Non c’è pace tra gli ulivi

I due ultimi apoftegmi dedicati a Macario e Nicone, aprono a ulteriori considerazioni analoghe se il leitmotiv è la giustizia e non la legge. Ad esempio, un apoftegma di Gelasio è altrettanto illuminante, perché di mezzo, sebbene non ci sia un’accusa di violenza sessuale, c’è ugualmente la legge, che magari dava ragione al secolare, ma il padre rivendicava il suo diritto di fronte a Dio, per una cella che non poteva essere data in pasto al mondo in virtù di una parentela che ci aveva messo gli occhi.

L’apoftegma secondo di Gelasio, infatti, dice chiaro che la questione non verteva sul terreno e gli ulivi annessi, tant’è che il padre si lascia spogliare di tutto il raccolto, ma rimane fermo sulla decisione di negare qualsiasi diritto sulla cella, per il motivo su esposto.

La legge, magari, dava pieno titolo al secolare, tant’è che intraprende un lungo viaggio per rivendicare quel diritto, ma così facendo si erge “contro l’uomo di Dio”, l’anacoreta. Dunque, di nuovo, si apre il tema della giustizia, a fronte di una legge che si vuole imporre, ma così facendo, essendovi di mezzo un uomo di Dio, la causa viene avocata in cielo e infatti il contadino non fa ritorno a casa.

l’apoftegma ci parla di uomini di Dio, è vero, ma più ancora di una chiesa di Dio che, se tale, dovrebbe seguire le orme del padre, cioè rimanere ferma nel proposito, ma non ricorrere alla legge, che magari gli attribuisce la ragione, che però rimane sua e non è più di Dio.

Uno status monastico, quindi, non si tutela con mezzi umani, pena il divenire umani, in tutto e per tutto simili al mondo che sulle prime rende pure bene, ma la semina la attende un raccolto di zizzanie, perché tu, chiesa, hai messo mano all’aratro del mondo volgendoti pure indietro e così il raccolto è andato storto.

Si fa presto a definirsi di Dio, molto meno ad adottare una morale, un’etica e una logica consoni che ben si guardano dalle cause per concentrarsi esclusivamente sui sorrisi fraterni quando sorge la bega, sorrisi che però, sebbene non compresi da tutti, ad alcuni fanno gelare il sangue.

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