La Bibbia in briciole

Se c’è una prima critica alla Bibbia, tanto che s’impara sin dalle elementari, è il “fermati o sole” di Giosuè, un assurdo biblico che ha partorito il primo martire non cristiano, ma scientifico: Galileo Galilei.

Tutti sanno che la Bibbia fa muovere il sole e “l’altre stelle” per un paradiso dantesco d’ignoranza che ha come scusante le scuse della Chiesa arrossita, poverina, sin alla radice dei capelli a causa del turpiloquio.

Per quell’affermazione, tutt’altro che scientifica, si andò a processo, forse al processo più famoso sin dalla fondazione della legge e dei tribunali e oggi, chiunque spezzi una lancia a favore della Bibbia e del suo sole è, al minimo, tacciato di oscurantismo e fondamentalismo biblico becero e folle.

Noi non siamo d quelli che sostengono il pellegrinaggio del sole, sebbene qualcuno, incredibilmente, sia ancora di quell’avviso e si eserciti, lodevolmente, nelle prove della sua teoria. Noi vogliamo solo far parte del processo a Galilei come difensori della Bibbia, senza però divenire dei fondamentalisti e cadere in un ridicolo che in realtà cercheremo di dimostrare appartenere ai suoi detrattori, perché se il sole si ferma all’ordine di Giosuè, la terra è piatta sulla parola di Giovanni che ha scritta Apocalisse, poiché egli parla degli angoli della terra (Ap 7,1), quando noi, scientificamente, la conosciamo tonda.

Ecco, partiamo da questo punto per imbastire la nostra arringa difensiva, dimostriamo, cioè, che quegli angoli esistono davvero, ma ciò non prova che la terra sa quadrata o rettangolare, ma rimane, fino a prova contraria, tonda.

Non siamo i primi a ricorrere a una lettura allegorica, quella cioè che va oltre il senso letterale per esprimere un concetto diverso, magari astratto ma espresso in maniera concreta.

Il ricorso all’allegoria e molto comune nello studio biblico, cioè nell’esegesi e nell’ermeneutica, ma in questo caso si è ignorato, scegliendo un’improbabile letteralità che ha permesso il sorgere di una terra che “eppur si move” ma paradossalmente quadrata.

Tuttavia, in virtù di una lettura allegorica, mi viene spontaneo ricordare di nuovo che quegli angoli esistono, perché esiste Bologna, come esiste Catalogna che letti a rovescio ci parlano, rispettivamente, di “angoloB” e “angolataC”, testimoniando la presenza di almeno due angoli dai quali sarebbe facile, immaginando un quadrato, ricavare gli altri due mancanti sparsi in Europa, per un quadrato della terra che altri non sarebbe che il vecchio continente, il quale non a caso ha cristianizzato l’intero globo, cioè la terra che rimane tonda, ma ha pure gli angoli perché in una lettura allegorica ciò è possibile.

Siamo così giunti a un primo risultato: la Bibbia non beve, per cui ciò che sembravano farneticazioni in preda all’alcool consumato a fiumi durante l’Ultima cena, sono in realtà finezze letterarie che sfidano i secoli e il secolo, cioè la scienza, che ha inventato il primo telescopio, con Galilei, ma è rimasta incredibilmente miope.

Alla luce di tutto questo, che ne è del “fermati o sole”? E’ davvero un orrore letterale? Se gli angoli poi esistono, siamo certi che il sole non si muova sebbene non all’interno di una galassia, ma di un’allegoria?

Non potremmo mai saperlo, a meno che non si torni alla Vulgata, cioè l’edizione biblica precedente la sistina che ha istituzionalizzato uno stupro tale che al momento non sappiamo cosa la Bibbia, cioè la Vulgata, contenesse di preciso, tanto che noi lo diciamo chiaro: forse il processo a Galilei ha presentato carte (Bibbia) false.

Di certo, però, a noi appare insolita la tempistica secondo la quale prima si dà alle stampe la sistina (1590) che diviene di lì a poco sisto-clementina (1592), cioè l’editio princeps, perché dopo di allora non la stampa, ma il diluvio; poi s’intenta il processo a Galilei (1633, quando l’anno 33 del XVII secolo è molto significativo) sapendo, però, di aver falsato la Bibbia e adducendo, quindi, prove assolutamente false che ci si guarda bene, tra l’altro, d’interpretare secondo un linguaggio e un significato più alti, quando questo vezzo è quello solito e ricorrente a ogni piè sospinto affinché tutto divenga così alto che non si vede più nulla, ma non in questo caso, dove prima si falsa la Bibbia, poi ci si affida a un’insolita interpretazione letterale.

Strano modo di fare e strana la tempistica, tanto che a noi viene il dubbio sulla correttezza di un processo che si volle seguendo un come e un quando che dettavano i tempi della farsa il cui titolo, come il programma che si sono prefissi, è “La Bibbia in briciole” per una catechesi rivolta ad anime semplici che si nutrono di molliche. Avvelenate.

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