Un falso peregrino

Sto rileggendo di buona voglia Racconti di un pellegrino russo che già il suo bellissimo incipit scriveva il motto del blog, tanto mi aveva affascinato la sua modernità rispetto al mio caso, cioè, parafrasando, sono uomo e cristiano, per grazia di Dio, e del ceto più basso, di villaggio in villaggio del web.

Anch’io ho la mia Bibbia e la mia Filocalia e, quando me ne ricordo, prego pure, senza neanche però immaginare i vertici che quell’opera raggiunge nella sua preghiera continua.

Riprendere in mano un volume, a volte è desiderio, raramente ricerca, come in questo caso sviluppatosi sulla scorta dei Detti dei Padri del deserto che non finiscono mai.

Eccoci allora giunti al punto: speravo che le due letture precedenti avessero o dimenticato qualcosa, oppure non l’avessero catalogata a dovere, per cui mi sono di nuovo gettato sul testo e ho fatto bene, se in Russia qualcuno mi segue e può avere accesso alle biblioteche, magari di provincia o a quelle dei monasteri se non a quelle private, dove potrebbe essere sopravvissuta una vecchia copia dei Racconti, dove si legge chiaro, al racconto II e III delle edizioni attuali che Cristo aveva trentantré anni alla Sua morte e questo è semplicemente evidente al racconto III in cui l’orante paragona la sua età a quella di Gesù, cioè trentatré anni.

Il blog sa sin troppo bene che è falsa quell’anagrafe, per cui non è “ortodossa” e ciò mi ha messo in guardia contro una censura che non nasce in loco, ma è stata imposta da un altrove che noi sappiamo essere Roma, quasi sicuramente.

Questo ci permette di guidare la ricerca, perché la copia attestante il trentatré sarà sicuramente dopo il 1918, quando Lenin, tra i primi provvedimenti che prese, fu quello di adeguare il calendario ortodosso seguendo quello gregoriano, da giuliano che era, se ben ricordo.

Inoltre diverrebbe davvero copia curiosa quella che offrisse un bello chiaro “cinquanta come gli anni di Cristo” citati al racconto III, mentre al II sono solo accennati. Leggere in quella strana copia dei Racconti “cinquanta”, insomma, sarebbe non una classica svista del copista, ma l’originale che fornirebbe ai russi -ma penso anche alla letteratura mondiale data l’illustrissima fama di cui l’opera gode- la prova che quel trentatré è falso, mentre diverrebbe vera un’anagrafe insolita, cioè quella che offre il blog per Gesù, ossia 15 a.C.-35 d.C. unica capace di inserire Gesù nel Vecchio Testamento, perché “nei Re c’è Cristo” fu la via seguita in questo pellegrinaggio nel web

Buon lavoro, con un po’ di fortuna ne veniamo a capo a meno che il libro non sia un’opera post rivoluzionaria adattata alla bisogna, ma anche in questo caso non credo che manchino in Russia, come nel mondo, critici tali da fare le pulci ai cani.

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