I trentatré ladri di Trento: dall’Inquisizione a uno scioglilingua

Ci sarà la maturità anche quest’anno, come tutti gli anni e una traccia sul periodo o secolo delle grandi riforme religiose può scappare. Come del resto, è ovvio, può prendere la fregola di una tesi su quel periodo e allora perché non dettare agli studenti e ai laureandi la nostra di traccia?

Il blog è religioso, ma non nell’accezione comune perché non andiamo più a Messa, non ci confessiamo, non ci comunichiamo e se viene il prete ci limitiamo a un cristiano e ospitale Pater, ma decliniamo l’invito alla benedizione.

Siamo pazzi, certo, lo siamo perché pure certificati e pensionati come tali, dunque c’è da crederci se diciamo cose altrettanto pazze e affrontiamo la nostra d’inquisizione, anzi, controinquisizione perché rivolta agli inquisitori che nel XVI secolo la fecero da padroni e da padroni, cioè vincitori, hanno scritto la loro di storia che quella vera è altra cosa.

Dopo gli studi di storia moderna al liceo e un esame all’università posso dire che nessuno ha mai osato. Nessuno ha mai osato sfidare la verità di regime e dire che tutto quel guazzabuglio di riforme e contro riforme fu un teatrino, perché in realtà s’impose alla storia un nuovo corso e una nuova cronologia, come nuova fu la Bibbia, chiamata, non a caso, Nova Vulgata perché quella di Girolamo fu stuprata (padre Alberto Maggi) e il suo cadavere gettato alle ortiche della storia, dell’esegesi e del magistero.

Non litigarono, non litigarono affatto: è solo quello che si scrive inventando, dopo Ciro, una nuova storia che a ben guardare neanche fu un delitto perfetto. In questo Apocalisse c’è di aiuto per comprendere quello che davvero accadde, perché il capolavoro dello Spirito Santo ha riassunto tutto in un versetto (17,5), quello che ci parla di Babilonia come madre di tutte le meretrici della terra, cioè di Pergamo (Italia, Roma, la madre) e Tiatira (Germania); Sardi (Inghilterra); Filadelfia (Francia) e Laodicea (Spagna).

All’interno di questo elenco, ovvio che bisogna distinguere, distinguere l’istituzione e l’obtorto collo, ma i fatti son questi: tale madre, tali figlie: Prostituta l’una, prostitute le altre perché si adattarono al nuovo corso, alcune; mentre altre divennero figlie maggiorenni, cioè cattoliche adulte, come si dice oggi, che con la loro riforma fecero ingresso in società, per un gran ballo europeo (Riforma e Contoriforma) che le vide sotto i riflettori della storia, come le vediamo ancor oggi riunite sotto l’albero di un Natale dicembrino assolutamente insensato, ma che le riunisce il 25, sfidando non il freddo e il gelo in quanto tali, ma la ragione.

Tutto questo è passato alla storia come Riforma e Controriforma, ma in realtà fu un party, anzi un parto. Quello che però non si dice è come mai a Trento si sentì l’urgenza di modificare la Vulgata. Cos’è che non andava? Era sbagliata sin dall’origine o quell’origine andava cambiata? Com’è che, su quell’istanza, si gettano le basi per la Sistina che la stupra la Vulgata per poi andare impunita con la Clementina e dare alle stampe storiche il mostro sisto-clementino? O com’è che dal 1555 a 1585 il Trìbunale del Sant’uffizio (Inquisizione) fornisce tre papi (Paolo IV, Pio V e Sisto V, cioè il nostro falso profeta)? Com’è che l’Inquisizione e il papato divengono una cosa sola? Fu davvero l’urgenza protestante a blindare la Chiesa? Ma se Lutero, Calvino ed Edoardo VIII furono davvero il nuovo dilagante, com’è che si rinnovò, falsandola, la Bibbia? Perché non si oppose l’autorità della Vulgata, quando invece se ne fece carta straccia? E i riformatori, come mai adottarono non solo il 25 dicembre per un Natale di folli, ma più ancora un’edizione biblica che il blog ritiene assolutamente falsa e lo ha dimostrato in più punti, in primis quello cronologico? Insomma litigarono su tutto, ma tutti stuprarono la Vulgata e fecero carne da arrosto la legittima, oltremodo legittima, Resistenza allo stupro per un mal comune mezzo orgasmo.

Quante, quante stranezze, persino troppe a ben guadare, tanto che i celebri ladri di Pisa hanno imparato da loro a litigare di giorno per rubare assieme di notte! E infatti sorrido all’idea di una refurtiva scritturale, perché dal 1555 (elezione di Paolo IV) al 1585 (elezione di Sisto V) passano esattamente 30 anni per tre papi prestati dal Sant’uffizio al soglio papale, 30 anni per un Giuda dai forti connotati storici che fu capace di fare di Roma il rinascente caput mundi, cioè la più bella città al mondo o, se volete, la puttana più cara ed esperta perché davvero caput mundi, cioè di quel bordello che Giovanni apostolo ben conosce.

Ecco, se la maturità o la tesi vi propongono questo tema, potrete davvero assemblare una bomba, ma bisogna essere molto cauti ed esperti, cioè bravi, degli enfant prodige per divenire enfante terrible, altrimenti sarà un assalto all’arma bianca che dimostrerà solo il vostro coraggio, ma metterà seriamente a repentaglio la vostra vita di studenti e laureati.

Se non vi va, c’è sempre il bel voto che apre le porte a uno stipendione facile, facile, persino troppo perché in fondo è ciò che vi ha aperta la porta per una carriera di brillanti e onesti puttanieri

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