Il matrimonio non è una favola

Buonasera Maestà,

intendo Elisabetta II sebbene la cattura che il blog si propone sia davvero grossa e rischi di strappare la rete, cioè il web, dalle risate per l’enormità della presunzione dovuta non solo al suo rango, ma più ancora al mio delirio, perché chi credesse di essere letto a corte altro non può essere che un pazzo (va da sé che lo sono: 100% pure pineapple juice).

E’ da giorni che mi frulla in testa, ovvio, un’evidenza e la pioggia mi ha dato modo di riflettere concedendomi tempo che se lavori con queste condizioni meteo porti solo fango in casa, una casa che, in fondo, non lo merita.

Io sono nato il 10 giugno, come suo marito Filippo, almeno così si legge nella sua anagrafe; mio fratello Paolo, invece, il 29 giugno, cioè per San Pietro e Paolo e infatti nacque gemello, ma Pietro morì e quando mio padre chiese la cartella clinica gli si rispose che era andata bruciata assieme all’archivio. Boh!?

Quindi nei Parigi si concentra una storia se suo marito è nato lo stesso giorno in cui sono nato io, mentre mio fratello è nato nella festa solenne di Roma.

Ora, non è che io sia in lotta con Paolo, ma con San Pietro e Paolo sì e infatti offriamo al web due cronologie, cioè due storie bibliche assolutamente diverse e inconciliabili, una delle quali, però, stando al suo matrimonio è quella legittima ed è quella del 10 giugno.

Certo, fra gli alti e bassi di un ménage, ma rimane il fatto che una è quella legittima come legittimo è suo marito; l’altra si è infilata nel mezzo, un po’ come nel film Barry Lindon quando l’anziano nobile grida che il giovane avventuriero vuole infilarsi nelle sue scarpe.

Tutto diviene estremamente chiaro quando leggiamo la Lettera a Sardi in cui vi s’invita a ricordare la parola ricevuta e come si è ricevuta. Operazione che potrebbe apparire difficile, ma non alla luce di una legittimità matrimoniale, perché nessuna non ricorda chi è suo marito, tutt’al più divorzia e lo disconosce, ma non nega il fatto legittimo.

Famiglia strana, la mia; legittima la sua a meno che non decida per il divorzio e si accompagni a un altro uomo per tutta un’altra storia che ha tutti i presupposti, però, di un’avventura.

I miei omaggi

Giovanni

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