Nessuno grida nel deserto

Chiedere chi conosca i monaci susciterebbe ilarità, mentre chiederlo ai monaci potrebbe risultare offensivo, ma noi lo chiederemo ugualmente: c’è qualcuno di voi che conosce i monaci?

Domanda senza risposta perché l’imbarazzo vince la ragione che in questo caso cede, a sua volta, all’ovvietà che il mondo è pieno di conventi e le loro campane risuonano ad ogni ora, ma non battono le ore dei monaci se ne sfugge la definizione, cioè il perché del loro stato monastico.

Forse, adesso, alcuni sfoglieranno il web alla ricerca della definizione e ne troveranno molte, anzi, tutte facenti capo alla solitudine che mònos quello dice, ma non dice che di persone sole ne è altrettanto pieno il mondo, ma non sono monaci o, almeno, nessuno li reputa tali.

Dunque, come la veste, la solitudine non fa il monaco che deve essere qualcos’altro e allora la desinenza èchos lo fa ancora più solo dandogli una coscienza di status e di classe che gli dice “sono solo” (mònos èchos) tanto che appare evidente che il monaco sa di essere solo ed è inutile che si guardi attorno.

Poi, colui che si sarà cimentato con il web, incontrerà sforzi dotti per pezzi scritti in solitaria nei conventi o a più mani che frugano nella patristica alla ricerca dei monaci, ma non li trovano, perché loro abitano il deserto e fuggono le presenze estranee, aborrendo ogni definizione che non sia quella legittima e per questo sbianchettata nella desinenza piucchè ovvia di èchos (voce, èco appunto) cosìcchè quella solitudine si popoli, ma di una sola voce: quella di Dio.

Ecco allora il monaco, quello che nessuno conosce: è colui che segue e ascolta una sola voce che non appartiene agli uomini tanto meno a un Magistero caratterizzati dalle lingue, dai dialetti e dalle risse, mentre la voce di Dio, quella che si ode nel deserto, è una sola ed è universale.

I Padri e le Madri del deserto questo cercavano nelle rare oasi e l’esperienza esodale che li spinse nel deserto fu la ricerca della voce di Dio, perché là solo si ode, cioè la si ode solo fuori dai confini dell’Egitto, anche quello culturale e spirituale che caratterizza il nostro secolo.

Il deserto non è solo il luogo in cui è assente l’inquinamento luminoso e si possono ammirare e seguire le stelle, è anche il luogo del silenzio dove è possibile udire la voce di Dio ed essere così monaci, perché nessuno grida nel deserto, neppure Giovanni.

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