La posta in gioco

La lettura simbolica spesso noi abbiamo cercato di riportarla nel suo alveo naturale, scrivendo che un simbolo non è solo tale, come mi pare d’intuire seguendo il web che spesso e bene riassume le nozioni comuni, ma ciò che riassume una realtà, la quale esiste come esiste il treno segnalato dal passaggio a livello.

Dunque anche noi riconosciamo la validità delle conclusioni a cui si giunge attraverso la lettura dei simboli e con questo post dimostreremo che a volte costituiscono una parte fondamentale nei vangeli altrimenti non compresi a pieno.

Del Natale abbiamo già parlato diffusamente e siamo giunti alla conclusione che il 15 a.C. al 10 di agosto era non solo Natale, ma la luna era piena.

Diversamente, abbiamo parlato poco della Pasqua, sebbene abbiamo già una precisa categoria dedicata, ma mai avevamo letto Lc 23,54 in una luce nuova, quella che non faceva brillare le luci del sabato, ma del mese nuovo e questo significa che la luna era nera.

Adesso interviene la lettura simbolica a rendere possibile anche la nostra lettura o scommessa (queste abbiamo fatte ripetutamente con il lettore) perché se a Natale era luna piena significa che di notte c’era luce, tanta se gli armenti pascolavano a Betlemme. E questo non è casuale se si ha chiaro il Prologo di Giovanni in cui si scrive

La luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l’hanno accolta. (Gv 1,5 e si noti quel 15 che emerge dal prologo)

Quella luce è venuta nel mondo è riassunta dagli elementi naturali nella loro pienezza di luce, perché alla luna piena si associa il dato astronomico del 10 agosto, quando il sole entra nella costellazione del leone per una lettura simbolica che affila il suo profilo, se la luce è il Cristo e la costellazione del leone è il mondo, proprio quello giovanneo.

Altrettanto però si può dire della sepoltura di Gesù preceduta dalle tenebre su tutta la terra (Mt 27,45 ma anche Lc 22,53) e quindi quella terra, intesa come universo, partecipa a un lutto simboleggiato dalle tenebre. La luna, allora, non può che essere nera, cioè priva di luce affinché essa costituisca l’elemento di spicco con la sua fase.

Essa è dunque nera, ma nuova come nuova era la tomba di Gesù Lc (23,53) aprendo il tutto a un profilo simbolico che solo gli esperti sapranno intendere in pienezza. A noi interessa solo offrire un’altra scommessa che si aggiunge alle altre già lanciate, che divengono:

1 Il 10 di agosto del 15 a.C. era Natale

2 La luna era piena

3 Il 35 d.C. segna la Pasqua

4 Una Pasqua preceduta dalla deposizione di Gesù nella tomba con luna nera (nuova) a cui si potrebbe combinare un 21 aprile per la crocefissione

5 Il 486 a.C. come trentasettesimo anno di regno di Nabucodonosor

6 per cui il 505 a.C. come ultimo anno di regno di Sedecia, quello che vede la caduta di Gerusalemme.

Per Natale (che questo 25 lo sia o meno adesso non ha importanza) si gioca dappertutto, lasciate che anch’io lo faccia e offra anche le quote:

1:75 perché a tanto ammonta la fiala di Xeplion che mensilmente faccio.

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