Dalla Chiesa, lungo la A112

Buonasera signora Dalla Chiesa,

le scrivo con l’audacia di chi pensa di essere al corrente della storia vera di suo padre, condannato alla più classica damnatio memoriae.

Lo freddarono in auto, se ben ricordo, mentre so, perché ho letto, quanto si è scritto dopo, cioè del fiume di fango con cui si cercò di disfarsi del cadavere.

Era un uomo molto ingombrante per un’Arma che voleva cambiare mantenendo la divisa, quella che però che cucirono ad El Alamein e di cui volevano goderne l’eredità.

Suo padre fu, verosimilmente, l’ultimo baluardo alla deriva che di lì a poco ha giustamente fatto dell’Arma la musa d’ispirazione principale delle barzellette, perché da sempre vox populi, vox dei.

Gli uomini come suo padre non si possono travolgere con lo scandalo, prima ratio: ma si possono eliminare con l’extrema ratio: l’omicidio. Così Falcone, così Borsellino i Livatino e i Montanelli che, avvertito, dovette ripiegare che da morto non si scrive.

Tutti questi sono passati agli onori, mentre a suo padre, ci faccia caso, è stata riservato un fiume di fango, perché l’invidia vuole sempre cancellare il suo oggetto dalla vista. Dunque fu una fronda contro suo padre, una fronda che vide l’Arma coinvolta perché i nani volevano avere la meglio sui giganti e vili sugli eroi.

Fu una fronda, come quella che vide Moro già morto in un appartamentino inviolato perché bussando non aprì nessuno, scambiati come furono per Testimoni di Geova, sebbene in divisa. Non c’è da meravigliarsi: a quell’appartamento facevano la guardia un brigatista e un carabiniere, lo stato e la Chiesa che di lì a poco si unirono in nozze.

Si chiederà perché parlo solo di morti e allora le ricordo un De Falco che si rivelò uomo d’armi a tutto il mondo, sorprendendo per un’efficienza e un’attitudine al comando che meravigliarono il mondo, il quale si meravigliò anche del fatto che fu spedito, a calci, a strappare i biglietti nelle navi da crociera.

Vede, non solo morti, ma anche vivi danno noia perché siamo tutt’eguali, vermi eguali, arrivisti eguali, portaborse eguali, carrieristi eguali e stronzi eguali. Peccato che qualcuno dica no e dia disturbo, perché se sei brutto nessun nemico è peggiore dello specchio o di una carriera specchiata.

Concludo senza dire niente che potrebbe ferirla particolarmente, anche se lo potrei, potrei cioè dimostrarle del grado di finzione che raggiungono pur di ottenere gli scopi più sudici, quegli stessi a cui suo padre disse: “No!”.

Buona serata

Giovanni

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