Santi e beati: il calendario e la sua storia

Sarà un post breve che vuole solo lanciare una ricerca in un martirologio che forse ha conservata ancora la verità su una festa che fu Sant’Anna, la profetessa, quella che per seconda riconobbe Gesù sebbene ancora bambino e presentato, per questo, al tempio (Lc 2.36-38).

Anna è personaggio importante nel Nuovo Testamento perché in lei si compie l’attesa messianica, tanto che Simeone, anche lui tra i primi, ossia il primo, a riconoscere Gesù, significa “Dio ha esaudito” ha esaudito, cioè, un’attesa che affonda le sue radici nella storia profonda di Israele, quella che dà vita all’intero ciclo profetico.

Noi riteniamo che una chiesa con un martirologio non riformato abbia lasciata traccia di Anna, segnando sul martirologio romano il giorno esatto della presentazione al tempio (come è ovvio, direi), celebrando allora la sua festa, cioè 8 giorni dopo il Natale che noi collochiamo al 10/11 agosto, perché a suo tempo avevamo scorto anche in Luca quel Natale, quando al versetto 2, 10, dicemmo, si rompono le acque; mentre al 2, 11 Gesù nasce, cioè nasce la notte tra il 10 e l’11 agosto, avendo dedicata un’intera categoria a quel Natale.

 Natale che anche il martirologio cattolico celebrava nella stessa data però, perché è Anna e la sua festa o memoria a tradirlo con un conto semplicissimo grazie al martirologio del 1587 che fu nuovo, perché nella notte tra il 4 ottobre e il 15 ottobre entrò in vigore il nuovo martirologio, quello che fu necessario dopo la riforma del calendario che da giuliano passò a gregoriano avanzando di 11 giorni.

Questo fa sì che 11 giorni prima, cioè seguendo il giuliano, si celebrasse Sant’Anna mentre, seguendo Luca 2,21, 19 giorni prima, quelli che sommano gli 11 giorni di avanzamento del calendario più gli otto giorni dopo la nascita di Gesù necessari per circoncisione (Lc 2,21), fosse Natale.

Infatti, nel martirologio romano del 1587, abbiamo che Sant’Anna cade al 1 settembre, per cui 11 giorni prima era il 20 agosto partendo dal 31 e noi crediamo che nel martirologio precedente quello del 1587 in quel giorno o in quello immediatamente precedente cadesse Sant’Anna; mentre il Natale cadeva 8 giorni prima, cioè al’11 o 12 agosto, cosa che forse ci obbliga all’approssimazione di un giorno rispetto al nostro 11 agosto natalizio, ma crediamo che a ben guardare si possa essere estremamente precisi, mentre adesso vale far notare che l’impianto di fondo delo nostro ragionamento è molto solido costringendio, forse, a un’approssimazione di ore.

Abbiamo, insomma, ragione, sul Natale agostano non perché la vogliamo, ma perché  la stessa Chiesa cattolica ce la dà, perché lei stessa aveva fermato, nel suo martirologio del 1587, la logica di quello stesso Natale e degli eventi successivi, cioè quelli descritti dai vangeli, quando fermò il 1 settembre Sant’anna, calcolando 11 giorni di avanzamento rispetto al giuliano. Poi ha cambiato per ben due volte le carte, ponendo il martirologio di Anna al 1 settembre, riformandolo ancora e celebrando Sant’Anna al 3 febbraio, ponendo anche lei, come tutti, al freddo e al gelo.   

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