Studia! Estiqaatsi!

In Giovanni 7,52, CEI 2008 consiglia a tutti coloro che si avvicinano a Gesù un metodo che anche oggi va per la maggiore. Infatti essa traduce “studia e vedrai” che nessun profeta viene dalla Galilea. Le altre traduzioni che ho esaminate optano per un più anonimo “investiga”, “esamina” o “fa un po’ quello che vuoi”.

E’ una buona traduzione, secondo noi perché fa luce su un aspetto sinora non considerato a dovere della vita e della carriera di Gesù, se s’invita allo studio per conoscerne l’origine e la natura.

Alla luce poi del risultato di tutto quello studio il senso della traduzione è ancora più chiaro: non ci capirono nulla, casomai ci capì qualcosa la maledetta gente che non conosceva la Legge, cioè la Torah, per cui tutto diviene grottesco alla luce della crocefissione.

A me pare, tra l’altro, che quello “studia” riassuma un contesto che il blog ha descritto, se c’era Barabba, figlio di un maestro spirituale, che aveva studiato e se c’è Paolo che si appella non alla cattedra, ma ai piedi di Gamaliele tanto aveva studiato per non conseguire, però, il titolo di apostolo che quelli erano pescatori, esattori e medici (questo sì aveva studiato, ma dovette imparare tutto daccapo, però).

Ecco allora che quello “studia” è davvero il verbo del capitolo 7 perché il conflitto, come abbiamo sempre detto, era tra gli studiosi del sinedrio e un figlio del falegname, anche se i primi mandarono al massacro Barabba, magari il portaborse in carriera.

Era cioè tra l’istituzione, cioè la Pubblica istruzione, e l’autodidatta sebbene di notevole acume e Spirito. Ieri, come accadrebbe oggi, si gridò quindi: “Qui crolla tutto!” cioè viene giù il mondo che però era il loro, ma ne fecero partecipe Gerusalemme, sennò appariva subito chiaro che il problema era di alcuni, cioè di coloro che avevano studiato, si facevano pagare, ma non ci capivano una mazza.

Ieri scrissi di me leader in questa sala. Una donna lo disse, ma non aggiunse che ero solo il buffone migliore con ottime spalle per le mie performance. L’allegria non mancava e qualcosa di quei tempi è rimasto, cioè mi è rimasta la voglia della situation comedy o della risata, tanto che ve lo dico chiaro: oggi è uguale, cioè anche oggi si studia per conoscere Gesù e quando la conoscenza è davvero tanta se ne fanno affari, dimentichi di quanto, magari sul rogo, urlò Giordano Bruno, cioè che la sapienza si è allontanata perché se n’è fatta affare, un affare che è per molti e ognuno tira il collo al suo pollo (vero Pollo di CR?).

“Studia e vedrai” allora, diviene “studia e venderai” divenendo l’uomo più ricco del mondo, cioè il Papa come quasi in visione seppi, immaginate un po’, al CUP di Città di Castello che davvero ne “studia” di tutti i colori e pone le madri e i figli a colloquio a fianco a me quando Bergoglio è a Panama e la madre è sudamericana e lo segue sul telefonino.

Era dolcissima quella madre con il figlio, ma quando lui le parlava dei suoi progetti, cioè di divenire “ricco come il Papa”, ossia “l’uomo più ricco del mondo”, lei si voltava e digrignate, minacciosa, violenta gli intimava: “Stuu-di-a!!” altrimenti come ti ho messo al mondo, dal mondo ti tolgo.

Non so cosa farai da grande, piccino, ma so cosa ti ha fatto tua madre: ti ha fatto studiare e a te rimane solo da stringere i denti, tale e quale a lei.

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