte versioni online della Septuaginta (in realtà tutte quelle che ho consultato) lo danno assente dai manoscritti, ma se lei ricorre alla versione ebraica, quella presente anche in biblehub, le si aprirà uno scenario di grande effetto e particolarmente esplicativo, paradossalmente proprio sul Natale e i mesi che lei ha cercato di contare.

Le consiglierei, allora, di ricalcolare sulla base di questo navigatore e considerare 1Re 6,38, versetto che non a caso s’inabissa nei manoscritti greci, perché volutamente cancellato permettendo esso conti esatti, ed adottare la dedicazione del tempio salomonico nel mese di Bul (ottobre/novembre) come risulta dal versetto stesso.

Adesso, qualora lei se lo sia procurato (in ogni caso è questo), lei deve solo tradurre seguendo un misticismo che emerge solo da una traduzione letterale, perché כָּלָ֣ה non significa semplicemente “terminato, finito” ma, proprio perché riferito al tempio, ha un’accezione sponsale, potendo כָּלָ֣ה significare “sposa, moglie”.

E’ chiaro, quindi, che con la dedicazione del tempio, Dio si era unito a Israele e l’alcova fu il tempio, in particolare il ναός o Sancta Sanctorum ma, come lei ben sa, Gesù, in Gv 2,19-20, si equipara a quel ναός per cui Egli non solo ne è simbolo, ma ne ricalca le orme e la cronologia.

Quindi se il tempio fu dedicato, cioè terminato (ma occorrerebbe anche il verbo greco della LXX per comprendere appieno il significato) nel mese di Bul, perché tutto il piano di Dio era stato eseguito, con Gesù e la sua concezione, la concezione del piano messianico di Dio, avviene altrettanto, per cui è nel mese di Bul che il piano di Dio, rivelato a Maria grazie all’intervento di Gabriele, è terminato e Dio si è unito in nozze al nuovo Israele, ed è esattamente 9 mesi dopo Bul, quindi, che quell’unione sponsale dà frutto e vede la luce in Gesù, divenendo manifesta nel mese di Ab, cioè luglio agosto, precisamente al 10.

Conti, conti pure secondo il calendario che lei stesso propone e cadrà, da Bul, nel Natale che il blog ormai da anni indica, ben lontano dal 25 dicembre, perché in realtà fermo al 10 di agosto o, se preferisce, al venticinquesimo giorno di Ab.

Ps: per la traduzione di כָּלָ֣ה ci siamo avvalsi di tre traduttori online, compreso Google che, sebbene in yiddish, indica “sposa”

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