Tornerà il panettone a Natale

Oggi è il 10 luglio per cui tra un mese sarà Natale, il mio Natale nel senso che solo io credo a un Natale agostano che fa ridere perché certamente frutto di una deriva psicologica tesa alla ricerca parossistica dell’assurdo.

Eppure un modo c’è per comprendere se io sia il pazzo di turno ed è infallibile: il calendario o, meglio, il martirologio ad esso conseguente perché la chiesa cattolica ordina l’anno liturgico secondo un calendario che non può fare a meno di svilupparsi sulla falsa riga dei Vangeli che narrano la vita della Sacra famiglia, per cui il calendario segna l’evento più importante dopo la Pasqua: il Natale.

Noi quel Natale lo celebriamo tradizionalmente il 25 dicembre, ma che ne è stato di quella stessa tradizione dopo l’adeguamento al nuovo calendario che passò dal giuliano al gregoriano? Il web conosce il nuovo martirologio romano del 1587 conseguente alla variazione del calendario e lo pubblica, ma niente si sa di quello precedente che non è andato perduto, ma è stato distrutto perché quel 1587 non segnò un semplice adeguamento dal giuliano al gregoriano, ma segnò l’entrata in vigore della “truffa di maggior successo di tutta la storia della scienza” come sostenne Robert Newton, entrò in vigore, cioè, la nuova cronologia tolemaica scritta a tavolino e alla bisogna, ben lungi, quindi, dall’essere totemica e, limitatamente ad alcune date, penso al 586 a.C., astronomicamente datata.

Fu nel 1587 che si consumò lo scempio della Bibbia con la pubblicazione della Sistina stuprando la Vulgata (Padre A. Maggi) e fu nel 1587 che la storia divenne moneta falsa seguendo un corso forzoso, violento e repressivo.

Non è un caso, dunque, che tra le tante assurdità di questo blog ci sia anche il nome e il cognome di Sisto V Peretti da noi scoperto come il falso profeta di Apocalisse, perché fu lui a volere una sua Bibbia (Sistina) e un nuovo Credo, Simbolo sì, ma del delitto.

Quel 1587 si colloca, infatti, due anni dopo il 1585 anno dell’elezione al soglio del più sciagurato Papa, che non si contentò di stuprare la Vulgata, la storia e la scienza, ma sviò le possibili indagini con un nuovo martirologio che cancellò le tracce della chiesa che fu.

Dunque la chiave di tutto è ancora conservata in chiesa perché lì l’assassino l’ha nascosta da qualche parte, ha nascosto cioè alla vista il martirologio precedente il 1587 in cui, gioco il mio onore e la mia parola, leggerete che il 10 di agosto la Chiesa cattolica celebrava il Natale cristiano.

Io non ho la possibilità di una ricerca così complessa e confido che io scrivendo, Dio scovi nella più classica intercapedine degli archivi un martirologio precedente il 1587, cosicchè 25 anni di ricerche e di fatiche non siano più l’ozio di uno scellerato, ma un impegno che egli ha assunto con se stesso fino a giocare il suo onore e la sua parola, nonchè la sua vita passata a lungo tra cammelli e moscerini.

Manca un mese esatto al 10 agosto. Forse sarò fortunato e tornerà il panettone a Natale

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