Il popolo messianco

Quante volte leggiamo e ascoltiamo dal pulpito della chiesa che san Giuseppe era un falegname? Non sappiamo che egli era il padre putativo di Gesù? Quante riflessioni in proposito sono state offerte se egli fu ed è santo? Molte, tante, forse, addirittura, troppe perché manca quella più importante per comprendere Gesù, figlio di un falegname che vuole l’umiltà del Cristo, ma in realtà, girandoci attorno, la cela.

Gesù, infatti, era figlio di un falegname, ma nessuno dice ciò che non era, cioè figlio del sinedrio perché quello fu Barabba che infatti significa Bar abbà, cioè “figlio di un padre” spirituale, cioè del sinedrio che lo oppose a Gesù e in questo il blog con la categoria “Barabba” è stato chiaro sin da subito dicendo che si giocò la partita tra Dio e loro, cioè l’istituzione religiosa che si vide esautorata da un’incarnazione che scelse il popolo con Maria e non il sommo sacerdozio mosaico, nonostante la gloriosa origine che, appunto, faceva derivare il loro potere e la loro autorità da Mosè.

Questo accecò la loro superbia e il loro orgoglio collettivo di casta che si vide superare da un desco di falegname quando loro ambivano alla cattedra, quella di Mosè (Mt 23,2). Vorremmo dire che tutto si risolse a Gerusalemme, ma sbaglieremmo perché la chiesa, con Sisto V Peretti ha fatto di più, forse peggio quando ha urlato di fronte a una croce sanguinante “come legno ti spezzo, come Cristo ti adoro” perché così dicendo ha imposto il suo Cristo, uccidendo Gesù, cioè i legno, la vita bassa del Cristo di estrazione popolare.

Insomma lo vollero come loro erano diventati: nobile, ricco e viziato, vollero cioè un Cristo a loro immagine, affinchè non rifulgesse lo scempio che avevano fatto di Gesù. Così elevarono il Cristo a una dimensione puramente teologica, per una nobiltà di spirito e sociale che aveva spezzato il legno, per far posto all’idolatria del Cristo.

Quella di Sisto V Peretti non è un’esclamazione buttata là, essa riassume tutta una chiesa dopo di lui, quella stessa che apprese il modello da Barabba, mandato libero affinchè si crocifiggesse di nuovo Gesù, cooptato pure lui in una casta nobiliare religiosa tanto fastidiosa quanto inutile, perché pretesa di un magistero che vorrebbe divorare il bambino, quello ancora educato e istruito da un falegname e una casalinga, ben lungi dalla faccia del dragone

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