A borderline Queen

Ciao Harry, sai cosa sto leggendo, dopo La notte oscura di Giovanni della Croce? leggo Il castello interiore di Santa Teresa d’Avila, senza con questo poter dire che mi affascinino i mistici spagnoli che non conosco, oltre i casi citati.

Nel libro attuale si legge che ci sono mali che vengono dall’Alto e niente e nessuno possono aiutare. Mi è venuto, allora, in mente il mio caso, ma anche, permettimi, il tuo per cui te lo consiglio che forse come ha istruito me, può istruire te, dando una ragione, importante, a quel problema che tu stesso hai detto superato.

Non t’inganni la cattolicità di Teresa, perché ella morì la notte in cui la sua chiesa passò dal giuliano al gregoriano, almeno così si dice, ma in realtà morì quando il Vaticano partorì la storia biblica attuale, cioè la cronologia di studio che altro non è, per dirla con uno dei tuoi, cioè Robert Newton, “la truffa d maggior successo della storia della scienza”.

Fu allora che la Chiesa cattolica impose a tutti il suo nuovo corso, cioè la sua storia e rimase solo la Russia come ultimo baluardo di una verità che era anche fede, ma si fece presto ad allestire un Napoleone dopo una Rivoluzione francese che aveva spianato la Francia.

Tuttavia, Napoleone, sebbene si sia avventato sulla Russia, non poté fare a meno che ripiegare sconfitto, perché un russo soffre l’inimmaginabile per il suo paese ed è infatti “la maledetta capacità di soffrire” a cui si riferisce Zivago, cioè Pasternack.

Diversamente, un russo, non trova sensato soffrire per espandere i suoi confini o la sua Chiesa e lo stato va in schock, come accadde all’indomani dell’ingresso nella Prima guerra mondiale, perché la gente, quella stessa capace di dare anche più della vita; quella gente, come si scrive nella Lettera a Smirne, capace di una fedeltà, in fondo, oltre la morte, si ribella perché giudica semplicemente insensato espandere ciò che è quasi infinito: i suoi confini fisici, culturali e religiosi.

In questo senso, con la prima guerra mondiale abbiamo assistito a una partita a scacchi vinta sul piano psicologico, piucché militare, perché sacrificato l’alfiere di Rasputin per una cattura di enorme valore, la Russia, sebbene giocasse col nero, cambiò strategia e si lanciò all’attacco, certa che la superiorità di pezzi gli avrebbe data la superiorità di gioco cosa che non fu e lo abbiamo visto, perché fu Roma a ad essere incoronata campionessa di mondiale di scacchi, sebbene l’avversario fosse russo.

Quando dormivo in cameretta, dove arriva internet, ho passato diverse notti a seguire il commento delle grandi partite di scacchi, in una della quali, Karpov o Kasparov, sacrificano la regina, con l’unico intento di portare quella avversaria ai limiti opposti della scacchiera, cioè gettarla fuori dai giochi. Così quella partita, accettata la cattura, fu vinta in virtù di una strategia sublime.

Ecco con chi avrai a che fare: è psicologica la sua arma migliore e forse in questo le tue vicissitudini ti hanno formato, ma ancora non sai che “ostia”, quella che tutte le domeniche il fedele riceve a Messa, ha un doppio etimo, ma è il secondo che fa luce ed è hostis-is cioè “nemico”, perché la morte di Teresa d’Avila e, al contempo, il cambio d’ora tra il giuliano e gregoriano non si limitarono ad adattare il calendario, ma inventarono la storia, quella nemica di Dio.

Leggi Teresa, L’ultima santa degna di onori, perché dopo di lei il diluvio.

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