Il silenzio degli innocenti?

La strage degli innocenti, sebbene cancellata dalla storia e dalle sue fonti è ancora presente nei vangeli e ci parla di una natività travagliata dopo il travaglio di un parto che aveva condotto i Magi a Gerusalemme seguendo una stella.

Passo oltremodo conosciuto, se non altro perché ferma la seconda festività natalizia all’Epifania, mentre nel mondo ortodosso celebra il Natale, per cui appare strano che ci sia da aggiungere qualcosa dopo due millenni di cristianesimo; eppure c’è da aggiungere una nota molto importante di cui io, magari a causa della mia ignoranza, mai ho sentito.

Infatti molto ho letto della strage di Erode, perpetrata all’indomani dell’arrivo dei Magi, ma niente del ruolo del sinedrio che appare all’oscuro dei fatti, sebbene appaia ovvio che Erode, con quel bagno di sangue, abbia fatto parlare di sé tutta Israele e abbia dovuto motivare il fatto.

Insomma se “un grido e un lamento grande sono stati uditi in Rama” e se “Rachele piange i suoi figli” (Mt 2,18) com’è possibile che i vangeli non riportino la reazione del sinedrio? O come mai il sinedrio non reagisce? Oppure perché i vangeli, di fronte a una sua naturale reazione, tacciono?

E’ davvero strano questo silenzio, pare quasi che il sinedrio fosse sede vacante, quando la lista dei sommi sacerdoti indica due nomi negli anni della strage, sebbene aggiunga una tonalità di giallo al mistero già fitto, perché la lista relativa al tempo della dinastia di Erode e dei romani data tutto il sommo sacerdozio, tranne proprio quei due che videro, anche nel caso della nascita di Gesù al 6/7 a.C., invece che del nostro 15 a.C., non solo il Natale, ma anche la strage, consegnandoli a un anonimato cronologico che non permette di sapere chi dei due si vide coinvolto nella strage o, comunque, la visse.

Insomma ci sono davvero troppi misteri in quegli anni di sangue, quasi a proteggere non Erode, l’assassino manifesto, ma coloro che si nascosero o comunque non fecero nulla per fermare una strage che era in loro potere fermare. Come mai?

Abbiamo scritto che i vangeli tacciono sulla reazione del sinedrio e quel silenzio è assordante perché se noi lo interpretiamo, anche alla luce dell’adagio popolare, capiamo che “chi tace acconsente”; mentre se adottiamo un gergo giuridico, vale la regola del silenzio assenso, quella che consegna il vero assassino, cioè il mandante, all’ombra, stavolta dei vangeli.

Per altro, alla luce di Gv 2,19-21, non è incomprensibile questa lettura perché Gesù, all’ombra del tempio non regola i conti e non getta il guanto di sfida al potere politico, ma a quello religioso che invita a distruggere il tempio (a ucciderlo) affinchè possa vincerlo risorgendo.

Talvolta il silenzio è la chiave per aprire le porte blindate dei palazzi e comprendere le ragioni, i moventi e i protagonisti di un fatto, sia pure un bagno di sangue di cui nessuno sa nulla perché perpetrato con una ferocia e una logica infernali che consegnerebbe i veri assassini a una damnatio memoriae.

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