Una causa persa

Ieri abbiamo solo introdotto un apoftegma che riguarda, essendo molto simile, Macario il Grande e Nicone. In entrambi i casi l’episodio è simile perché si tratta di una falsa accusa di violenza sessuale, ma quello di Nicone, fuso con quello di Macario, si presta davvero a una lettura molto significativa.

Anche Nicone, infatti, è accusato di stupro e a anche in quel caso c’è di mezzo un altro, ma se quello di Macario giustifica l’arrivo a Scete, quello di Nicone spiega la tentazione o, in ogni caso, come il diavolo le rovescia addosso.

Come Macario, Nicone, si assoggetta a un pena ingiusta e non si discolpa, certo che la Giustizia farà il suo corso. Questo perché se lui avesse inteso difendersi dall’accusa sarebbe rientrato a piè pari nel mondo, nella sua logica e nella sua legge ed è quello che voleva il diavolo, voleva cioè ripescarlo nel deserto per reintrodurlo nel mondo con una causa, sostanzialmente.

Dunque sceglie l’accusa più scandalosa per noi, figuriamoci per un monaco, cosicchè la voglia di dimostrare la sua innocenza fosse insopprimibile. Se avesse ceduto, tuttavia, ne sarebbe uscito vincitore, ma in realtà vinto, perché la tentazione mirava proprio a un’innocenza umana che gli avrebbe fatto perdere la giustizia divina e la santità, quando proprio quest’ultima era in ballo, come infatti lascia intendere il quesito di apertura dell’apoftegma di Nicone, in cui si chiede come il diavolo attenta alla vita dei santi trascinandoli nuovamente nel mondo

Sarebbe di nuovo tornato secolare, stimato, onorato, è vero. ma, nell’ottica del deserto, divorato dalle fauci del leone. Abbozzò un sorriso Nicone, ne siamo certi, ben sapendo che la vittoria era la sconfitta del momento, perché capì subito che tutto quanto era opera del diavolo e dunque a poco valeva una difesa legale di grido (anzi, proprio questo il diavolo voleva).

Quasi sempre, ormai, siamo in contraddizione con Fanzaga, ma disse giusto dalle sue onde: nei Padri e nelle Madri del deserto c’è “la lotta quotidiana contro satana” e non contro il vicino o le grazie di una fanciulla. La tentazione, dunque, è molto sottile nello scopo, una tela di ragno che conoscono solo le creature il cui habitat è il deserto

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