Vietato l’ingresso

Scrivo ancora a lei, madre Cremaschi, perché con il suo Detti e fatti delle donne del deserto pare aver introdotto anzi tempo la rivendicazione di genere, addirittura prima che questa divenisse piaga sociale.

La questione femminile, infatti, è spinosa pure nel deserto, dove trova tra l’altro un habitat naturale, ma non ancora conosciuta se gli strumenti d’indagine di fermano all’oggi e vedono una parità o una disparità.

Tuttavia la sensibilità dei Padri non può tradire il genere femminile e non si ferma, quindi, alle donne, che rimangono Madri anche nel deserto, per cui Sopatro, nel suo unico detto dell’alfabetica, va ben oltre i confini che la prima vista gli attribuisce e non esclude le donne dalla cella del monaco solo perché tali.

Infatti, “non far entrare nessuna donna nella tua cella” non è l’ammonimento misogino che appare, se si ha chiaro, come lei, il ruolo della cella nella vita del monaco. Essa non è luogo di dimora, è, paradossalmente, un grembo materno ed è lì che il monaco è nutrito da un cordone ombelicale che lo fa tutt’uno con Dio, quasi un Dio Madre.

E’ dunque luogo di elezione e d’intimità, in cui l’affettività si rivolge solo a Colui che ha generato il monaco e non può far posto ad altro, per un’intimità che non deve essere interrotta da un altro che non sia Dio.

Nella stuoia del monaco non c’è posto per la donna, quindi, perché prim’ancora non c’è posto nel suo cuore e dunque la donna non è che non deve entrare nella cella del monaco: non deve entrare nel suo cuore, se quel cuore è, metaforicamente, la cella.

L’esclusione della donna dalla vita del monaco e più ancora del suo centro affettivo, cioè la cella, non dipende quindi da nessuna disparità di genere ed è totalmente fuori luogo immaginare, sebbene in termini, una rivendicazione di spazio, a meno che non s’immagini un improbabile ménage a tre che darebbe scandalo, in particolare proprio tra le donne.

Certo, ci furono Donne nel deserto, ma furono madri che infatti il deserto non cacciò, anzi, perché mai pretesero di frequentare una cella, mai si frapposero tra Dio e il monaco, rimanendo esse stesse in cella, dove Dio e loro erano soli al mondo.

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