L’ultima strega

Alla luce del post dedicato a Luca e alle sue donne, è apparso nella mia mente un plot, cioè una trama per un romanzo che a mio parere promette bene. Ciò che ispira la trama è un’evidenza: se Luca, e dunque il Vangelo, ama le donne, cosa ne è del diavolo?

L’antagonismo tra i due personaggi principali della Scrittura saprebbe trovare un compromesso o se l’uno si abbandona all’affetto, l’altro è caratterizzato dall’odio?

Pensiamo valida la seconda ipotesi, ma coscienti che satana non odia dandolo a vedere, cioè né inveisce, né picchia ma sa come odiare bene: ti usa, per poi gettarti, raggiunti i suoi scopi.

Ecco, noi immaginiamo questo nei primi capitoli del nostro romanzo: una questione e una rivendicazione femminile che sorge imperiosa nella società civile ma che è strumentalizzata sin dal suo sorgere.

Satana ha bisogno di cavalcare il malcontento, forse l’ingiustizia, e come in Eden sobilla Eva, così farà dopo, ma non promettendogli l’essere come Dio, che quella fase del suo progetto già è sviluppata, quanto far assurgere Eva al comando, rovesciando una società e una storia maschili.

Eva di nuovo commette l’errore di dar seguito alle sue parole, senza però capire che l’intento di satana è giungere, attraverso lei, all’albero della vita di fronte al quale Dio ha posto i cherubini che però sono, agli occhi di un’Eva circuita, demoni, cioè i demoni di una parola divina, di una tradizione e di una cultura che ancora distingue l’uomo dalla donna.

Retaggio di un passato maschilista, Eva darà una sua personalissima, sofisticata e crudele caccia agli angeli uccidendo così le sue guardie del corpo, ma lasciando indisturbato e al di sopra di ogni sospetto satana, che dà pieno appoggio al movimento iper femminista e al contempo sviluppa con calma il suo piano: la creazione della vita in laboratorio.

Ottenuta la formula della vita, satana adesso non ha più bisogno della donna e può sviluppare la fase finale del suo piano che prevede un mondo di uomini per soli uomini e getta la maschera dando così sfogo al suo odio viscerale: una caccia alla donna scientifica, capillare e altamente tecnologica che non dà scampo a Eva, sterminata da una futuristica caccia alle streghe.

Solo un manipolo di resistenti sopravvive in quegli ultimi tempi, ma anch’esso è soggetto a uno stillicidio di vittime, sino a che ne rimane una sola che riuscirà, miracolosamente a far salva la vita e con essa quella di un genere umano, altrimenti definito “prodotto”.

A me pare una buona trama se ben sviluppata, tanto che mi spingo a scrivere che questo si vuole, cioè che Eva si arrampichi socialmente, per poi essere gettata all’inferno.

La citazione di apertura del romanzo potrebbe essere benissimo

Guai alle donne che saranno incinte, e a quelle che allatteranno in quei giorni!

che non a caso può essere tratta solo da Luca (21,23), l’evangelista delle donne, l’evangelista, quindi, del futuro, nonché ottimo romanziere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.