Le mani su una rivoluzione

Non conosciamo il senso che altri hanno dato al celebre noli me tangere che certamente avrà stimolato la riflessione anche dei Padri, tuttavia non crediamo che nessuno si sia mai spinto oltre l’evidenza per addentrarsi nell’assurdo.

La frase, a nostro parere, la si comprende solo alla luce di quanto segue la richiesta di Gesù o, meglio, il motivo del suo rifiuto, cioè perché “non sono ancora salito al padre” che ha un significato nascosto, forse sinora e volutamente nascosto.

A nostro avviso, infatti, è evidente che Gesù non è “ancora” assurto alla sua gloria per cui i giochi non erano fatti sebbene la crocefissione e la resurrezione. Sembra paradossale, ma la battaglia non era ancora finita sebbene vinta, e potevano sporcare la vittoria attribuendo a quell’abbraccio di Maddalena un secondo fine che avrebbe resa impura tutta la Sua opera.

Ci viene in mente una nota del Vangelo lucano, allora, dove Gesù è il prediletto dalle donne (Dn 11,37) perché loro facevano, più di altri, forse più di tutti, cordoglio per un motivo che però traspare solo nel Vangelo di Giovanni, alle nozze di Cana, in particolare, dove altri hanno fatto notare che mai Gesù si rivolge a Maria con il titolo di madre o con il nome proprio.

E anche quei molte sono le spiegazioni date a proposito della freddezza del Figlio verso la Madre, ma bene altri hanno sottolineato un fatto: gli appellativi usati da Giovanni, in un contesto di nozze, sono donna e madre quasi a dire che la donna si sposa affinchè sia madre, segnando non solo una funzione, ma un ruolo che va ben oltre quello riproduttivo, per conferirle una dignità forse nuova o, almeno, riscoperta radicalmente in una Gerusalemme à la page che forse aveva relegato la donna in una condizione di soggezione all’uomo, quando però ella aveva, scritturalmente, una sua dignità di donna che con il matrimonio eleva il suo ruolo a madre.

Crediamo totalmente nuova questa lettura, per cui crediamo anche che Gesù fu rivoluzionario in un contesto maschilista che aveva reso schiava la donna o, in ogni caso, vittima di una società maschilista, tanto che le letture che giustificano il distacco e la freddezza di Gesù verso sua madre con “i tempi di allora”, non hanno capito il senso profondo non di una scena (Cana) ma dell’opera di Gesù che libera dalla schiavitù del peccato, è vero, ma anche dalla schiavitù che aveva relegato la donna in un subordine tipico di tutte le altre culture, ma non dello spirito profondo della Scrittura che ha in Luca il suo senso se le donne sono il leitmotiv della genealogia lucana.

Ecco allora che Giovanni, in Cana, ricorre a donna e madre perché ristabilisce un ruolo scritturale di donna affinchè, con le nozze, sia madre per un dignità riscoperta che divenne però, tornando al passato, rivoluzionaria. Ed ecco che quel noli me tangere, allora, fa salva l’opera di Gesù mettendola al riparo dall’ennesima calunnia, stavolta post mortem e resurrezione, affinchè sia una donna a vederlo per prima risorto e sia una donna con lui a risorgere dalle ceneri di un maschilismo farisaico non scritturale, per una rivoluzione che infranse un modello culturale e sociale di comodo che le donne per prime avevano colto e per questo piangevano, piangendo se stesse (Lc 23,28) alla sua passione.

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