Sorelle



Pochi farebbero di Maria un simbolo tanta è la sua fama e complesso il suo ruolo che ha ha partorito, infatti, tutta una teologia specifica. Tuttavia ella è simbolo di un’umanità che accoglie lo Spirito e permette che si compia la volontà di Dio.

Dunque Maria non è solo la madre di Gesù, ma una parte dell’umanità, quella che accoglie lo Spirito Santo e fa nascere Gesù con le opere e la parola, oggi come allora. Non è, stando al simbolo, questione di generi, femminile e maschile: quell’umanità si compone di uomini donne, adulti e bambini. Un po’ come con Eva che è uomo e donna, sempre stando al simbolo, ed è l’umanità carne, diversa da Adamo, anch’esso uomo e donna, adulto e bambino, che è spirito.

Nei Vangeli questa diversità prende i corpi di Marta e Maria: la prima tutta presa dall’oggi; la seconda proiettata in un futuro che sarà messianico e sarà Parola. Ella, Maria, accoglie Cristo, mentre Marta lo ospita. La prima sceglie la parte migliore, cioè il cibo che non deperisce (Gv 6,27); la seconda si cimenta nelle frittate.

Marta sgrida per questo Maria perché “se facessimo tutti così che ne sarebbe?”; mentre Gesù sgrida Marta perché così si fa, si fa, cioè, come Maria che offre un boccone a causa della cena del signore che l’ha tenuta occupata.

Verrebbe davvero da dire: “E se facessimo tutti come Maria?” Se scegliessimo tutti la parte migliore chi curerebbe gli ammalati? E questo è vero nella misura in cui co sono gli ammalati, quando però in un mondo messianico andrebbero in paradiso pure gli ospedali, però, e tutto sarebbe la parte migliore.

Ma non ancora, per cui la critica di Marta è fondata, come legittimo è il suo lavoro e per questo non tutti scegliamo Maria, anzi, pochi, perché se non altro, vogliamo evitare la critica riguardo al nostro ozio molesto che non sposta neppure la sedia al passaggio di Marta, rimanendoci davvero comoda la schiavitù a fronte della libertà di Maria che, appunto, sfida la critica accogliendo Gesù, mentre Marta lo ospita.

Come vedete, siamo di fronte a due Maria, cioè a un caso di omonimia che coincide con un identico modo di fare perché come Maria (la Madonna) accoglie lo Spirito in sé, Maria accoglie il figlio di quello spirito, tanto che a noi è venuto davvero un dubbio: è casuale quell’omonimia e quello stesso agire? Oppure si tratta della stessa persona alla luce di Gv 19,25 in cui Maria (la Madonna) ha una sorella e potrebbe essere Marta, cosicché Gesù, a Betania, andò a trovare la madre, sua zia e suo cugino per una scena di vita familiare e parentale in cui, come del resto sempre, non mancano i contrasti quando si tratta di rimettere in ordine (solitamente i cuochi abbondano, lo sappiamo).

Ps: le donne citate da Gv 19,25 sarebbero quattro: Maria (la madre); sua sorella (Marta); Maria di Cleopa e la Maddalena.



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