Una Lectio Divina

Ci sono professori che non smettono mai d’insegnare, ma la loro lezione la impari poi, talvolta molto poi. E’ il caso di Emma Nardi, professoressa di storia e filosofia al liceo. L’ultima volta che l’ho vista è stata durante una delle tante passeggiate solitarie domenicali.

Aveva fatto capannello sulla porta di casa, verosimilmente e fui sul punto di salutarla che sempre ho avuto buoni rapporti e buoni voti. Non vedente, fumava durante le lezioni e per farlo accendeva le sigarette con un accendino firmato con la bandiera dell P.C.I

Mai mi ha dato fastidio quel fatto e mai l’ho giudicata, tanto che ancora apprezzo il suo sette a filosofia, testimone di buoni rapporti, perché la mia media, sinceramente, non era altissima.

Quel suo fare politica, tuttavia, non l’ho mai dimenticato e ho fatto bene, ho fatto bene a prestarvi attenzione perché stava dando una lectio magistralis.

Non era il suo Marx (suo, ma fino a che punto?); non era l’anticlericalismo da ex educanda e non era neppure il suo femminismo l’oggetto vero della sua lezione: ella fu, lezione.

L’ho compreso adesso a quasi 54 anni ed era impossibile prima, perché in quel prima dovevano passare 666 post di cronologia biblica e ghematria: solo allora la lezione poteva tenersi o, meglio, poteva essere capita, anzi, carpita dal suo essere, in particolare dal su P.C.I. che io sempre ho temuto come la bestia apocalittica, facendo però salvi molti dei suoi elettori, forse anche buona parte della sua dirigenza.

Tutti questi, infatti, non hanno capito il senso del Manifesto del partito comunista non hanno capito Marx (Σαρξ, carne) che apre il suo incipit con un fantasma, uno spettro, alias uno spirito, quello che ha posseduto le masse, il proletariato e buona parte dei poveri evangelici.

La storia, dopo Marx, è stata posseduta, ma lo fu prim’ancora di lui perché quello spettro, quello spirito si rinnova e si adegua alla realtà conservando, però la sua natura. Ecco che essa è quella della bestia apocalittica, di Costante II, ribattezzato Caino dal popolo dopo aver ucciso suo fratello. Un Costante II non a caso regnate nel 666 d.C.

Quello spirito, dunque, è ben lungi dall’essere stato evocato da Marx, esso era già vivente e operante e a Marx va solo il merito di avere permesso un salto di qualità scatenandolo in Europa, non prima però di aver posseduta la Russia con una Rivoluzione ancora tutta da studiare.

Come da studiare è quella francese, sebbene Marx non abbia voce in capitolo e risulti solo lo stadio evolutivo successivo di uno spettro altamente mutante e virulento che ha fatto, poi, della violenza la levatrice della storia, una storia, però, già scritta, tanto che appunto esso è la bestia di Apocalisse.

Ecco, questa è la lezione di Emma Nardi, non vedente, stando all’omen nomen latino che difficilmente sbaglia e infatti ci permette una lettura rovescia del suo nome e cognome, cioè IDRA AMME N, cioè “Idra a me 50 (ghematrico)” che evoca da solo la bestia mitologica, che dunque affonda ancora più le sue radici e origini, per una genesi leggendaria che conserva, però, non tratti di originalità, ma l’intero suo essere, se Apocalisse ne parla dedicandogli addirittura il ruolo di competitor di San Michele (Sergio Sammicheli il successore in quella stessa cattedra) se questi afferma con il suo nome “chi come Dio”, mentre della Bestia si dice “Chi è come la bestia? Chi può combattere contro di essa?” (Ap 13,4).

L’idra evocata, quindi, non è mito è storia nella misura in cui quel 50 dell’anagrafe corretta gesuana lo è storia, perché riassume la cronologia biblica che non è fede: è scienza; è cronologia, ad esempio, del Vicino Oriente Antico che disciplinerebbe l’archeologia, ma che in realtà sic stantibus, la fa brancolare nel buio a causa dell’orina, del veleno che ammorba i manuali di tutti gli studenti.

Chi impugna quel 50, cioè impugna il velenosissimo 33 d.C. falso profetico della crocefissione, ha a che fare con l’Idra e il suo veleno perché quello spirito si presenta in pubblico come tollerante, democratico, pluralista, interreligioso, buonista ed ex mangiapreti, ma in realtà la sua natura è satanica ed è l’esatto contrario, prova ne è quel 50 che, come a un indemoniato al quale mostri la croce (nel 35 d.C. a cinquant’anni), esso vomita, bestemmia, aggredisce e piscia, come nel film L’esorcista, augurandoti, prevedendola, la morte.

Quando ero giovane andavano molto di moda i giochi di ruolo: ecco, quello è l’Idra, persone che hanno dato se stesse allo spirito e ne sono possedute anima e corpo, per un rapporto che si fa organico. Esse vengono evocate, all’occorrenza, e divengono una cosa sola: l’Idra, contro cui combattono pochi valorosi con le armi evangeliche: l’elmo della salvezza, lo scudo della fede e la spada della parola (Ef 6,16-17) tipiche di cavalieri erranti secondo il mondo, ma non posseduti da esso.

Cara Professoressa, lei merita una standig ovation: una lectio divina che la fa pure una guida cieca, cioè una testimone del Vangelo.

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