Oh, sorte fortunata

Ciao Antonella B. di cattoliciromani, una importante, una della mod, ma anche amica se ci siamo scambiati dei pensieri per Natale. Una volta mi offristi di scrivere a quattro mani un saggio su La notte oscura di San Giovanni della Croce e io rifiutai perché se sapevo e so qualcosa riguarda la cronologia biblica e forse Apocalisse, per cui i mistici sono quanto di più distante da me a meno che anche loro non facciano matematica.

Un paio di giorni fa, però, mi è venuta voglia di rileggere quel testo, una voglia strana perché impellente, insomma un bisogno che ieri quasi l’ho concluso, dopo averlo acquistato il giorno prima, ma in e-book che il cartaceo già ce l’ho.

L’acquisto vale i neanche i due euro di tutto frutto, però, perché quando un libro, seppur per una sola frase, t’insegna è ben acquistato. E’ così che ho evidenziato in e-book la mia lacuna, direbbero gli studiosi, cioè la mia preparazione che ai loro occhi è certamente lacunosa, ma Giovanni, quello della Croce, è chiaro in proposito: s’impari ciò che “conviene sapere per poter agire” e non di più per una gola spirituale che costituisce un vizio capitale.

Io, infatti, ho appreso quello che era necessario al mio agire, cioè a ciò che dovevo fare, dilettandomi, è vero, anche in altre letture, ma di poco frutto che subito svaniscono dalla mente, lasciando solo una traccia d’archivio, come la prima lettura de La notte oscura in ossequio a Bobbio, però, che scrisse bene: la cultura non è sapere tutto, ma sapere dove reperire l’informazione, cioè è la libreria che hai in testa, non tutti i libri che hai letti, perché nel manuale di Politica ed economia finanziaria dell’università si scriveva altrettanto bene, quando s’introduceva lo studente alla percentuale di memoria relativa all’apprendimento che inesorabilmente cala in scala geometrica rispetto al tempo successivo all’esame.

Insomma, ho riletto La notte oscura e la sua poesia e posso dire che ho vissuto proprio quello, tanto che le prime strofe della poesia di San Giovanni mi appartengono in prima persona. Rileggiamone  versi:

In una notte oscura,
con ansie, dal mio amor tutta infiammata,
oh, sorte fortunata!,
uscii, né fui notata,
stando la mia casa al sonno abbandonata.

 

Tutto accadde un 10 agosto  di tanto, tanto tempo fa, di notte quando fui preso dal terrore di essere ucciso. Uno psichiatra addurrebbe tutto a chissà quale psicosi, ma io e tu, se credi nella Notte oscura, sappiamo che non è così e non è così perché quel 10 agosto è il mio Natale, perché grazie alla Notte oscura l’ha scoperto nelle pieghe dei vangeli, della storia e della scienza.

Dunque rinacqui quella notte, e quella notte di fuga nei boschi insieme a quattro cani terrorizzato mi dette in realtà la vita, avendomi strappato, in modo o nell’altro, al “mondo, la carne e il diavolo” come direbbe San Giovanni, consegnandomi alla Sapienza quella che sopperì alla perdita di un intero, forse brillante, corso accademico di studi con un’idea folle: nei Re c’è Cristo, quel Cristo sino ad allora cercato, ma secondo la carne per una conoscenza limitata nel tempo e nell’oggetto.

Fu la Sapienza, quindi, a prendermi per mano e far sì che non io fuggissi il mondo, ma che il mondo mi scartasse (oh sorte fortunata!). Da allora tutto è accaduto ed ecco il forumista strano, il blogger strampalato e l’apocalittico, non  l’integrato.

Sì Antonella, il 10 abbandonai la casa “al sonno abbandonata” durante il pienone agrituristico agostano, questa stessa da cui scrivo e questa sala per cui le donne dissero di me leader, per divenire non tagliatore di sicomori o di rami di palma, ma semplice pulitore di cessi: oh, sorte fortunata! quella che mi pose davanti “la segreta scala“, cioè

il mondo 666

la croce 777

Gesù 888

 

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