Allah accà

La storia non è solo ciò che è successo, ma anche ciò che sarebbe potuto accadere se. Cosa sarebbe accaduto se Napoleone avesse vinto a Waterloo? O cosa se Giovanni Sobieski avesse perso a Vienna? O cosa se Stalingrado non avesse retto all’assedio?

Tutte domande affascinanti, un po’ come se fossimo di fronte a una scacchiera in cui non una mossa è stata fatta, ma un’altra aprendo una variante sconosciuta.

Si può fare -e lo fanno in ambito accademico- della fantastoria, ma sui fatti, non sulle origini, quando mi pare possibile anche questo caso, cioè indagare a una luce diversa la nascita di un movimento, di un fenomeno o di una religione, come l’Islam di cui si sa che a Maometto cadde il Corano sulle mani e da lì è nata una religione che ha fatto la storia, perché antagonista del cristianesimo con cui da secoli è ai ferri corti.

Si sa questo in soldoni, ma cosa sarebbe se? Cosa sarebbe se noi adottassimo una chiave di lettura che rompe gli scemi per gettarsi a capofitto nella fantasia?

Se noi leggessimo nel greco l’origine di Allah, ad esempio, cosa ne verrebbe fuori? Una ghematria come dialettica storica è mai stata adottata? No, e sono il primo a scrivere ΑΛΛΑΗ per un valore di 71 come i membri del sinedrio, però, e questo potrebbe inserire l’Islam in un contesto che la storia conosce, perché non sarebbe la prima volta che si finanzia una potenza, uno stato, un movimento in chiave antagonista, in questo caso di antagonista cristiano perché, pur non avendo la forza, si hanno l’astuzia e il denaro necessari.

Non credete che cambierebbe tutto? L’Islam non sarebbe più una religione, ma solo un espediente a cui si è ricorsi nell’impossibilità materiale di farlo in prima persona che forse non neanche conveniva, aggiungendo un caso illustre alla già lunga lista dei pupari della storia.

In questo senso, allora, l’attuale immigrazione non è “aprite il cuore, aprite le porte, costruite i ponti”, ma una conquista nel tempo e dello spazio, una Lepanto dentro Venezia, una buona pace degli stessi islamici che si credono alla conquista, ma prima sono stati comprati da coloro che dovrebbero scovare dietro le pietre e lapidare, come recita una sura.

Insomma, piucché storia, follia, ma l’abbiamo scritto “cosa sarebbe se…” e lo confermiamo ancora sebbene proiettato nel futuro: cosa sarà se il sinedrio prende ragione sull’Europa?

E’ una domanda che si debbono porre le donne alla luce della foto sopra che non è fantasia, né divertissement accademico, ma realtà che quest’ultima cambia in un battibaleno e dalle minigonne si passa al burka.

E’ una responsabilità che le donne di oggi si prendono con quelle del futuro, perché la condizione femminile può essere miope, ma non è bene che sia cieca, cioè si eserciti in tatticismi di successo che fanno vincere le battaglie con la bilancia, ma se sfugge la strategia il disastro è assicurato ed è perfettamente inutile ragionare sul discriminate colore rosa perché la tinta che indossa il futuro è fosca, anzi nera.

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